Standing ovation per Marco Polo
La Cina incanta lo Sferisterio
MACERATA - E' durata 10 minuti per uno spettacolo che ha catturato gli spettatori dell'arena in un trionfo totale. Applausi per omaggiare la compagnia giunta dall'Oriente. Con la danza sono stati celebrati l'incontro tra i popoli, il rispetto reciproco e i valori del sacrificio politico per la collettività
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di Marco Ribechi
(galleria fotografica di Andrea Del Brutto)
Avvincente, emozionante, perfetto nelle coreografie ed eccellente nelle musiche. Un tripudio di colori, tessuti e immagini, una vera e propria gioia per gli occhi e per il cuore. E’ lo spettacolo “Marco Polo”, presentato ieri sera allo Sferisterio di Macerata dal centro nazionale per le arti sceniche di Pechino con l’opera nazionale di Pechino e con la compagnia di canto e danza del dipartimento politico generale del Pla, che ha entusiasmato il pubblico presente nell’arena. Una standing ovation inevitabile di oltre 10 minuti ha acclamato gli strepitosi artisti della compagnia giunta dall’Oriente che hanno omaggiato l’Italia e Macerata della loro presenza. Dopo aver iniziato la tournèe a Milano in occasione di Expo 2015, e poi a Salerno nel teatro municipale Giuseppe Verdi, la compagnia non ha potuto evitare di far visita alla città di padre Matteo Ricci, che sempre più insistentemente guarda ad est per sviluppare i propri progetti ed ambizioni.
Ma è stato anche un omaggio all’Italia offerto da un paese, la Cina, che pur non avendo alcun obbligo reverenziale continua a mantenere vivo il sentimento di pace e amicizia che ne ha segnato la genesi. Marco Polo, considerato il ponte dei rapporti tra Cina e Europa, viene utilizzato per esaltare i valori di fratellanza e armonia tra i popoli, di incontro e reciproco rispetto. Non sono tuttavia le storie contenute ne “Il Milione” a venire rappresentate ma piuttosto la rotta ad Oriente viene riattualizzata, promettendo ai viaggiatori contemporanei di poter riscoprire la Cina come circa 700 anni fa era accaduto al nostro predecessore. Un moderno giovane, sfogliando il manoscritto del mercante veneziano, viene catapultato nell’antico mondo cinese e in un viaggio onirico gli vengono mostrate tutte le caratteristiche della cultura orientale in un incontro fatto sempre di sorrisi, intese e amore.
E’ proprio il tema dell’incontro a far da padrone nei primi due atti dello spettacolo in cui Marco Polo, guidato dall’amore ricambiato per la principessa orientale, mostra le caratteristiche del suo paese, Venezia, mentre a sua volta la principessa ripercorre tutte le storie e le innovazioni apportate dalla Cina: la stampa a caratteri mobili, l’agopuntura della medicina tradizionale cinese, le abitudini culinarie ma anche i paesaggi del Jiangnan, fonte infinita di ispirazione per artisti e poeti. Momenti di commovente reciproca ammirazione manifestati dal veneziano e dalla corte cinese, sempre curiosa e disposta a conoscere le innovazioni provenienti da altre parti del mondo. Dall’incontro culturale si passa poi a narrare le vicende storico politiche del regno di Thian Kehan che infrangono il sentimento di amore che nasce tra il protagonista e la principessa. E’ proprio a causa di un matrimonio riparatore, per mantenere la pace e l’armonia, che Marco Polo dovrà rinunciare alla sua favola d’amore con la splendida principessa, ceduta in sposa dal padre con una “corona di fenice” atta a simbolizzare il sacrificio politico. Lo spettacolo si conclude in un romantico lungo addio con cui la fanciulla viene consegnata al suo destino e il moderno Marco Polo ritorna all’epoca attuale, felice di aver vissuto una così favolosa avventura.
Al giovane resterà solo un hada bianco di seta, a simboleggiare l’indistruttibile legame tra i due innamorati ma anche tra Oriente e Occidente, consolidato per secoli lungo la via della seta. Lo spettacolo ha raccolto i maggiori talenti cinesi: Chen Weiya (vice-direttore delle cerimonie di apertura e chiusura delle Olimpiadi di Pechino 2008 e Direttore dei Giochi Olimpici Giovanili di Nanchino 2014), di Zhang Qianyi (Capo della Compagnia di canto e danza del Dipartimento Politico Generale), di Zhao Daming (sceneggiatore di primo livello in ambito nazionale cinese) e Gao Guangjian (Direttore degli allestimenti scenici del NCPA). Strepitosi anche i temi musicali che hanno presentato 4 stili: quello occidentale europeo, la musica di corte della dinastia Yuan, la musica mongola e la musica popolare della zona che si trova al sud dello Yangtze (Jiangnan).
Un lavoro di grande esperienza e cura che racchiude senza dubbio moltissimi significati simbolici sulle aspirazioni della Cina moderna. Per far sfoggio della sua storia, cultura e bellezza è stato scelto proprio un europeo che, senza inutili autocelebrazioni, è in grado di raccontare con i suoi occhi la straordinaria bellezza dell’Oriente. I temi che emergono sono quelli dell’amicizia, dell’ospitalità e della reciproca comprensione da cui può nascere un amore indistruttibile nei secoli. Lo spettacolo vuole probabilmente essere anche un monito politico all’Occidente e alla sua crisi culturale ed economica. Il sacrificio della principessa infatti simboleggia il sentimento di amore di patria che travalica i personalismi, il rispetto per le sorti del popolo e dello stato che sono superiori a quelle del singolo individuo.

Un’altra scena che ricorda l’agopuntura: il corpo umano (in salto) gioca e rivela le sue caratteristiche agli antichi medici cinesi






