Un’accademica ad honorem
di nome Tomaso

MACERATA - A Bianca Pucciarelli Menna anche il Premio Svoboda. "La poesia, sonora e visuale, dovrebbe essere materia di insegnamento", dice lei. E da stasera mostra sulle "Scritture Viventi" alla Galleria Galeotti. La direttrice dell'Accademia, Paola Taddei, fa il punto sull'anno accademico "Immatricolazioni +20%, ma la sede scoppia"

- caricamento letture

[slideshow_deploy id=’391265′]

(In alto la galleria con il foto-servizio di Guido Picchio)

Bianca Pucciarelli Menna in arte Tomaso Binga

Bianca Pucciarelli Menna in arte Tomaso Binga

di Maurizio Verdenelli

“Per fortuna che Bianca c’è!” brindano tutti intorno a lei nella sala della presidenza dell’Accademia di Belle a conclusione della cerimonia di conferimento del titolo di accademico onorario e dell’assegnazione del Premio Svoboda in collaborazione con la rassegna al femminile ‘Non a voce sola’. Un titolo ed un premio ‘al talento artistico e creativo’ che stavolta è toccato a Bianca, e cioè Tomaso. Non è un refuso, questo. E’ proprio perché Bianca Pucciarelli Menna, nata a Salerno nel 1931, ma ormai da tempo immemorabile romana, da mezzo secolo protagonista delle ricerche e delle sperimentazioni della poesia sonora e visuale, ha assunto un nome maschile (per completezza d’informazione Tomaso Binga) per contestare con ironia e spiazzamento i privilegi del mondo maschile. “L’Artista -dice lei- non è un uomo o una donna ma una persona che non ha né età né nazionalità, perché appartiene al mondo”. E la direttrice artistica di ‘Non a voce sola’, Oriana Salvucci: “Già dal suo doppio nome ci si pone come problema, ma più che un problema è una provocazione, una constatazione ironica di come il mondo, anche quello dell’arte, sia coniugato al maschile”.

 Evio Hermas Ercoli, Paola Taddei e Tomaso Binga

Evio Hermas Ercoli, Paola Taddei e Tomaso Binga

E’ un tenero elfo, piccolo e bianchissimo, Bianca Tomaso che appare come la mascotte del gruppo, finita là per caso, tra donne dominanti, eleganti e belle (naturalmente intelligenti al suo pari) come la direttrice dell’Accademia, Paola Taddei; la docente, autrice della Laudatio, Stefania Zuliani e l’assessore Stefania Monteverde. Che le fanno corona, al pari del presidente dell’Accademia, Evio H. Ercoli, brillantissimo affabulatore e ‘padrone di casa’. “Per fortuna che Bianca c’è!” e si levano in alto i calici. E lei si fa ancora più piccola, pur sprizzando gioia sincera, abbracciando pure il vostro cronista, mentre Silvio Craia osserva compiaciuto. Era lui il curatore dei musei civici quando nell’81, Bianca fu protagonista alla Biblioteca Mozzi Borgetti di una delle sue celebri performances (Gillo Dorfles, anch’egli accademico d’onore a Macerata, l’ha definita ‘scardinatrice della parola’) dal titolo: ‘Il corpo della scrittura’. ‘Bianca- le dice- in quell’occasione hai regalato ai musei anche un tuo bel quadro. Ricordi?’. La Menna si scusa ma non ricorda: “E’ passato tanto tempo…”. Non ricorda neppure la prof. Zuliani: “Figurarsi ero proprio piccola, 32 anni fa”.
Accademia_delle_belle_arti (1)La scrittura ha davvero un corpo (oltre a quello tipografico, s’intende)? Ce l’ha, ce l’ha se si tratta di Bianca-Tomaso e si tratta anche di materializzazione del linguaggio, dal titolo di una sua mostra alla Biennale di Venezia del 1978. “E’ stato bellissimo -dice lei- tornare a Macerata , particolarmente qui in Accademia, fra tanti giovani entusiasti per questa nuova forma espressiva che è la poesia sonora, gestuale. La poesia è spesso trascurata, ed allora questa esperienza performativa dovrebbe e potrebbe essere introdotta nelle scuole: i giovani l’amerebbero a prima vista”. Intanto nel pomeriggio, alle ore 18, Tomaso Binga inaugura alla Galleria Galeotti, in piazza Vittorio Veneto: “Scritture viventi”, mostra (fino al 24 novembre) a cura di Antonello Tolve e di Stefania Zuliani. Contemporaneamente performance, a cura di Pierfrancesco Giannangeli: “Con 40° all’ombra (e 98° di umidità)”.
Una giornata intensa per Bianca-Tomaso iniziata all’auditorium Svoboda con la cerimonia all’interno della quale era molto attesa la relazione della prof. Paola Taddei ad un anno esatto dalla sua nomina seguita all’improvvisa scomparsa del compianto predecessore Giorgio Marangoni. “Un bilancio, positivo” -ha detto la direttrice che ha fatto riferimento ad una prima escalation di buoni risultati dovuti al gioco di squadra. “La nostra accademia è tra le prime d’Italia dopo le ‘storiche'”. Aumentate esponenzialmente le relazioni con le istituzioni di alta formazione artistica in Europa, grande attenzione alle richieste di nuovi ‘mestieri dell’arte’, e sopratutto un significativo + 20% sul fronte caldo delle immatricolazioni.
Paola_Taddei_Tomaso_Binga (1)Tuttavia la sede di via Berardi, prevista inizialmente per 400 persone, in 10 anni è diventata angusta: quel numero di allievi è più che raddoppiato. Ed ecco l’SoS alle istituzioni per un supporto decisivo al fine di trovare spazio didattico adeguato. “Mi auguro -ha detto la Taddei- che questa mia richiesta trovi finalmente un interlocutore disposto a dialogare in termini concreti, con un contributo che sarà ad esclusivo vantaggio della collettività”.
Nell’auditorium, al solito affollatissimo, in prima fila faceva ‘sì’ moderatamente con il capo l’assessore Monteverde. Anche lei, donna in una cerimonia tutta ‘al femminile’ nel nome di Bianca Pucciarelli Menna, alias Tomaso Binga.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X