Matteo Renzi dalle Winx
accolto dai bambini:
“Meritiamo un paese migliore”

Il premier ha fatto tappa prima a Loreto nell'azienda Rainbow dove Iginio Straffi lo ha incitato a continuare con questo Governo "Perchè ha dimostrato di saper fare", poi ad Ancona al teatro delle Muse per la campagna di chiusura del candidato alla Regione del Pd Luca Ceriscioli. "Non si devono portare via i cervelli all'estero - ha detto Renzi - ma dare le opportunità qui seguendo il modello Rainbow". Nel capoluogo dorico ha trovato le contestazioni dei centri sociali. Spacca: "E' venuto nelle Marche perchè ha paura"
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Matteo Renzi con Iginio Straffi durante la visita alla Rainbow

Matteo Renzi con Iginio Straffi durante la visita alla Rainbow

L'arrivo del premier Matteo Renzi con Iginio Straffi e sua moglie

L’arrivo del premier Matteo Renzi con Iginio Straffi e sua moglie

di Marina Verdenelli

Il premier Matteo Renzi è arrivato alla Rainbow di Loreto alle 18.05 passando su un tappeto arcobaleno che rispecchia i colori dell’azienda famosa per le fatine Winx. Ad accoglierlo il padrone di casa, il maceratese Iginio Straffi e sua moglie oltre una schiera di bambini, i figli dei dipendenti, tutti con le bandierine dell’Italia in mano e addosso delle magliette con scritto “Meritiamo un paese migliore” e “Noi siamo il futuro”.
Stretta di mano ai coniugi Straffi e poi via verso le autorità politiche che lo aspettavano. Un bacio al sindaco di Pesaro Matteo Ricci, uno al candidato Pd alle regionali Luca Ceriscioli e un altro ancora a Eliana Maiolini segretario Pd della provincia di Ancona. Il presidente del Consiglio è entrato senza la stampa al seguito per un giro privato nell’azienda accompagnato da Straffi e dal suo staff. Rispetto alla tabella di marcia del tour elettorale (era atteso anche alle Muse di Ancona, per sostenere la candidatura di Cerescioli, dove è stato contestato dai centri sociali) ha avuto un ritardo di un’ora. Ad attenderlo alla Rainbow anche il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo e il sindaco di Macerata Romano Carancini, candidato alle elezioni comunali.

L'omaggio di Iginio Straffi a Renzi

L’omaggio di Iginio Straffi a Renzi

 In azienda è entrato dopo aver scherzato con i bambini, una trentina in tutto tra i 4 e i 6 anni, che sventolavano in aria le bandiere tricolori chiedendo soprattutto alle femminucce le loro fatine preferite. Poco prima, scendendo dall’auto, ha dribblato le domande dei giornalisti che gli hanno chiesto se fosse disposto a dimettersi nel caso di sconfitta del Pd in Liguria e Campania (una considerazione che Silvio Berlusconi sta facendo proprio in questi giorni). Il premier ha risposto: “Voglio solo vedere le Winx” facendo cenno, con la mano, per dire “dopo ne parliamo” alludendo all’arrivo ad Ancona.

 

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L’intervento di Iginio Straffi

Terminato il giro in azienda ha ritrovato i bambini ad aspettarlo, nel teatrino all’aperto di cui è dotata la Rainbow. “Era ora” hanno detto i bambini sempre sventolando le bandierine tricolori. E Renzi: “Questa battuta significa che sono proprio in ritardo”. Iginio Straffi ha preso la parola chiarendo il perché della presenza di Renzi nella sua azienda. “Aveva promesso questa visita quando ci siamo visti a Pechino – ha detto il papà delle Winx – ed è stato di parola. Il nostro presidente di promesse ne sta mantenendo tante, non ci eravamo abituati”. L’argomento è poi scivolato sulla realtà delle imprese italiane. “Non ne possiamo più – ha detto Straffi – di dibattiti inutili, abbiamo bisogno di fare e il nostro presidente ha dimostrato di fare”.

il tweet di Renzi

Il tweet di Renzi

Mister Winx ha sottolineato come la Rainbow non è un’azienda che è andata fuori dal suo territorio. “Siamo voluti stare qui – ha precisato Straffi – ed è qui che vogliamo stare per competere con il mondo. L’Italia è piena di aziende come la nostra. Non abbiamo bisogno di assistenzialismo ne di finanziamenti a fondo perduto ma abbiamo bisogno delle condizioni favorevoli per lavorare. Sì al job act e al patent box. Serve anche una buona scuola. La strada intrapresa da questo Governo è giusta. Così senza paura ce la possiamo fare”. E Renzi ha condiviso il pensiero di Straffi. “Non si devono portare via i cervelli all’estero ma dare le opportunità qui seguendo il modello Rainbow – ha detto il premier – i sogni possono prendere forma. Non si deve avere paura delle proprie radici ma bisogna metterci le ali, come nelle Winx». Il presidente del Consiglio ha twittato sul suo profilo mentre visitava l’azienda: «Le Winx sono una bella storia di talento italiano. Con Iginio Straffi a Loreto per dire grazie a chi crea posti di lavoro con la fantasia». Omaggiato da una statuetta delle fatine e da una foto con le Winx in formato poster, Matteo Renzi ha lasciato Loreto scortato e rivelando che la Rainbow ha già pronta la prossima sfida in ambito commerciale “Che però non posso rivelare”.

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Matteo renzi ad Ancona con Luca Ceriscioli e Francesco Comi

Matteo renzi ad Ancona con Luca Ceriscioli e Francesco Comi

Diverso sapore l’arrivo ad Ancona dove il premier ha trovato le contestazioni dei centri sociali e attivisti anti Pd. In tutto una cinquantina di militanti di Asilo Politico e del Collettivo studentesco di Ancona, con alcuni consiglieri comunali di Sel e candidati di Altre Marche-Sinistra Unita alle regionali. Sono stati appesi striscioni con scritto ‘Casa, reddito, territorio, scuola’, l’hastag #blablablaRenzi. Poi dal teatro delle Muse ha detto: “Voglio essere molto chiaro, perché su questo non si scherza: siamo il Pd e sul tema della illegalità e del rispetto della lotta contro la corruzione il Pd non fa sconti al nessuno”. E ancora: “Mi fa molto male che si utilizzi la vicenda dell’antimafia per una discussione tutta interna, per regolare dei conti interno al Partito democratico: l’antimafia è un valore per tutti, non può essere usata in modo strumentale”. Ne ha avute anche per Gian Mario Spacca. “Siamo una comunità che fa le primarie – ha detto Renzi – e arriva anche a un confronto serrato ma poi riparte insieme. Il Pd non ha niente di personale contro Spacca, lo abbiamo seguito per dieci anni ma le regole si rispettano e dopo dieci anni non ci si incolla a una poltrona tradendo un ideale, per mantenersi al potere, il potere è servizio. E se lui ha cambiato idea e coalizione, noi cambieremo presidente della Regione”. Subito la replica del presidente uscente della Regione. “Renzi qui ad Ancona per attenzione verso le Marche? – ha risposto Spacca – No, ha paura di perdere”.

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