Livi si autosospende da Forza Italia:
“Ceroni ha tirato la volata
ad un solo candidato”

MACERATA - Il membro del direttivo provinciale del partito critica duramente il coordinatore regionale per scelte e atteggiamenti prima e dopo la campagna elettorale. L'analisi del voto: "L'abbraccio con Spacca è stato mortale"
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Simone Livi e Vittorio Lanciani nella conferenza stampa di oggi

Simone Livi e Vittorio Lanciani nella conferenza stampa di oggi

di Marco Cencioni

«Dopo un disastro politico di questo genere mi sembra assurdo che a distanza di un mese dalle elezioni nessuno abbia avuto la dignità e il coraggio di dire due parole e di assumersi una parte di responsabilità: io sono qui per questo». Così Simone Livi, candidato di Forza Italia alle regionali, analizza l’esito, anche a livello personale, delle ultime elezioni. Lo fa mettendoci la faccia con l’autosospensione da membro del direttivo provinciale in attesa di capire cosa succede a livello locale e nazionale e muovendo, inoltre, una forte critica all’operato del coordinatore regionale Remigio Ceroni.

Per Livi è colpevole di un silenzio post voto ingiustificabile. In poche parole l’ex assessore provinciale non si sente più di collaborare con Ceroni e invoca la revisione dei vertici del partito. «Dopo 25 giorni dal voto il coordinatore regionale deve ancora farsi sentire, non ha espresso neanche un parere dopo questo verdetto impietoso che ci vede passare dal 25% al 9% a stento come partito – sottolinea Livi – per non parlare del fatto che come coalizione siamo arrivati quarti: i risultati dicono che l’abbraccio con Spacca è stato mortale. Sono rimasto, inoltre, assolutamente deluso dal coordinatore regionale che ha fatto la campagna elettorale solo per un candidato (il riferimento è a Barbara Cacciolari prima dei votati forzisti in provincia, ndr) – evidenzia l’ex assessore provinciale – L’80% del partito è stato indottrinato per votarlo, è una cosa vergognosa. Il mio risultato personale non è certo dovuto a questo ma sicuramente è un aspetto che ha influito. Non è possibile che chi dovrebbe stare al di sopra delle parti faccia di tutto e di più per unico candidato. E gli altri 5? – domanda Livi – Qualcuno non ha gli attributi per denunciarlo pubblicamente, io sì. Perché mi piace fare politica in prima fila come in decima, ma farla con persone moralmente oneste e politicamente corrette».

L’esponente di Forza Italia premette, all’inizio del suo intervento, di essere deluso dal fatto che Macerata non abbia espresso un consigliere  e di aver comunicato la sua decisione di autosospendersi anche agli organi competenti. «Parlare dopo un risultato è sempre più facile, chiaramente leggere prima la situazione è più difficile. Ci tengo a ribadire che ho manifestato subito le mie perplessità agli organi competenti, mantenendo la disponibilità alla candidatura per correttezza morale e politica. Certamente non pensavo che il risultato fosse così disastroso sarei un ipocrita se dicessi il contrario – dice Livi – Sono l’ultimo arrivato, quindi il più penalizzato dato che non avevo un elettorato fidelizzato. I 3 mila elettori che mi avevano votato quando ero con “La Destra”, in questo momento, non hanno accettato politicamente questo accordo con Spacca e a livello di preferenze sicuramente ne ho pagato le conseguenze. E’ ovvio che è anche colpa mia che non ho saputo far passare il messaggio e sono qui per questo, sperando che quello che ho fatto oggi serva anche agli altri: abbiamo delle responsabilità davanti agli elettori ed è giusto metterci la faccia anche quando le cose non sono andate come speravamo. Bastavano dieci righe di dichiarazione, un colloquio che vedesse i candidati parlare con il direttivo provinciale e regionale, ma niente.  E’ una cosa che mi manda in bestia. Tutti ci dobbiamo assumere le nostre responsabilità, lo ripeto, è un dovere nei confronti di chi ha creduto in noi».
Per quanto riguarda la questione Macerata, infine, è Vittorio Lanciani ad esprimere i suoi dubbi: «Al tavolo delle trattative non è stato proposto nessun candidato di Forza Italia alternativo a Deborah Pantana con il risultato che tutti sappiamo».

 



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