Ippopotamo, la Lav attacca:
“Non sono stati gli animalisti”

MACERATA - In seguito alla morte di Aisha, fuggita e investita sabato scorso a Villa Potenza, la lega antivivisezione e le altre associazioni animaliste delle Marche si rivolgono al Governo e al Parlamento: "Basta al circo con animali". Il Miranda Orfei è stato condannato nel 2013 per le condizioni di detenzione degli animali, giudicate incompatibili con la loro natura. Il lettore Paolo Nanni protesta contro le affissioni e il volantinaggio per promuovere gli spettacoli in città
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L'ippopotamo Aisha in uno spettacolo del circo Orfei

L’ippopotamo Aisha in uno spettacolo del circo Orfei

 

La Lav (Lega antivivisezione), le associazioni “Amici Animali” di Osimo, Oipa ed Enpa di Ancona, Appa di Ascoli , Anpana di Pesaro e Lupus in fabula di Fano intervengono nel dibattito che si è scatenato in seguito all’incidente in cui è morta Aisha, l’ippopotamo femmina fuggita dal circo Orfei e uccisa da un auto mentre attraversava la provinciale 361 (leggi l’articolo) a Villa Potenza. In ultima istanza le associazioni delle varie province delle Marche chiedono al governo e alle Camere di vietare i circhi con animali nel territorio nazionale.

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Il rimorchio del circo Miranda Orfei dove veniva trasportato l’ippopotamo

«Sono trascorsi appena due anni dall’anniversario della morte di Aleksandre – si legge nella nota delle associazioni a tutela degli animali – la giraffa morta a Imola dopo la fuga dal circo di Aldo Martini, ma di nuovo le pagine dei quotidiani riportano l’ennesima tragedia la cui vittima è un animale del circo. La sera del 28 dicembre scorso Aisha, l’ippopotamo detenuto dal circo Miranda Orfei, è uscito dal suo recinto e dall’area in cui si trova attendato il circo, per poi morire travolta da un’auto. Le indagini sono ancora in corso e non si hanno notizie precise di quanto sia realmente accaduto, ma i circensi si affrettano ad incolpare un fantomatico “blitz animalista”».

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La gabbia di Aisha a Villa Potenza

«Siamo certi che le indagini delle autorità faranno luce su quanto sia veramente successo. Fino ad allora questa tragedia – continua la nota – deve farci riflettere su quanto siano precarie le condizioni, sia di detenzione che di sicurezza, in cui vengono detenuti moltissimi degli animali nei circhi, animali che in larga parte appartengono all’elenco delle specie definite pericolose per la salute e l’incolumità pubblica. Questo non è infatti il primo caso di fuga di un animale da un circo, solo negli ultimi sei anni sono state infatti almeno 12 gli episodi in Italia. Elefanti, in molti casi, ma anche camelidi, ippopotami e in almeno due occasioni persino tigri. Sono numeri così elevati da far risaltare in modo evidente quanto siano potenzialmente carenti le misure di sicurezza adottate dai circhi. Ma che ci siano delle carenze nella gestione degli animali presso i circhi è un fatto che, sfortunatamente, non stupisce».

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Il corpo dell’ippopotamo viene portato via dopo l’incidente mortale sulla provinciale 361

Da tempo ormai le associazioni denunciano la precarietà delle condizioni di vita degli animali in queste strutture, assolutamente non idonee a garantire il soddisfacimento dei loro bisogni etologici e sempre più spesso i tribunali sembrano riconoscerlo. E il Tribunale di Como lo ha riconosciuto anche per il circo Miranda Orfei, condannato nel 2013 per la violazione dell’articolo 727 del codice penale per le condizioni di detenzione degli animali, giudicate incompatibili con la loro natura. Gli animali, tra cui anche un ippopotamo, al tempo della denuncia erano infatti tenuti al freddo, in mezzo alla neve. Cosa può esserci di più lontano dalla loro natura? Stiamo assistendo, in Europa e nel mondo, al progressivo smantellamento del consenso verso i circhi con animali, forti di motivazioni etiche e scientifiche che evidenziano l’incompatibilità dei bisogni etologici primari di questi animali con la prigionia imposta dai circhi, la vita itinerante, e l’addestramento a fini ludici. Sottolineano le associazioni. Chiediamo che anche il Governo e il Parlamento dicano basta al circo con animali riprendendo in mano la proposta di legge da troppo tempo ignorata».

 

Le affissioni in via Trento

Le affissioni in via Trento

Al dramma dell’ippopotamo, si affiancano polemiche sull’affissione dei manifesti che pubblicizzano gli spettacoli che andranno avanti fino al 6 gennaio. In una lettera corredata di foto indirizzata alla polizia municipale di Macerata, al sindaco Romano Carancini e agli organi di stampa il lettore Paolo Nanni esprime dei dubbi sulla legittimità delle affissioni in alcune zone della città e sulle distribuzioni di volantini per strada.

La pubblicità su una torretta della distribuzione elettrica in via Carrareccia

La pubblicità su una torretta della distribuzione elettrica in via Carrareccia

«Purtroppo ogni qual volta un circo fa sosta in città – scrive Nanni – assistiamo a un assalto di affissioni che imbrattano in modo selvaggio gli spazi di Macerata. Non dubito che molti di essi siano messi a disposizione dal Comune stesso, ma alcuni di questi spazi faccio fatica a credere che siano legalmente acquisiti e preventivamente autorizzati.  Nel passato in qualche caso ho provato a telefonare agli uffici della polizia municipale per segnalare situazioni particolarmente chiare di affissione illegale, ricevendo a dire il vero per lo più risposte evasive riguardo verifiche e interventi. Ricordo un solo manifesto rimosso, in una rotatoria a Piediripa, e negli sparuti casi in cui ho richiamato per sapere se fossero state spiccate contravvenzioni nessuno mi ha saputo chiarire se in effetti questi atti di abbruttimento della città venissero poi risarciti e puniti.

Via Pancalducci

Via Pancalducci

Dunque preferisco stavolta scrivervi via email così da rendere più precisa la segnalazione e di conseguenza – spero – anche la risposta ad essa. Allego materiale fotografico che ho raccolto nell’arco dei miei consueti percorsi, per cui non ha certo pretesa di essere esaustiva, tutt’altro. In questa galleria si notano affissioni e distribuzioni pubblicitarie che segnalo potrebbero essere avvenute in violazioni delle normi vigenti:  in via Trento, in via Pancalducci, in via Carrareccia, in via Roma.

via roma 3Spero di ricevere risposta riguardo la corretta o scorretta mia interpretazione delle situazioni segnalate, scusandomi in anticipo se dovessi aver arrecato perdita di tempo. Del resto credo che molte altre situazioni simili, o forse peggiori, siano ben visibili in altre zone di Macerata. Per cui sarei davvero molto stupito di apprendere che tali affissioni e distribuzioni volantini fossero avvenute con l’autorizzazione degli uffici preposti. Ecco perché invio per conoscenza la mia segnalazione anche al Sindaco e ad alcuni organi di stampa, con la preghiera di aggiornare sia me che loro riguardo le Vostre valutazioni e gli interventi che dovessero essere messi eventualmente in atto, nella speranza che tale malcostume, anche al di là del profilo legale, sia preso seriamente in considerazione da ogni attore preposto alla tutela del decoro della città e finalmente debellato.».
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