Gender e omofobia,
in 1700 a Macerata per Gianfranco Amato
“Non servono leggi speciali per i gay”

SESSUALITA' - Una folla inaspettata ha partecipato alla conferenza dal titolo "Educati da chi?" organizzata dalla diocesi e dal movimento "Giuristi per la vita". Ha aperto il convegno il vescovo Nazzareno Marconi: "Perchè avrebbe valore sommo ciò che la natura mi dice sui panda o sulle balene e non sul mio essere uomo o donna?". Polemica sui social. Indignato Maurizio Rinaldelli: "Hanno parlato di un complotto internazionale guidato da una lobby di omosessuali e di una rete demoniaca"
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Gianfranco Amato e il vescovo Nazzareno Marconi

 

di Marco Ribechi

(foto di Stefano Salvucci)

Bagno di folla ieri al cinema Excelsior di Macerata per la conferenza dal titolo “Educati da chi?” tenuta  dall’avvocato Gianfranco Amato, presidente del movimento “Giuristi per la vita” organizzata dalla diocesi di Macerata, Tolentino, Recanati, Cingoli e Treia e dal movimento “Giuristi per la vita” .  550 persone presenti nell’auditorium a due piani e 800 nella chiesa dell’Immacolata dove è stata attrezzata una diretta su maxi schermo. Data la grande presenza di pubblico è stato anche necessario aprire altre due sale per ospitare altre 300 persone. In tutto circa 1.700 i cittadini maceratesi che hanno ascoltato gli interventi relativi alla questione gender (una ideologia secondo la quale i concetti di identità maschile e femminile non sarebbero insiti nella natura ma formati dalla cultura e dall’educazione) e all’educazione sessuale nelle scuole. Ad aprire la serata il discorso del vescovo Nazzareno Marconi che ha esordito citando Papa Benedetto che «nella bella enciclica fides et ratio ricorda che per noi cristiani la fede e la ragione sono i più grandi doni che Dio ha dato all’uomo».

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La sala del cinema Excelsior colma di persone

Analizzando i concetti di ecologia e gender lo stesso ha poi aggiunto  «L’ecologia si basa sul principio che la natura ha un suo equilibrio ed una sua sapienza, costruite nel corso dell’evoluzione.  Ma se la natura è saggia nel grande organismo del mondo, perchè diventerebbe stupida nel piccolo organismo del corpo umano? Perchè avrebbe valore sommo ciò che la natura mi dice sui panda o sulle balene in Antartide, ed invece non avrebbe nessun valore ciò che la natura mi dice sul mio essere uomo o donna? Ciò che non mi spiego è perché, per cercare di fare chiarezza, non devo partire dal dato fisico, che è chiaro, certo, verificabile, piuttosto che dal dato: “come mi sento in questo momento”?». Da questi presupposti è partita la digressione dell’avvocato Amato che per circa due ore ha stimolato il pubblico in sala su argomenti di vario tipo. L’idea è che «non sia necessario creare delle leggi speciali per le persone omosessuali perchè la legislazione vigente già garantisce i diritti di tutti i cittadini.

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L’avvocato Amato illustra alcune pratiche pedagogiche

Il progetto “gender”, partito per insegnare educazione sessuale nelle scuole, sarebbe il tentativo di  plasmare le idee delle nuove generazioni senza confrontarsi, né con i genitori, né con una verifica scientifica seria». Dura la critica alla proposta di legge Scalfarotto che sta animando i dibattiti sulla questione dell’omofobia e transfobia.  Altro tema scottante sarebbe, sempre secondo Amato, quello dell’esistenza di una «lobby internazionale della fecondazione e degli uteri in affitto che per vari ingenti interessi economici più o meno riconoscibili sarebbe interessata a sviluppare una falsa ideologia sul tema del genere e della sessualità». Non si sono fatte aspettare le reazioni di altri cittadini maceratesi, in completo disaccordo con le tesi esposte e indignati dal modo in cui sarebbe stato trattato l’argomento. Durante lo stesso dibattito alcuni presenti hanno incalzato il relatore con domande che evidenziavano una visione della questione alternativa a quella proposta. La polemica è poi continuata sui social dove gli scontri ideologici si sono accesi anche sui profili personali di maceratesi noti.

Maurizio Rinaldelli Uncinetti

Maurizio Rinaldelli Uncinetti

Tra questi Maurizio Rinaldelli Uncinetti che in una lettera tra l’ironico e l’indignato ha affermato «Amato ha tenuto un’arringa processuale di 2 ore e mezza per avvertirci che siamo tutti sotto attacco di un complotto internazionale guidato da una non meglio precisata lobby gay (una minoranza, poiché la maggioranza degli omosessuali, secondo una sua raffinata distinzione, sarebbe contraria) al soldo delle multinazionali del farmaco che sono interessate a lucrare sulle fecondazioni artificiali per le coppie gay. Mi sembra che i contenuti affrontati siano stati pochi, vista anche la grande folla accorsa alla chiamata. Per il resto, nonostante i ripetuti paragoni con la Germania nazista e la Russia stalinista, qualche ardita equazione tra omosessuali e disabili, tra amore e cinofilia, e addirittura la  citazione profetica del 1984 di Orwell, tutto bene: l’omofobia non esiste,  l’omosessualità non è un problema e persino Pio XII è un papa buono. Così, dopo i primi momenti di sconcerto, mi sono cominciato a sentire via via sempre più sollevato, man mano che venivano elencati tutti i progressi, definiti da Amato “Rete demoniaca”  che sono stati fatti un po’ ovunque, dalle scuole europee alla Barilla, in  merito alle politiche di inclusione delle diversità, per promuovere  l’educazione alla tolleranza e al rispetto delle persone e dei giovani. Mi sono  quasi commosso ad una filastrocca per bambini che mi è sembrata bellissima. Poi me ne sono andato via, felice di sapere di vivere in un mondo così  moderno e sempre più perfetto, lontano da tanta barbarie».

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Il pubblico in sala

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Tra il pubblico il presidente del consiglio comunale Romano Mari e il direttore amministrativo di Unimc Mauro Giustozzi

 

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Presente all'incontro anche Maurizio Mosca, candidato sindaco alle prossime comunali

Presente all’incontro anche Maurizio Mosca, candidato sindaco alle prossime comunali

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