Gender, in 700 al convegno
Femministe e gay in rivolta

CIVITANOVA - Ieri sera l'avvocato Gianfranco Amato del Movimento giuristi per la vita ha parlato di un complotto di lobby gay e poteri forti: "Se essere omofobo significa dire che l'omosessualità è peccato allora sono orgogliosamente omofobo”. Tensione tra gli spettatori, la polizia ha dovuto calmare gli animi
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La platea gremita

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Gianfranco Amato, giurista del movimento Giuristi per la vita

di Laura Boccanera

Un complotto di lobby gay, cliniche private, mass media e poteri forti. Questo sarebbe alla base della teoria del gender. In tanti ieri sera (circa 700, erano 1.700 a Macerata leggi l’articolo ) hanno sfidato la pioggia per ascoltare le teorie di Gianfranco Amato, ideatore della nuova battaglia alla quale ha chiamato ad adunanza famiglie e movimenti cattolici, quella contro il gender. Una ricostruzione che non è piaciuta alle associazioni femministe ed lgbt intervenute ad ascoltare le teorie dell’avvocato del Movimento giuristi per la vita e in un paio di occasioni si è sfiorato il contatto fra padri di famiglia e attiviste. “Buffone” urlano le femministe al grido di Amato su “se essere omofobo significa dire che l’omosessualità è peccato allora sono orgogliosamente omofobo”. Di contro alcuni uomini iniziano a insultare le attiviste invitandole ad uscire e dando loro delle “fasciste”. Le forze dell’ordine schierate in gran numero ieri sera, molti dei quali in borghese sedano gli animi senza la necessità di ricorrere a denunce e violenze o cacciare spettatori.

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Uno degli spettatori che si scaglia contro le femministe

Ma il clima rimane pesante per tutta la serata. In tanti ieri erano andati a cercare risposte, ma cosa sia o non sia questo gender in realtà non è stato chiarito. “Del gender non sa nulla nessuno – esordisce Amato – chi lo confonde con l’identità sessuale, chi con la struttura fisica, chi ancora con l’omosessualità, ma sta dilagando a livello giuridico e dei mass media. La teoria gender è una teoria per cui un uomo o una donna decide di essere maschio o femmina, non per la struttura fisica che gli appartiene, ma per ciò che decide di essere. Vogliono inculcare un sistema totalitario come nell’Unione sovietica”.

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La fronda delle attiviste contrarie alle tesi del giurista

Dalla proposta di legge Scalfarotto, ad un fantomatico documento dell’Oms che prevederebbe per la Norvegia pratiche di masturbazione fin dalla culla, Amato evoca con grande abilità retorica, battutine e scaltrezza tipica del foro aneddoti inanellati uno dietro l’altro con nomi, date, casi, dagli Stati Uniti fino allo sfruttamento delle madri in affitto in India, riferendo che tutto questo diventerà realtà anche in Italia. Mostra anche dei libricini di cui sarebbe venuto in possesso che sarebbero dovuti entrare nelle scuole di ogni ordinamento e che spiegano ai bambini che si possono avere due mamme o due papà e le tecniche di fecondazione assistita artificiale. E poi conclude con la “ricetta” per vincere le lobby gay che vogliono mettere le mani sui nostri figli: “domani mattina mandate una lettera ai dirigenti della vostra scuola e chiedete di essere informati, rivendicate la volontà di sapere quali corsi vengono tenuti e da chi. Questa battaglia si può vincere, ma bisogna combattere, non lasciate che chi segue il dio denaro metta le mani sulla mente e sulle coscienze dei bambini”. Al termine dell’incontro l’avvocato Amato si è intrattenuto con gli ospiti per fornire ulteriori spiegazioni e vendere i suoi libri.

gender civitanova (6)LE REAZIONI  Nonostante il patrocinio dato dal Comune nessuno dell’amministrazione era presente all’incontro. Tra gli ascoltatori alcuni consiglieri comunali come Claudio Morresi, Mirella Emiliozzi, Pier Paolo Rossi e Paolo Rachiglia. E l’indomani ad intervenire è proprio Rossi che paragona Amato ad un mix fra Giorgio Mastrota, Ron Hubbard e Beppe Grillo: «Avevano ragione i comitati Agedo e Arcigay Agorà di Pesaro – dice Rossi – il patrocinio del Comune per il dibattito “Diritto all’identità. Teoria del gender e libertà di educare” andava ritirato. Purtroppo non è una questione di libertà di opinione, certe iniziative travalicano la libertà di espressione e non fanno altro che alimentare terrore, paura e scontri sociali nella insensata difesa di idee anacronistiche quanto mai distanti dal rispetto della persona.  Sentire un eccellente affabulatore, una sorta di concentrato di Ron Hubbard, Giorgio Mastrota e Beppe Grillo demonizzare l’omosessualità, evidenziare che l’omofobia non è condannabile, teorizzare l’esistenza di un progetto teso ad inculcare nelle menti umane, attraverso la politica, la magistratura, la cultura, l’istruzione e i media, il concetto di “normalità dell’omosessualità” e che tutto questo è tipico dei regimi totalitari, purtroppo ancora mi turba. Ribadisco la mia distanza dal patrocinio». «Pseudo crociati che, in nome di un nazismo ideologico, si scagliano con odio contro tutti quelli che non condividono le loro pseudo-verità». Così le associazioni Donne di mondo, Diritto Forte, Las Safinas e Agedo commentano la serata di ieri sera e preparano un contro convegno nel quale verranno sostenute posizioni differenti. «L’incontro di ieri sulla identità di genere è la libertà di educare promosso da Movimento per la vita e Giuristi per la vita suscita stupore e costernazione per i toni violenti, l’assenza di confronto reale, la chiusura totale su temi fondamentali e irrinunciabili per la vita di tutti. Il relatore è un avvocato che però non parla di diritto, ma di psicologia, pedagogia, sociologia, tuttologia. Il suo cavallo di battaglia è che la “teoria di genere” “omosessualizzerebbe” l’educazione dei bambini e che le famiglie cattoliche correrebbero il rischio di vedere i loro figli vittime di educatori di genere, che non ci sia libertà per i cattolici, che tutti corriamo il grave rischio di essere omosessualizzati. Ci riserviamo in un prossimo incontro di dibattere e controbattere punto per punto l’infondatezza di tali teorie. Chi ieri c’era ha respirato solo odio. Ci chiediamo in nome di quale Dio».

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