Criminalità, i numeri piacciono al Pd
“Più furti in città quando c’era la destra”

CIVITANOVA - Il consigliere Lidia Iezzi torna sui dati della Prefettura: "Dove erano i promotori della petizione anti accattonaggio nel 2011 quando i cittadini erano meno sicuri di oggi?"
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Il consigliere comunale del Pd Lidia Iezzi

Il consigliere comunale del Pd Lidia Iezzi

di Laura Boccanera

Sicurezza reale e sicurezza percepita in città. Ritorna sul tema dopo i dati consegnati dalla Prefettura al Comune (leggi l’articolo) anche il consigliere Lidia Iezzi del Pd che attacca ancora una volta l’allarmismo del web.

“I dati della Prefettura sui reati commessi a Civitanova, ristabiliscono la verità e spazzano via con la forza dei numeri la campagna di paura alimentata da personaggi che per motivi politici non si sono fatti scrupolo di costruire l’immagine negativa e falsa di una Civitanova in mano alla malavita – sottolinea la Iezzi –  Invece, sulla base delle denunce reali presentate dai cittadini ai carabinieri e al commissariato di polizia emerge una realtà ben diversa da quella ossessivamente veicolata attraverso il web e utilizzata dalla destra per alimentare la paura nei cittadini. I dati non solo smentiscono tutte le teorie che volevano far credere ai civitanovesi che i reati fossero in aumento, ma clamorosamente svelano che il picco dei delitti commessi in città è stato registrato nel 2011, quando governava la destra e furti e rapine erano ben superiori a quelli attuali.  Dove erano nel 2011, quando imperversavano ladri e rapinatori, gli agitatori di professione, i gufi che ora non esitano un secondo a gettare fango su Civitanova? Dove erano i promotori della petizione anti accattonaggio nel 2011 quando i cittadini erano meno sicuri di oggi e più esposti alle scorribande dei ladri? Sia chiaro, anche se in calo, i numeri dei reati commessi in città sono sempre troppi e forze dell’ordine e amministrazione devono fare sempre di più per creare le condizioni di sicurezza e controllo del territorio. Questo indipendentemente dalle statistiche, che però in questo caso servono per smentire chi veicola una realtà falsata ad arte danneggiando la città per il solo tornaconto di una manciata di voti. E sono gli stessi che governavano quando l’allarme sicurezza era più grave, quando le case dei civitanovesi, come accadeva nel 2011, venivano violate da bande di rapinatori che sequestravano, picchiavano e derubavano i proprietari. A tutto questo assistevano nel silenzio. Davanti ai numeri che li sbugiardano dovrebbero comportarsi come allora e scegliere di tacere”.



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