Incendio all’Ospedale di Macerata
A fuoco il laboratorio di microbiologia

Campioni e prelievi sono stati trasferiti a Civitanova. Causa del rogo un probabile corto circuito partito dal quadro elettrico. La direttrice Mazzocanti: "Speriamo di riaprire il prima possibile"
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ospedale_maceratadi Filippo Ciccarelli

Panico nella notte all’ospedale di Macerata: pochi minuti prima delle 23, un incendio è divampato nella stanza del laboratorio di microbiologia e batteriologia, che si trova al piano -1, facendo scattare immediatamente l’allarme. I primi ad accorrere sul posto sono stati i responsabili del servizio di professioni sanitarie, il dottor Rocchi, e Bianca Maria Gentilozzi, oltre all’elettricista del nosocomio: rapidissimo anche l’intervento dei vigili del fuoco di Macerata, accorsi con 12 uomini e 3 mezzi per domare le fiamme. L’incendio è stato spento in breve tempo, utilizzando estintori alimentati con anidride carbonica, ma sia i pompieri che i funzionari dell’Asur sono rimasti al lavoro fino a notte tarda per verificare i rischi – scongiurati – di eventuali contaminazioni o intossicazioni dovuti al fumo che si è sprigionato rapidamente. Spiega infatti Maria Rita Mazzoccanti, direttore sanitario dell’ospedale: “L’incendio è stato limitato ad una sola stanza del laboratorio analisi e probabilmente è partito per un corto circuito del quadro elettrico. Non c’è stato alcun rischio di intossicazione, perché il livello di fumo è rimasto al minimo: qualche paziente ha sentito odore di bruciato e si è comprensibilmente spaventato, ma non c’è stato alcun rischio per la salute”.
ospedale_macerata_2I prelievi e i campioni contenuti all’interno del laboratorio di microbiologia della struttura sanitaria maceratese sono stati portati a Civitanova, sotto il controllo della dottoressa Clelia Perfetti che è il dirigente medico responsabile in Area Vasta per l’unità operativa del laboratorio analisi. Ci vorrà sicuramente qualche giorno, invece, per poter riaprire il laboratorio andato a fuoco: “Speriamo di fare tutto in tempi rapidi, ma la strumentazione è molto delicata e potrebbe essersi starata. Non possiamo neanche toccarla, al momento, perché è in comodato d’uso e stiamo aspettando che i tecnici ci dicano come dobbiamo pulirla, perché ci si è depositata la polvere e riaccendendoli rischieremmo di fare dei danni” conclude la dottoressa Mazzoccanti.



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