Opere dal carcere in mostra al Centro Studi Biblici
MONTEFANO - Il pittore cinese Ye Jiandong è detenuto a San Gimignano e ha utilizzato l'arte per uscire da un pericolo buio della sua vita
L’attività del Centro di Studi Biblici di Montefano, prosegue senza soste per tutto l’anno. A giugno si sono interrotti per la pausa estiva gli incontri sul Vangelo, nel prima quindicina di luglio il viaggio studio in Palestina, in questi giorni è in corso la XVII settimana biblica, dal titolo: ” Il peccato. Da Gesù a Mosè”.
Il folto gruppo di partecipanti, provenienti da tutta Italia, sono ospitati nel convento e in alcune strutture ricettive di Montefano: persone di tutte le età, intellettuali, giornalisti di nome, giovani, vengono a Montefano per seguire il Centro ma anche per conoscere il nostro territorio, rimanendone affascinati. Per questo, la settimana biblica è da sempre, grazie a Padre Alberto e Padre Ricardo, un’occasione di cultura ed eventi per tutto il paese: venerdì prossimo un concerto musicale all’interno del chiostro, e da sabato scorso, nello spazio espositivo della Sala San Filippo, una interessante mostra del pittore cinese Ye Jiandong.
Poco più di un anno fa, quando la sala esposizioni San Filippo, ricavata nelle antiche cantine del convento seicentesco dei Servi, fu aperta, padre Ricardo Perez Marquez e padre Alberto Maggi, si proposero di arricchire l’offerta culturale del Centro, con mostre ed altri eventi che completassero l’attività di studio e allo stesso tempo fossero occasione di curiosità intellettuale ed artistica, per gli ospiti e per i cittadini di Montefano. Dopo il museo permanente di arte sacra, conferenze e concerti, è la volta di una esposizione di quadri molto particolari, opera di un giovane cinese, che da tempo vive in Italia, avendone esperienze diverse ed oggi virtuose, grazie all’arte, dopo un periodo piuttosto buio.
Nei 170 metri quadri della sala, all’interno dello spazio espositivo, viene illustrata l’opera di Ye Jiandong, mostrandone il percorso formativo e le scelte cromatiche delle sue “Nostalgie”. Il colore e le nostalgie, contengono gioia e dolore del ricordo, scrive Hermann Hesse, nei versi riportati da Padre Ricardo (direttore del Centro studi Biblici) nell’opuscolo per la mostra: “Così attraverso l’anima nostra/ muta mille volte in pena e gioia/ la luce di Dio, agisce e crea, e noi la celebriamo come sole”; diventano essi stessi il filo conduttore dei quadri. La mostra è curata da Rita Cerioni per la Casa dei Popoli di Foligno.
Ye Jiandong, è un artista cinese attualmente detenuto nel carcere di San Gimignano, per scontare una pena. “Le venti opere dell’autore, sono l’espressione originale della sua sensibilità”, dice Rita Cerioni magistrato e volontaria nel carcere di Spoleto, dove Ye Jiandong si è diplomato, frequentando l’istituto statale d’arte presso la sezione staccata del carcere.
“Attraverso l’esposizione delle opere di Ye Jiandong – continua Rita Cerioni – si vuole proporre non solo il percorso artistico di un autore che si confronta con i moderni stili occidentali impregnato però di nostalgia per una cultura cinese in via di estinzione, ma anche un percorso di riscatto e di ricostruzione del proprio essere, in cui l’arte ha assunto un rilievo educativo importante”.
“La vita è fatta di sorprese – ha scritto Ye Jiandong commentando un suo quadro – e non ti aspetti i suoi doni, soprattutto in un luogo come il carcere”. “Ed è questa la più grande delle sorprese che la vita ci offre – dice padre Ricardo Perez Marquez, direttore del Centro Studi biblici di Montefano – sentire che non ci sono barriere, neanche quelle dei propri limiti, che impediscano a una persona di aprire il suo essere alla fiducia, quella volontà innata nell’uomo e nella donna di non cedere di fronte alla più grande desolazione”.
La mostra è un’ottima occasione per scoprire un tesoro architettonico nascosto per secoli, nella parte più antica e suggestiva di Montefano e conoscere da vicino l’attività e il messaggio cristiano del Centro di Studi Biblici “G. Vannucci”, trovando all’interno delle mura, fresche di restauro, la libertà e l’apertura a tutte le diverse umanità, che vi si respira da decenni.
La mostra sarà aperta fino al 10 agosto 2013 dalle 18 alle 21.

