Indagine sulle spese in Regione,
nei prossimi giorni
gli interrogatori dei maceratesi

L'INCHIESTA - Oggi sono state sentite le prime persone, la prossima settimana saranno ascoltati Erminio Marinelli e Enzo Marangoni. Anche Fabio Pistarelli e Francesco Comi hanno chiesto di rendere la loro versione. Sara Giannini e Francesco Massi al momento non compariranno davanti agli inquirenti

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I 14 maceratesi indagati per le spese pazze in Regione

 

Il palazzo della Regione

Il palazzo della Regione

 

di Gianluca Ginella

Primo giorno di interrogatori per l’inchiesta delle spese “facili” di gruppi e consiglieri regionali delle Marche tra il 2008 e il 2012. Una trentina dei 66 indagati hanno chiesto di essere sentiti dagli inquirenti per dare la loro versione e contestare le accuse che vengono loro rivolte. Una indagine che molti degli indagati, ritenendo contro di loro non vi sia davvero nulla, sperano di chiudere con una archiviazione in fase di indagine. Al momento non sono ancora stati sentiti i maceratesi coinvolti nell’inchiesta. Oggi ad essere sentiti dalla guardia di finanza di Ancona sono stati Giacomo Bugaro, consigliere regionale Fi e vice presidente dell’Assemblea legislativa, le ex consigliere del Pd Adriana Mollaroli e Stefania Benatti, e Giovanni Zinni, consigliere regionale Fdi-An. Sono accusati, a vario titolo, di peculato e concorso in peculato. Bugaro, assistito dall’avvocato Davide Toccaceli, ha depositato un corposo faldone con la documentazione attestante spese e motivazioni. Mollaroli e Benatti, assistite dall’avvocato Marina Magistrelli, hanno depositato voluminose memorie e respinto punto per punto le contestazioni. Anche Giovanni Zinni, come ha spiegato in una nota, ritiene di aver chiarito la sua posizione.

Fabio Pistarelli

Fabio Pistarelli

Diversi dei 14 indagati residenti in provincia di Macerata hanno chiesto di essere sentiti. Ma gli interrogatori si svolgeranno per loro nei prossimi giorni e settimane. Martedì prossimo sarà la volta di Ermino Marinelli (consigliere Gruppo per le Marche), difeso dall’avvocato Nicola Perfetti, e di Enzo Marangoni (consigliere di Forza Italia), assistito dal legale Fernando Piazzolla. Il 14 aprile sarà sentito Angelo Sciapichetti (consigliere regionale del Pd), difeso dall’avvocato Gianfranco Formica, che presenterà una memoria. Anche Fabio Pistarelli (consigliere comunale di Macerata), assistito dall’avvocato Gabriele Cofanelli, ha chiesto di essere sentito: «Non vedo l’ora – ha detto Pistarelli –, ho già 100 e passa documenti che dimostrano quella che è stata tutta l’attività del gruppo, non c’è una cosa che non riguardi strettamente l’attività istituzionale». Nelle prossime settimane saranno sentiti anche Francesco Comi (segretario Pd), difeso dall’avvocato Marina Magistrelli, e Cesare Procaccini, assistito dall’avvocato Renzo Interlenghi. C’è poi chi, come Sara Giannini (assessore regionale), difesa dall’avvocato Mauro Gionni, ha deciso di non chiedere l’interrogatorio e di non presentare memorie difensive.

Francesco Massi

Francesco Massi

Anche Francesco Massi (consigliere di Ncd) ha deciso di non fare l’interrogatorio: «sto definendo la strategia difensiva. Sono tranquillo, dimostrerò tutto nelle fasi successive».

Anche Leonardo Lippi (assessore provinciale) non chiederà di essere sentito, come lui Pietro Parrucci (ex consigliere ed ex sindaco di San Ginesio), assistito dall’avvocato Leide Polci. Franco Capponi (ex consigliere di Forza Italia) non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull’indagine, idem Luca Marconi (consigliere Udc). Gli altri due indagati sono Ottavio Brini (ex consigliere di Forza Italia) e Francesco Acquaroli (sindaco di Potenza Picena). Per i 66 indagati, che devono rispondere tutti, a vario titolo, dei reati di peculato o concorso in peculato, nelle scorse settimane c’era stato l’avviso di chiusura delle indagini relativamente all’utilizzo di fondi del Consiglio regionale. La procura di Ancona parla di una somma di 1,2 milioni di euro. Gli indagati si dicono certi di poter dimostrare che non vi furono irregolarità nelle spese.

 


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