Indagati 3 militari della Capitaneria
Contestati falso e abuso d’ufficio

INDAGINE - Sono in servizio a Civitanova e Porto Recanati e per tutti è stata fissata l'udienza preliminare a settembre. La vicenda riguarda il cambio di destinazione d'uso di una nave e un permesso per l'ingresso al porto. "Siamo sereni e documenteremo che tutto si è svolto in maniera regolare"

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guardia-costieradi Gianluca Ginella

Tre militari della Capitaneria di porto in servizio a Civitanova e Porto Recanati sono indagati per falso e – uno di loro – per abuso d’ufficio. La vicenda riguarda il cambio di destinazione d’uso di una motonave e, per quel che riguarda l’abuso d’ufficio, per un’autorizzazione all’accesso al porto di Civitanova.

E’ stata fissata per il 26 settembre l’udienza preliminare in cui al tribunale di Macerata saranno imputati Michele Palermo, 52 anni, di Varese, residente a Civitanova, Crostoforo De Giuseppe, 51 anni, residente a Senigallia e Manuel Proto, 27, nato a Cariati e residente a Senigallia tutti militari della Guardia costiera. Secondo la procura di Macerata, Palermo, definito determinatore e istigatore della condotta, avrebbe agito in qualità di titolare della Delegazione di spiaggia di Porto Recanati addetto e capo area tecnico, amministrativa, operativa dell’Ufficio circondariale marittimo di Civitanova, Proto in qualità di militare nel ruolo di truppa con il grado di sottocapo in rafferma in servizio all’Ufficio circondariale di Civitanova per i servizi di delegazione di spiaggia di Porto Recanati e De Gennaro quale primo maresciallo comandante della delegazione di spiaggia di Porto Recanati. Secondo la procura avrebbero formato un atto falso relativamente al cambio di destinazione d’uso di una nave minore chiamata Valeria (8An002). In sostanza, secondo quanto emerge dalle indagini, nel documento avrebbero attestato falsamente di aver effettuato il 16 ottobre del 2012 un controllo di polizia marittima ed amministrativa, insieme al proprietario della nave Valeria, e di essersi recati all’arenile di Porto Recanati e di aver verificato la presenza della motobarca da pesca Valeria constatando l’avvenuto sbarco di attrezzature da pesca. Con questo rapporto veniva autorizzato il trasferimento della motobarca Valeria dal servizio di pesca al traffico, atto amministrato propedeutico – dice l’accusa – alla successiva pratica di adeguamento del motore del motopeschereccio Toscanu 4SB270 dello stesso proprietario della nave Valeria.

Al solo Palermo viene contestato il reato di abuso d’ufficio perché come delegato per il rilascio di autorizzazioni all’ingresso e parcheggio di auto nel’area portuale di Civitanova avrebbe autorizzato l’accesso al porto dell’auto di proprietà della moglie di un suo amico, in assenza della documentazione necessaria al rilascio dell’autorizzazione. Questo episodio risale al 27 maggio del 2014. Le indagini sono state condotte dal Nucleo corpo centrale di Pg della Guardia costiera insieme ai colleghi dell’aliquota di Pg della procura e coordinate dal pm Cristina Polenzani. All’udienza preliminare il gup dovrà valutare sul rinvio a giudizio degli indagati o se disporre il non luogo a procedere. Palermo è assistito dall’avvocato Stefano Chiodini di Fermo, De Giuseppe dall’avvocato Giovanni De Benedittis, Proto è difeso dall’avvocato Aldo Cingolani. «Il mio assistito respinge ogni addebito – dice l’avvocato Chiodini -, siamo serenissimi di poter chiarire la vicenda. Tutto è regolare, il controllo c’è stato e abbiamo anche le foto a documentarlo. Si tratta di un equivoco, la procedura è stata fatta regolarmente».

 


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