Il calendario dell’Istituto Filelfo:
“Non voglio vivere inutilmente”
TOLENTINO - Anche quest'anno si è rinnovato l'impegno di solidarietà con 5 adozioni a distanza
Trascorso il periodo natalizio, in cui ciascuno di noi è in qualche modo proteso alla solidarietà, permane viva un’iniziativa nell’ambito di un progetto educativo portato avanti da diversi anni a sostegno di bambini e ragazzi che hanno bisogno. E’ il calendario degli studenti dell’Istituto Francesco Filelfo di Tolentino che racconta la storia ed i volti dei ragazzi che studiano nella scuola, a cui s’insegna con tale strumento a guardare anche alle esigenze dei giovani meno fortunati di tutte le altre parti del mondo.
Ne parliamo con la professoressa Silvana Bracaccini, docente di scienze nell’Istituto e coordinatrice dell’iniziativa, che subito esordisce: «Questo progetto è concepito come un’occasione di crescita per gli studenti anche sotto il profilo umano, perché la scuola è prima di tutto studio e apprendimento, ma apre anche alla completezza della formazione interiore del ragazzo. Ogni anno che ripropongo ai nostri studenti la realizzazione del calendario e chiedo il loro impegno per sostenere questi bambini, rimango stupita dall’entusiasmo e dalla dedizione che i ragazzi dimostrano in ogni fase del lavoro, dalla raccolta dei fondi presso gli sponsor locali per far fronte alle spese di stampa, alla raccolta ed elaborazione del materiale fotografico, fino alla diffusione con richiesta delle offerte, che poi vengono donate per l’iniziativa.»
Cosa rappresenta per i ragazzi adottati a distanza questo interesse da parte di loro coetanei? «E’ un motivo di speranza per questi ragazzi bisognosi perché non sono più soli e sanno di avere qualcuno che condivide la loro condizione e si interessa ai progressi che fanno. Così, periodicamente ci aggiornano sulla loro vita, sulle loro conquiste nell’apprendimento, ci inviano le loro pagelle e ci fanno conoscere i loro voti nelle varie discipline».
Chi avete adottato quest’anno? «Sono cinque i bambini che riusciamo a seguire: uno di otto anni nigeriano, un altro di due anni del Brasile, un ragazzo di quindici anni libanese ed altri due, di dodici e tredici anni, di Haiti. Ed è una grande soddisfazione per noi sapere di aver dato il nostro contributo, com’è avvenuto per uno dei ragazzi adottati in passato, il quale, grazie al sostegno che il nostro istituto gli ha assicurato da quando aveva sei anni, ora non ha più bisogno, perché è diventato grande ed ha imparato un lavoro nella scuola che è riuscito a frequentare. A dicembre abbiamo ospitato uno dei fondatori dell’Associazione Volontari per il Sostegno Internazionale (per chi volesse, può visitare il sito: www.avsi.org) a cui siamo collegati per l’iniziativa, che in un’assemblea di studenti ci ha raccontato la sua esperienza e la realtà in cui vivono questi bambini. E’ stato un modo significativo e toccante per condividere l’amicizia con loro».
Cosa hanno pensato di particolare gli studenti per la realizzazione del calendario 2014? «Nell’edizione di quest’anno per ogni classe compare almeno un insegnante in età giovanile, inserito con fotomontaggio: la ricerca ed il ritrovamento dell’intruso è un gioco divertente che fa scoprire una scuola in cui si può star bene e non c’è contrapposizione tra alunni e docenti. E poi per realizzarlo si mettono in pratica alcune conoscenze apprese a scuola, sia nella disciplina di informatica che in quelle letterarie, grafiche ed artistiche, con la scelta di frasi chiave di grandi uomini che possono illuminare il percorso di ciascuno di noi e nella realizzazione dell’impaginazione. Alla fine i calendari sono molto apprezzati e sono un orgoglio non solo per gli studenti che hanno collaborato all’iniziativa, ma anche per i loro compagni».
E collaborano anche gli insegnanti? «In questa edizione gli insegnanti si sono adoperati nella ricerca di vecchie foto ormai dimenticate, è stata l’occasione per rivivere momenti passati, per ricordare la loro esperienza di studenti, le speranze, le aspettative ed i desideri di quei momenti, perché, com’è sottolineato nella frase di Saint Exupéry inserita nell’ultima pagina del calendario: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano).” E’ stato un modo, quindi, per valorizzare e consolidare il rapporto tra docente e discente, anche in questa importante occasione di solidarietà.»
