Eletta dal Pd, elogia il Duce su fb
La Sglavo rimette le deleghe
Il sindaco temporeggia

BUFERA POLITICA A CIVITANOVA - L'assessore ai servizi sociali si scusa con una lettera: "Sono mortificata, ma le mie parole sono state estrapolate da un contesto scherzoso. Non ce l'ho con la comunità marchigiana, ma solo con quelli che mi hanno sempre osteggiato". Nessun riferimento esplicito a Mussolini. Corvatta rinvia la decisione: "L'apprezzamento non viene azzerato dalla follia di un giorno". Le reazioni di Silenzi e Costamagna
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sglavo montaggio facebook 2

L’assessore ai servizi sociali Antonella Sglavo, nel riquadro il post incriminato su facebook

 

L'assessore Antonella Sglavo. A destra, i suoi messaggi su facebook

L’assessore Antonella Sglavo. A destra, i suoi messaggi su facebook

 

di Laura Boccanera

Il sabato più convulso della recente storia politica civitanovese ha avuto un epilogo sfociato nella decisione, da parte di Antonella Sglavo, di rimettere le deleghe da assessore della Giunta comunale. L’esponente del Pd, che in un post su Facebook aveva  auspicato il ritorno di Mussolini (leggi l’articolo) e pubblicato giudizi piuttosto pesanti non solo riguardo alla parte politica nella quale milita ed è stata eletta, ma anche riguardo alle Marche, oggi ha reso nota la sua volontà di far decidere al sindaco Corvatta il proprio destino politico. Sglavo rimane però assessore, in quanto formalmente la rassegnazione delle deleghe non comporta automaticamente la dimissione dalla carica, galleggiando momentaneamente in un limbo in attesa della decisione del sindaco. Nella maggioranza, già provata da questioni come quella di via Almirante, la fibrillazione è al massimo: il pomeriggio di ieri è stato contraddistinto da lunghe discussioni fra Corvatta, il suo assessore e parte della maggioranza. Un caso politico vero e proprio sul quale si è scatenata anche l’opinione pubblica e che non poteva passare in cavalleria. Dall’estenuante discussione è emersa la volontà di fare un passo indietro da parte dell’assessore e il sindaco accoglie la notizia, ma non la fa fuori dalla giunta. Corvatta parla di “congelamento” quindi di una soluzione momentanea, una sorta di limbo, prima di procedere ad una decisione irrevocabile.

Il primo della maggioranza ad intervenire pubblicamente è il Presidente del Consiglio Ivo Costamagna: «Purtroppo, lo dico amareggiato e dispiaciuto, a volte le parole sono pietre. Quelle dette su Mussolini non sono, a mio avviso, neanche le più pesanti – commenta Costamagna -, credo che a dire cosa pensa di tutto ciò debba essere, innanzitutto, il Pd di Civitanova».

E il segretario del Pd  Giulio Silenzi non fa attendere il suo giudizio sulla vicenda: “Il Pd giudica gravissime le frasi scritte su Facebook da Antonella Sglavo. Prendiamo atto delle scuse doverose fatte dalla stessa, anche quelle rivolte al suo Partito. In qualità di segretario ritengo comunque necessaria la convocazione del coordinamento per un confronto all’interno del Partito”.

In mattinata la Sglavo aveva  fatto un passo indietro inviando una lettera: «Sono mortificata che alcune frasi, estrapolate da un mio commento su Facebook e decontestualizzate dal loro ambito, quello di una conversazione scherzosa tra compagni di scuola di vecchia data, siano diventate un caso politico e abbiano suscitato tanto clamore. Quelle parole, pronunciate con leggerezza, non rappresentano in alcun modo il mio pensiero, meno che mai quello della mia famiglia e la mia storia democratica, come ben sa chi mi conosce. Ritengo che non possa essere un’esternazione, senza dubbio infelice, a modificare i rapporti con una terra, quella marchigiana, che mi ha accolto, alla quale sono profondamente legata, e ai valori della sinistra nei quali da sempre mi riconosco. Quelle frasi vanno inserite in un botta e risposta con un vecchio compagno di classe, noto per le sue simpatie di destra, che ben conosce il mio orientamento e la storia politica mia e della mia famiglia, diametralmente opposte. Per quanto riguarda le valutazione politiche, l’affermazione “non voterò più a sinistra” è semplicemente lo sfogo di una cittadina che, non faccio fatica ad ammetterlo, come molti altri, fatica a riconoscere nella politica nazionale quella vocazione e quella spinta valoriale che dovrebbe incarnare le forze di tale schieramento.
Quello che tengo particolarmente a sottolineare è la frase che riguarda il Centro Italia e le Marche. Questa non è la terra in cui sono nata, ma alla quale sono profondamente legata, a partire dal mio percorso di studi e dai rapporti interpersonali tessuti in questi anni. Questa frase non è rivolta alla comunità marchigiana in toto, ma ad alcune determinate persone che mi hanno sempre osteggiato in questa mia esperienza amministrativa con critiche, non costruttive, ma ingenerose, con ingiurie e riferimenti anche quotidiani alle mie origini notoriamente meridionali. Sono queste persone le destinatarie delle mie affermazioni, non certo i cittadini marchigiani, e civitanovesi in particolare, ai quali ho dimostrato con i fatti tutto il mio affetto e verso i quali ho profuso un appassionato e costante impegno. Rivendico con grande dignità quanto fatto in questo periodo come assessore alle Politiche Sociali di Civitanova Marche, un tempo pieno, impegnativo, al quale ho dedicato tutta me stessa e che ha toccato le corde più profonde della mia anima. Pur riconoscendo l’errore di quelle frasi, nell’interpretazione cui si sono prestate, mi scuso con tutti coloro che si sono sentiti offesi e che non erano destinatari di queste esternazioni.  Credo però di meritare di essere giudicata per quello che ho dato in questo anno e mezzo di assessore, per quanto è stato realizzato in progetti di solidarietà ed inclusione, nel tentativo di costruire una rete sempre più capillare e una cultura dell’altruismo. Ritengo di aver lavorato per la comunità, fedele ai valori politici nei quali credo, valori che ho ereditato dalla famiglia e che ho maturato nel mio percorso, e ritengo di essermi spesa rivolgendomi sempre in primo luogo agli ultimi, dando voce anche a chi non ha voce, nell’interesse sempre dei cittadini e mai personale. Se tutto ciò va in secondo piano e viene annullato da un commento faceto su un social network, chiedo scusa in primo luogo a tutti i marchigiani che possano essersi sentiti offesi, al Partito democratico ed al sindaco Corvatta, per l’imbarazzo che ho loro procurato e rimetto al sindaco le mie deleghe, nella convinzione che saprà assumere la decisione più opportuna».

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova

Criptica la nota diffusa dal sindaco a metà pomeriggio: “Prendo atto  delle scuse e della richiesta dell’assessore Sglavo di  porre fine alle polemiche scaturite dalla sua esternazione in rete rimettendo le deleghe del suo assessorato nelle mie mani. Il conseguente congelamento del suo incarico assessorile  contribuisce  decisamente  a rasserenare gli animi. Esprimo il massimo apprezzamento per la correttezza e la linearità di questa risoluzione che brilla per trasparenza e la determinazione che dimostra. Ho  avuto modo di apprezzare  per un anno e mezzo le attività della dottoressa come assessore ed al di fuori del suo incarico amministrativo, tale apprezzamento non viene azzerato dalla follia di un giorno. In questo modo è possibile in primo luogo alla stessa dottoressa Sglavo rispondere più convintamente alle polemiche generate dal suo gesto ed all’amministrazione  decidere serenamente sulle prospettive future”.

Quindi la Sglavo al momento non è più assessore ai servizi sociali, ma non è completamente uscita dall’amministrazione. Resta da capire cosa il sindaco intende fare e come interpretare il “congelamento” di cui si parla nella nota. E’ possibile che nelle intenzioni di Corvatta ci sia la volontà di far placare le acque per l’uscita infelice dell’assessore e solo in un secondo momento, a bufera passata, decidere se riconsegnare la delega alla Sglavo. Ancora una volta una soluzione che sicuramente farà discutere.



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