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Letture proibite contro la censura
Appuntamento con i libri “gender”

MACERATA - La Bottega del Libro, storico esercizio di corso della Repubblica, invita ogni giorno i cittadini a leggere pubblicamente il materiale vietato dal sindaco di Venezia. La titolare Chiara Tomassetti "Ognuno potrà giudicare con la propria coscienza". Hanno aderito all'iniziativa il direttore Francesco Micheli e l'assessore Stefania Monteverde. Sul tema si è pronunciato anche l'ordine degli psicologi delle Marche: "Troppa strumentalizzazione"
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Chiara Tomassetti della Bottega del Libro con alcuni testi “banditi”

di Marco Ribechi

(Foto di Lucrezia Benfatto)

I libri sono nemici solo dell’ignoranza. Partendo da questo principio, Chiara Tomassetti della Bottega del Libro di Macerata ha dato il via ad una iniziativa nata per opporsi alla censura del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. L’amministratore nei giorni scorsi ha compilato una lista di libri proibiti nelle scuole del suo Comune perchè vicini all’ideologia gender.
Nella libreria maceratese questi testi sono a disposizione per letture pubbliche che saranno diffuse tramite video sui social. Hanno aderito per primi all’iniziativa maceratese l’assessore Stefania Monteverde e il direttore artistico del Macerata Opera Festival Francesco Micheli.
L’iniziativa sarà portata anche fuori città domani e domenica a Porto Recanati durante la manifestazione “LIBRIamo la piazza”.
Nella nostra provincia, dopo la conferenza al cinema Excelsior dell’avvocato Amato (leggi l’articolo) seguito da un altro incontro a Civitanova (leggi l’articolo) e dal flash mob di risposta (leggi l’articolo) si è acceso lo scontro ideologico tra le due fazioni che lentamente sta assumendo anche un risvolto politico.

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Gianfranco Amato con il vescovo Nazzareno Marconi durante l’incontro al cinema Excelsior

Pochi giorni fa è stato il primo cittadino della”Serenissima”, primo caso in Italia, a gettare benzina sul fuoco stilando di sua iniziativa una lista nera di testi proibiti e ordinando anche di toglierli da tutte le biblioteche comunali e scolastiche. Cavalcando la polemica il caso è diventato subito di rilevanza nazionale suscitando l’indignazione di molte associazioni ed esperti sia del mondo della pedagogia che di quello dell’editoria che accusano Brugnaro di censura. A sua volta il sindaco veneto ha voluto prendere una posizione a favore della famiglia tradizionale eliminando preventivamente tutto ciò che possa mettere in pericolo questa istituzione tradizionale.

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Francesco Micheli legge un “libro priobito” ai giardini Diaz durante un incontro di Nati per Leggere

Macerata non ci sta. Il direttore  Micheli e l’assessore Stefania Monteverde (In basso il video della lettura), recentemente riconfermata all’assessorato alla cultura, promettendo di coinvolgere altre personalità, hanno letto pubblicamente alcuni testi “vietati” per dimostrare che non esiste in essi nessun contenuto di cui aver paura. «L’invito è esteso ogni giorno ad ogni cittadino- dice Chiara Tomassetti – Affinchè ognuno possa giudicare in base alla propria sensibilità. Siamo dei professionisti nel campo dei libri, alcuni testi vietati sono in vendita da anni e sono stati scritti da delle vere e proprie autorità nel campo dell’editoria per ragazzi. Li ho letti quasi tutti poichè qui in libreria spetta a me il compito di organizzare la sezione dedicata ai bambini. Sono rimasta senza parole quando ho visto nella lista dei libri proibiti alcuni testi che hanno trovato il consenso di una comunità scientifica enorme fino a diventare quasi dei classici». Si tratta ad esempio di “Piccolo blu e piccolo giallo”, “Il libro delle famiglie” e “Pezzettino” (in basso il video della lettura) quest’ultimo scritto da un autore di prim’ordine come Leo Lionni.

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Altri testi segnalati dal sindaco di Venezia

«Da persona che ama e vive di libri ho pensato che la cosa migliore da fare fosse mettere a disposizione uno spazio per poter consultare questo materiale – continua Chiara Tomassetti – Li leggeremo e produrremmo dei video da poter consultare on-line. Sono dei testi preziosi stampati anche prima del discorso sul gender (leggi l’articolo)  che spesso viene strumentalizzato senza farne una vera analisi. Basti pensare che molti di questi testi “pericolosi” sono inseriti nel programma nazionale “Nati per leggere” che dal 1999  ha l’obiettivo di promuovere la lettura in famiglia sin dalla nascita a favore dell tutela del bambino. Vietare dei libri come ha fatto il sindaco di Venezia è un gesto irresponsabile oltre che di grande ignoranza. Per fortuna dopo la nostra azione stiamo ricevendo tantissimi consensi da parte degli iscritti alla nostra pagina facebook». “Nati per leggere” coinvolge quasi 1200 comuni italiani, con 400 progetti locali. E’ promosso dall’associazione culturale pediatri – ACP che riunisce tremila pediatri italiani con fini esclusivamente culturali, dall’associazione italiana biblioteche – AIB che associa oltre quattromila strutture e dal centro per la salute del bambino – CSB, che ha come fini statutari attività di formazione, ricerca e solidarietà per l’infanzia. Ad opporsi alla chiusura del sindaco di Venezia anche l’associazione italiana scrittori per ragazzi accusandolo di “spargere il seme dell’intolleranza e di adottare una prassi autoritaria che ricorda i periodi più bui della storia.

Luca Pierucci, predidente dell'Ordine psicologi Marche Sul discorso gender si è pronunciato nei giorni scorsi anche l’ordine degli psicologi delle Marche, in conseguenza al Family day organizzato il 20 giugno a Roma. «Nelle comunicazioni girate sui social e tramite messaggi su WhatsApp, in tono allarmistico, si parlava di corsi di gender nelle scuole con l’obiettivo di obbligare bambini in tenera età a comportamenti sessualizzati, non conformi al luogo e alla maturità reale – dice Luca Pierucci, predidente dell’Ordine – Niente di più falso considerando che non esiste l’ideologia del gender, ne corsi obbligatori di questo tipo nelle scuole per gli alunni e alunne. Si mischiano gli studi di genere, che analizzano e studiano come cambino nelle società e nelle epoche storiche i riferimenti maschili e femminili e come questi incidano sulla condizione di uomini e donne, soprattutto in chiave economica e dei ruoli di genere attesi, con gli standard europei per l’educazione sessuale nelle scuole e con quanto il ddl Fedeli prevederebbe come integrazione dei curricula scolastici. Riteniamo che non si possano  e non si debbano utilizzare e distorcere informazioni basate su ricerche e studi scientifici a fini propagandistici, che possono creare soltanto confusione».



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