Anziana scippata, rincorre il ladro
e aiuta a catturarlo
PORTO RECANATI - Identificato e denunciato il borseggiatore che ha finto di chiedere informazioni ai clienti di un bar e poi ha rubato la borsa alla donna, Maria Valentini, una 74enne che fa la pescivendola
di Alessandro Trevisani
Maria Valentini è una donna semplicemente eccezionale: a 74 anni, pescivendola, è stata scippata della sua borsa in piazza, mentre faceva colazione con due amiche coetanee, e ha inseguito il ladro che fuggiva in auto, complicando e rallentando la sua manovra, fino a permettere ad alcuni astanti di identificare parte della targa, e consentire ai carabinieri di riacciuffarlo poco dopo una breve fuga. Risultato: un braccio rotto nell’inseguimento, un po’ di dolore, tanto spavento, la refurtiva completamente recuperata e una tempra intatta e tenace.
Ma andiamo con ordine. Alle nove e trenta di questa mattina Maria è seduta ai tavolini del bar da Guido con le sue amiche, quando un ragazzo si avvicina per chiedere alcune banali informazioni. Il tempo di ricevere la sua risposta e di iniziare ad allontanarsi che l’uomo di scatto preleva da terra la borsa di Maria, e corre dentro l’auto che ha parcheggiato accanto al marciapiede. Corre anche Maria, che fa in tempo ad aprire la portiera della Alfa 147 nera. Ma il giovane fa retromarcia e la fa cadere. “A quel punto – racconta Maria – un ragazzo che usciva dalla farmacia comunale ha visto la fuga e si è gettato dentro il finestrino, aperto dalla parte del guidatore. Quello ha accelerato, il ragazzo si è tenuto attaccato all’auto in corsa per quasi cento metri e poi è caduto, soccorso dal farmacista. Poi l’auto si è allontanata in direzione Castelnuovo. Mamma mia quanto andava forte!”. Una fuga inutile e brevissima, grazie all’intervento tempestivo dei carabinieri, che dapprima acchiappano un tunisino della stessa età e somigliante al ladro. Quello si ribella al controllo e viene portato via per resistenza al pubblico ufficiale. Il giovane di Ancona è stato trattenuto in camera di sicurezza e poi liberato in attesa di rinvio a giudizio, in quanto non sussiste la flagranza di reato. “Mi hanno portata al pronto soccorso di Loreto – dice ancora Maria – dove mi hanno riscontrato la frattura del polso, una contrattura al gomito e 40 giorni di prognosi. Sto facendo le punture, ma sento già il dolore. Poco più tardi un giovane che non conosco mi ha recapitato a casa la borsa, dove aveva trovato la mia patente. C’era tutto tranne soldi e cellulare. Me li hanno ridati i carabinieri, 105 euro: ne mancano 40, chissà che ci ha comprato, aveva gli occhi così rossi che mettevano paura, quando c’è venuto incontro. Invece al telefono manca la scheda, perché l’ha tolta lui”. Insomma, Maria è inflessibile anche nella conta dei danni, e nonostante l’amarezza per la giornataccia che ha avuto riesce anche a scherzare. “Ho tre nipoti e non mi sono mai sposata. Vuole sapere perché? Perché sono giovane!”.

Che mi carabinieri abbiano individuato ed arrestato rapidamente il rapinatore non può che rallegrare e rallentare la perdita quel poco di fiducia che resta sulla sicurezza nella nostra città. Mi sento però di fare due considerazioni:
la prima è che nessuno ha avuto la prontezza di rilevare la targa, per cui una accelerazione al piano di installazioni di telecamere di sicurezze non guasterebbe;
la seconda, e spero di non essere frainteso, è che ho avuto un senso di sollievo quando ho letto che il delinquente era italiano!
Purtroppo, a differenza di quella dell’articolo, molte nefandezze non vengono bloccate. Oggi, ad esempio, a Recanati, da un’auto ferma su via del Passero Solitario, in prossimità del chiostro di S. Agostino, con tre persone a bordo, certamente straniere (ben vestiti, forse zingari) è scesa una ragazza bianco-vestita che è andata a dare un’occhiata ad un casolare lì vicino, a cercare non so cosa. Poi è tornata e risalita e i tre sono andati via. Mi spiace di non aver preso la targa.
Pubblicate sempre queste testimonianze, per favore!