Rissa al ristorante,
cinque persone arrestate
PORTO RECANATI - Si tratta dei fratelli Mannino, Domenico e Davide e dei fratelli Tringale, Salvatore e Alberto. In manette anche il padre di questi ultimi due, Giovanni Tringale. Contestata rissa, le lesioni personali e la resistenza a pubblico ufficiale. Convalidati gli arresti, tutti sono tornati liberi
di Gianluca Ginella
«Ecco il pezzo da novanta». Sarebbe stata questa la frase che ha generato la maxi rissa di Porto Recanati (leggi l’articolo) e che ha portato all’arresto di cinque persone oltre che per rissa anche per resistenza a pubblico ufficiale (tre carabinieri sono rimasti feriti nel tentativo di calmare gli animi). In manette, ieri sera, sono finiti i fratelli Domenico e Davide Mannino (30 e 31 anni), catanesi residenti a Loreto (che hanno perso la madre e una sorella nella strage di Grotte di Loreto, nel luglio del 2010) e i fratelli Salvatore e Alberto Tringale, 32 e 28 anni, catanesi residenti a Porto Recanati, e loro padre, il 57enne Giovanni Tringale. A raccontare qualcosa di quanto accaduto, questa mattina, nel corso della convalida dell’arresto è stato Alberto Tringale che ha detto che ieri pomeriggio intorno alle 15,30 stava portando a passeggio il cane quando ha incrociato i fratelli Mannino e uno di loro (non ha saputo dire chi) gli ha detto la frase che aveva preso male. In udienza Alberto Tringale è stato l’unico a dire qualcosa mentre tutti gli altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Con i carabinieri invece si sono lanciati accuse reciproche. La rissa, cominciata davanti ad un ristorante di corso Matteotti era scoppiata tra Tringale e i Mannino con una prima scazzottata che ha avuto come teatro anche l’interno del ristorante dove qualcuno ha lanciato bottiglie e un posacenere e alcuni testimoni hanno riferito che qualcuno avrebbe anche usato dei bastoni, tutti oggetti raccolti sul momento. Sul posto dopo questo primo episodio sono arrivati i carabinieri. I militari hanno trovato Alberto Tringale (sanguinante) e il padre che gli ha detto: “E’ scappato Domenico prendetelo”. E i carabinieri poco dopo hanno trovato Domenico Mannino insieme al fratello che erano in auto. I Mannino sono stati fermati, Domenico ce l’aveva con Giovanni Tringale per una collana della madre diceva che gliel’aveva rotta.
Nel frattempo è arrivato Alberto Tringale che ha cercato di raggiungere i due Mannino ma i carabinieri sono riusciti a tenere lui e i Mannino separati. Questo fino a quando non è arrivato Salvatore Tringale che si è messo a correre verso il fratello e i Mannino, quest’ultimi si sono divincolati dai carabinieri e la coppia di fratelli ha cominciato a prendersi a pugni e calci. Nel frattempo è arrivato anche Giovanni Tringale. In mezzo alla concitazione Domenico Mannino avrebbe anche cercato di prendere la pistola ad uno dei carabinieri. Alla fine per riportare il tutto alla tranquillità sono intervenute 15 persone delle forze dell’ordine tra carabinieri, polizia municipale e guardia di finanza. Tre carabinieri sono rimasti feriti lievemente. Questa mattina i 5 arresti sono stati convalidati al tribunale di Macerata. Il pm Francesca D’Arienzo contesta i reati di rissa, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale. Al termine dell’udienza, il gip Ilaria Pia Maria Maupoil ha disposto per i fratelli Mannino il divieto di dimora a Porto Recanati e per i Tringale il divieto di dimora a Loreto. Tutti sono dunque tornati liberi. I Mannino sono assistiti dall’avvocato Gabriele Cofanelli (oggi sostituito dall’avvocato Esildo Candria) e i Tringale sono difesi dall’avvocato Gian Luigi Boschi. Il processo per direttissima è stato rinviato al 28 maggio.

