Area verde abbandonata a se stessa
“Mio figlio vivo per miracolo”

LA SEGNALAZIONE - Il bambino di 8 anni del nostro lettore Simone Cerquetti si è ferito mentre giocava nel campetto da calcio del quartiere Beati a Corridonia, da anni senza manutenzione. Denunciato il Comune
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Il campo da calcio dell’area verde nel quartiere dei Beati

«Ieri pomeriggio lunedì di Pasqua alle 15  è avvenuto un piccolo miracolo che ha graziato mio figlio» racconta il nostro lettore Simone Cerquetti di Corridonia. «Mio figlio Andrea, 8 anni, è un piccolo giocatore di calcio, inscritto alla S.G. Corridoniese e patito del pallone e poichè il tempo era discreto aveva deciso di tirare quattro calcio nel campetto del quartiere Beati dove viviamo. Nonostante glielo avessi vietato perchè il campo è in condizioni pessime, si era cambiato, messo le scarpe e preso il pallone era pronto per passare una mezz’ora all’aria aperta. Dal momento che non volevo lasciarlo solo, l’ho seguito. Tutto sembrava tranquillo e sereno fino a quando il piccolo non si è buttato a terra per prendere il pallone, simulando il tuffo di un portiere. Subito si è rialzato toccandosi con le mani la testa e ridendo mi diceva di aver battuto contro un ferro a terra ma che era tutto a posto. Pochi secondi e Andrea si è seduto a terra, bianco in viso e lamentandosi che gli girava la testa mi ha chiamato impaurito. Il colpo che aveva preso gli aveva procurato una escoriazione sotto l’orecchio destro e un ematoma e il primo pensiero è stato di andare subito al pronto soccorso. Passato lo spavento e fatti i dovuti controlli, che hanno dato esito negativo sono corso alla stazione dei carabinieri di Corridonia a sporgere querela contro l’amministrazione comunale. L’incidente si è risolto fortunatamente senza postumi, almeno speriamo, visto che nei prossimi giorni il bambino dovrà essere sottoposto a visita pediatrica di controllo, ma rimane il fatto che se invece di cadere in quel modo avesse battuto la tempia o  la parte posteriore della nuca i risvolti sarebbero stati sicuramente molto diversi. Chiedere che l’area sia sistemata e messa in sicurezza, visto che in un momento di particolare ristrettezza economica pretendere che sia trasformata in un’area verde attrezzata a regola d’arte è forse troppo, non è una richiesta giustificabile e comprensibile? come posso stare tranquillo, quando sono fuori per lavoro e mia moglie e’ anche lei al lavoro ed il bambino e’ insieme ai suoi compagni a giocare….nel campo difronte alla nostra abitazione. Mi chiedo dove vanno i soldi delle nostre tasse, gli oneri di urbanizzazione delle imprese edili che costruiscono e che hanno costruito nel quartiere se non vengono impiegati per evitare incidenti come quello occorso a mio figlio. Dove possiamo lasciare giocare i nostri figli in sicurezza e tranquillità se non in un’area verde posta a pochi metri dalle nostre case? Quello che è successo a mio figlio Andrea è stato forse un avviso da parte della “Madonna delle Grazie” per far capire a chi dovrebbe responsabilmente amministrare il nostro Comune che la garanzia della sicurezza per tutti ed in primis per i minorenni è il primo obiettivo da perseguire?».

area_verde_beati3Simone Cerquetti sottolinea anche che è nato a Corridonia e, nonostante l’alternarsi delle diverse amministrazioni comunali, non ha mai assistito alla sistemazione definitiva dell’area verde già oggetto di un servizio  di Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). «In passato – racconta Cerquetti –  si era formato un comitato di quartiere, i cosidetti “festaroli di quartiere” che si erano prefissati l’obbiettivo di organizzare nel mese di maggio la festa di quartiere per la “Madonna dei Beati” e così avevano ottenuto dall’attuale amministrazione comunale l’autorizzazione a sistemare e predisporre una sorta di campo di calcio/calcetto in erba e sabbia , per poter organizzare un torneo di calcio per la festa. Non nego che si sono dati molto da fare con i pochi mezzi a disposizione per installare i pali della illuminazione, per realizzare l’impianto elettrico, per recintare l’area, per installare le porte da calcio, per livellare il terreno di gioco, e tutto senza alcun aiuto da parte del Comune, cosa questa senza dubbio molto lodevole. Tuttavia mi sono sempre chiesto chi si sarebbe occupato della manutenzione dell’area, chi avrebbe in un certo modo regolamentato l’accensione delle luci e limitato il fracasso notturno estivo dei ragazzi che sarebbero andati a giocare nell’area e in testa mi cresceva il dubbio che dopo qualche anno sarebbe finito tutto in malora.Senza volerlo quel dubbio, ora è divenuto realtà. L’area si è trasformata in una specie di campo di patate, con porte la cui stabilità statica è assicurata dalla fortuna, da pali della illuminazione che stanno in piedi per grazia  da un impianto elettrico che sembra non funzionare più e che speriamo sia stato disattivato e disalimentato dalla linea principale, con la rete per il contenimento del pallone rotta e cadente, da blocchi di cemento che venivano usati per la tenso-struttura dei festeggiamenti abbandonati senza un minimo di sicurezza, insomma doveva essere un’area verde similmente attrezzata invece è divenuta un’area disattrezzata e abbandonata a sé stessa e similmente fatiscente sporca ed insicura».

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