Romeo, Giuseppe e Anna Maria
ricordati nelle omelie domenicali
Boldrini: Non potevo essere indifferente

IL TRIPLICE SUICIDIO DI CIVITANOVA - I parroci hanno raccomandato di segnalare le difficoltà dei vicini di casa. La vicenda ha spinto il Comune ad avviare un monitoraggio più capillare di tutte le nuove povertà per conoscere le criticità. Il nipote delle vittime: "Non ci dicevano niente, solo che i problemi erano gravissimi"
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Oggi pomeriggio i funerali di Anna Maria Sopranzi, Romeo Dionisi e Giuseppe Sopranzi

I funerali di Anna Maria Sopranzi, Romeo Dionisi e Giuseppe Sopranzi


di Alessandra Pierini

Romeo Dionisi, la moglie Anna Maria Sopranzi, e il fratello di lei Giuseppe, morti suicidi venerdì a Civitanova, hanno risvegliato una coscienza sociale che sembrava sopita e hanno dato col loro gesto estremo, sofferto e maturato nel pudore e nella riservatezza che li distingueva una scossa alla stasi di questo momento buio che ieri monsignor Luigi Conti ha paragonato, nel corso dell’omelia dei funerali per i tre suicidi, ad un’eclisse di sole. Romeo, Anna e Giuseppe sono stati ricordati oggi in numerose messe domenicali nelle chiese di Civitanova. I parroci hanno citato il dramma delle tre anime oppresse dai debiti e dall’impossibilità di tirare avanti in tre con i pochi soldi di due pensioni, “non per rinnovare il dolore di una comunità – hanno detto – ma per sollecitare una maggiore attenzione verso i vicini di casa, verso famiglie amiche che, pur trovandosi in difficoltà, cercano di nascondere le loro esigenze più immediate”. Un appello alla solidarietà “per aiutare non solo chi ci tende la mano ma anche quanti per pudore o per vergogna fingono di non aver bisogno di alcuna elemosina”.
Funerale_suicidio_civitanova (9)Un momento di raccoglimento e preghiera, dopo l’angoscia e le tensioni che ieri hanno accompagnato i funerali delle vittime nella Parrocchia di San Pietro Apostolo, con la gente fuori a gridare “Assassini”, e “Omicidio di Stato”.
La vicenda ha anche spinto l’amministrazione comunale a incaricare i Servizi sociali (cui i tre anziani non si erano mai rivolti) di un monitoraggio più capillare di tutte le nuove povertà. Un’indagine cui collaboreranno anche i vigili urbani, nel tentativo di avere a disposizione un quadro più esatto delle principali criticità. La situazione peraltro è in continua evoluzione per colpa della crisi come hanno testimoniato oggi anche Stefano Santarelli e Mario Alisei, direttori rispettivamente  della mensa della Caritas nella Chiesa di Cristo Re  e di San Gabriele che hanno sottolineato come molti vanno a chiedere un pasto superando i 25 giornalieri previsti dalla convenzione col Comune, ma molti altri non sanno come pagare le bollette o l’affitto.

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Il nipote Sergio Sopranzi

Nei prossimi giorni la Caritas civitanovese chiederà al Comune di rientrare in possesso della vecchia sede di via Parini: c’è bisogno di più spazio, per far fronte al numero crescente di persone che chiedono un pasto caldo e per organizzare meglio la distribuzione dei viveri e del vestiario.
Romeo, Giuseppe  e Anna Maria certo non si erano rivolti alla Caritas e dei loro problemi parlavano in modo restio anche con i familiari: «Ultimamente facevano strani discorsi, di farla finita, ma senza spiegare nulla. Non siamo riusciti a capire niente, non ci dicevano niente – ha ripetuto oggi in un’intervista il nipote Sergio Sopranzi- dicevano soltanto ‘i problemi sono grandissimi…”»

Intanto Laura Boldrini, presidente della Camera, ieri a Civitanova per portare il suo saluto ai familiari delle vittime, ha risposto tramite i social network a quanti hanno criticato la sua presenza: «Come si fa a non andare a portare solidarietà a una famiglia e a una comunità in un momento come quello? Tre persone si sono tolte la vita per mancanza di speranza, mi ha colpito la vergogna nel chiedere aiuto. Chi ha sempre lavorato sodo e si ritrova senza lavoro, pensa di aver perso anche la dignità.

Laura Boldrini con la cognata dei fratelli Sopranzi

Laura Boldrini con la cognata dei fratelli Sopranzi

Le istituzioni ci dovevano essere, sarebbe stato bruttissimo se non ci fosse stato nessuno. Ancora una volta si sarebbe data l’immagine delle istituzioni impermeabili ai bisogni delle persone ed io non potevo essere indifferente. Sono andata consapevole della difficoltà umana, io non mi sono accorta dalle contestazioni quando sono entrata e uscita dal Comune. Ci sta anche questo, cosa ci dobbiamo aspettare? Che le persone siano contente? Chi ha un ruolo istituzionale deve saper sopportare anche questo risentimento. Per la mia esperienza io preferisco stare là, dove ci sono i problemi e magari tentare a collaborare per trovare delle soluzioni.

Bisogna trasmettere i segnali positivi che arrivano dal Palazzo, perché non è vero che siamo tutti uguali e non è vero che si risolve questa crisi mandando tutti a casa. C’è chi ha lavorato bene. Non si può fare di tutta un’erba un fascio perché questo è populismo e qualunquismo».

 

 

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Ivo Costamagna ai funerali delle vittime

Ivo Costamagna, vicino di casa della famiglia suicida, presidente del Consiglio di Civitanova, ha sempre sottolineato la loro grande dignità (guarda il video): «Li avevo incontrato e avevo detto loro che dopo Pasqua avremmo visto insieme il da farsi ma il pignoramento della vecchia Panda li aveva spaventati. Sono confortato come amministratore dalla presenza della presidente Boldrini perchè lei è molto attenta a questioni umane come questa».

Critica invece la presenza delle istituzioni il leader marchigiano di Centro Democratico David Favia: «Non ho partecipato ai funerali delle tre vittime del disinteresse delle istituzioni di Civitanova perché credo che oggi tutte le istituzioni avrebbero dovuto fare un passo indietro motivando così, con un senso di colpa distante da una loro presenza ipocrita, la loro assenza e la loro vicinanza alle tre vittime, alla loro dignità e alle loro famiglie davanti alle quali mi inchino. Con un’assunzione di responsabilità.»

(Foto di Lucrezia Benfatto)

 

Costamagna “Una tenaglia che attenta alla dignità”


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