“La città degli spazi e delle idee”
Semideserta la platea al Cinema Italia
MACERATA - Scarsa partecipazione al convegno organizzato dal movimento di associazioni Marca per il recupero dei luoghi deputati alla cultura. In platea la presidente della Maceratese Maria Francesca Tardella e l'assessore provinciale Massimiliano Bianchini. Maurizio Rinaldelli: "In città vige la legge dei grandi numeri e non le iniziative a misura di cittadino"
di Claudio Ricci
“La città degli spazi e delle idee”. Al cinema Italia, luogo simbolo del mal di pancia ultimamente manifestato da parte degli operatori culturali maceratesi, Marca (Movimento di associazioni in ricerca per una cultura attiva) porta le idee per il recupero degli spazi cittadini, ma la platea è semideserta. Spiccano le presenze dell’assessore provinciale alla Cultura Massimiliano Bianchini e della presidente della Maceratese, Maria Francesca Tardella probabile candidata alle comunali. Un pomeriggio di idee e suggerimenti per una città in cui la valorizzazione degli spazi non sia fine a se stessa ma serva ad accogliere iniziative culturali a misura di cittadino. Ma la gente non risponde come gli organizzatori avrebbero voluto. «Purtroppo a Macerata vige la legge dei grandi numeri. La cultura è concepita dall’amministrazione solo in termini di afflusso di persone e non a misura di cittadino – dice Maurizio Rinaldelli Uncinetti, presidente dell’associazione Nuovo Cinema e moderatore dell’incontro – Purtroppo questa è una città dagli spazi vuoti e abbandonati e le idee non attecchiscono perché non trovano terreno fertile. Bisogna dare sostegno a chi vive nella città e non farsi belli solo per accogliere gli ospiti che vengono da fuori. Noi abbiamo fatto un progetto di riqualificazione per questo cinema ma a distanza di mesi stiamo ancora aspettando risposte dal Comune (leggi l’articolo)».
L’iniziativa è stata poco fortunata anche per le defezioni dell’ultimo minuto da parte di alcuni relatori. Tra questi Luca Ricci, direttore artistico del Kilowatt Festival, inziativa virtuosa di progettualità condivisa tra l’amministrazione comunale di Sansepolcro e associazionismo culturale. «La progettazione partecipata potrebbe essere la risposta anche al caso Cinema Italia – commenta Ruben Baiocco, ricercatore dell’Università di Venezia – Non bisogna per forza cercare il sostegno delle amministrazioni. Sono gli stessi cittadini, associazioni a muoversi perché uno spazio riprenda vita magari anche per progetti sul breve periodo e senza bisogno di finanziamenti dall’alto. Molte di queste esperienze riguardano teatri. Ad esempio con i miei studenti stiamo seguendo il caso del teatro Marinoni al Lido di Venezia. Quello spazio inizialmente occupato, nel corso del tempo è stato riqualificato grazie all’impegno e senza eccessivo sforzo economico dagli stessi operatori a cui oggi il comune ha concesso il comodato d’uso».









La colpa è di tutti quelli/e che non hanno partecipato. bisogna andarci per forza . Sono cose interessanti per default. E poi se sono a misura di cittadino il cittadino ha l’obbligo di andarci. Cribbio !
Tutti a vedere la corazzata Potemkin poi il dibattito…….
No! Prima il dibattito, dopo la corazzata… Senza progetti non si va da nessuna parte.
La probabile candidata alle comunali avrebbe potuto partecipare all’assemblea dei creditori dell’impresa, e dire loro in faccia che i soldi se li possono scordare, anziche’ mandarlo detto. Preciso che sto parlando di gente che vive del proprio lavoro e non di industriali col macchinone.
Orfeo Negro hai tutta la mia solidarietà.
Ma fai (fate) quello che ho fatto io… denunciate certi comportamenti alla magistratura.
x Cortellucci: purtroppo in Italia se una srl non ti paga non puoi fare altro che subire. Puoi solo sputtanarla, ma sta gia’ facendo da sola!
Se non siete capaci a produrre cultura e venderla in un mercato libero e aperto cambiate mestiere. Non potete sperare nel terzo millennio di vivere sulle spalle dei contribuenti.
Il pollice rosso arriva sicuramente da un parassita della pezzarola.
Purtroppo non sempre cultura e mercato vanno a braccetto. Guardate all’esempio della liberalissima Inghilterra dove la cultura è sostenuta attivamente da Enti Pubblici (che, certo, funzionano ben diversamente da quelli italiani!). Per tacere di Francia e Germania. Nell’adoratissimo “mercato” vincono sempre i pesci grossi, non quelli che hanno buone idee.
Quindi i vigili stavolta non hanno potuto approfittare dell’evento per fare le multe.
Peccato.