Grande attesa per “La Traviata” in Oman
Micheli: “Sta andando tutto bene, grande sintonia sul palco tra i protagonisti”
Il debutto de “La Traviata” di Verdi nel celebre allestimento firmato da Henning Brockhaus e Josef Svoboda al Royal Opera House di Muscat è ormai alle porte. Le masse artistiche del Macerata Opera Festival hanno raggiunto i vari componenti del cast in Oman per le ultime prove in attesa della “prima” del 22 ottobre. È la prima volta che lo Sferisterio va all’estero con una intera produzione, partecipando come aggregatore di un progetto che coinvolge vari soggetti protagonisti delle Marche tra cui la Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, il Coro Lirico Marchigiano “V.Bellini”, il Teatro Pergolesi di Jesi e il Consorzio Marche Spettacolo.
Cast importante per quest’opera: Desirée Rancatore è Violetta Valéry, Francesco Meli interpreta il ruolo di Alfredo Germont mentre Giovanni Meoni quello del padre, Giorgio Germont e Gabriella Sborgi è Flora Bervoix. Sul podio John Neschling, il direttore principale del Teatro Municipale di San Paolo in Brasile, che in Europa è stato presente in teatri come l’opera di Vienna e sul podio di orchestre come la London Symphony e l’Accademia di Santa Cecilia. L’Orchestra è la Filarmonica Marchigiana, accompagnata dalla Banda Salvadei.
“La grande macchina si è avviata – scrive il direttore artistico del Macerata Opera Festival Francesco Micheli -. Per questo spettacolo più che ventennale è l’ennesima ripresa dentro e fuori dallo stivale. Eppure questa volta è per molti versi una prima volta. Mettere in scena in un paese di cultura arabo la storia di un prostituta minorenne nel tourbillion parigino non è scontato e la dice lunga sull’atteggiamento di apertura culturale del Sultano Qaboos, il quale – da quanto ho inteso – ha fortemente voluto tale titolo nella stagione del suo teatro. La donna qui vive una condizione appartata, ma non subordinata, basti pensare che il ministro dell’università – presidente del Rohm– è donna. La sera si vedono per strada quasi esclusivamente uomini che passeggiano, mano nella mano, con una morbidezza che per loro è solo espressione di cameratismo; in generale la morale regola il comportamento di ognuno in maniera rigorosissima, fino alla totale assenza di bevande alcoliche come prescrive il Corano. Un panorama a dir poco antitetico rispetto a quello che si apre nel salotto corrotto di Violetta, dove lo champagne scorre a fiumi e le spalline degli abiti cadono facilmente. Quando ci è stato detto mesi or sono che sarebbe stato inaccettabile il tappeto del primo atto, album fotografico di meretrici fin de siècle più o meno nude, pensai che tale censura fosse una grave menomazione per il lavoro. Lo spettacolo di Henning Brockhaus e Josef Svboda ci permette di spiare lo sbando di quel mondo, raddoppiando tutto grazie allo specchio guardone che mette a nudo non tanto i corpi quanto le dinamiche corrotte e bestiali tra le persone. Questo è il vero scandalo della Traviata. Con o senza donnine. Questa è la potenza senza confini di tempo e di spazio dell’arte di Verdi che ci rende fieri di essere qui in Oman. Ché poi a dirla tutta, il tappeto che sostituisce quello dei “nudi” è proprio bello”.

