Gianni, 14 anni, alle prese
con l’alcol e con le canne

Intervista con un adolescente dell'entroterra maceratese
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bommaritodi Giuseppe Bommarito *

Ho incontrato questo ragazzo, appena quattordicenne, in una delle tante assemblee fatte nelle scuole della nostra provincia per cercare di portare avanti un discorso di prevenzione rispetto all’utilizzo massiccio e continuato di alcol e droga sin dall’età di 11-12 anni. Quello che segue è il resoconto di un successivo colloquio fatto nel mio studio. Il ragazzo, uno studente al primo anno delle superiori che abita nell’entroterra maceratese, ha chiesto l’anonimato: Gianni è quindi un nome di pura fantasia. Quella che emerge è una situazione allucinante e tragica, che è sotto gli occhi di tutti, nelle famiglie, nelle scuole, nei centri urbani, anche se tutti fanno a gara per non vederla.

Puoi parlarmi del consumo di alcol dei ragazzi della tua età?

“Per la maggior parte di noi ragazzi di 13-14 anni, e anche per molte ragazze della stessa età, esistono due soli divertimenti: l’alcol e la droga, intesa soprattutto come canne e pasticche”.

Cominciamo dall’alcol.

“A parte le birre che si bevono di pomeriggio in qualche bar, il consumo vero di alcol c’è solo nel fine settimana, quasi sempre nelle discoteche. Qui, quando paghi il biglietto, hai una bevuta gratis. Mettendo insieme più bevute gratis, puoi sostituirle con una o più “cannucciate”, cioè con con grandi caraffe piene di alcol (soprattutto vodka lemon, ma anche altri supercolici, mescolati con bevande tipo Red Bull, Monster e forse anche pasticche sbriciolate: in realtà, nessuno sa quale sia il contenuto preciso); da questa grandi caraffe poi con le cannucce beve tutto il gruppo e così si comincia ad andare su di giri. Almeno questa è la mia esperienze in due discoteche dell’entroterra maceratese e fermano”.

sballo drogaVi vengono chiesti i documenti per farvi entrare e per darvi da bere? Cioè, il personale della discoteca distingue tra maggiorenni e minorenni?

“Nemmeno per sogno, neanche quando, finita la cannucciata, qualcuno di noi va al banco per fare, questa volta a pagamento, la seconda o la terza bevuta, quasi sempre di qualche altro superalcolico. Il costo delle altre bevute è accettabile, certo, dipende da quello che chiedi, però con 5 o 10 euro te la puoi cavare. Si continua a bere perché nel fine settimana lo scopo principale è lo sballo, con qualsiasi mezzo, anche per i ragazzi più grandi di noi, quelli di 20-25 anni. All’interno del gruppo c’è quasi una competizione a chi si sballa di più, a chi si fa di più, sia con l’alcol che con le sostanze”.

 Se si presenta al banco qualcuno visibilmente ubriaco, gli viene dato egualmente da bere?

“Diciamo che fino a quando non svieni, non gliene frega niente a nessuno se sei ubriaco o no. L’importante è che paghi”.

E’ vero che qualcuno arriva in discoteca già ubriaco?

“Sì,è vero, a volte è così, perché tanti ragazzi prima della discoteca consumano uno o più aperitivi al bar, o ci danno sotto con il vino o le birre se fanno cena prima di entrare in discoteca, dove si arriva non prima dell’una di notte. Poi, una volta entrati, come ti ho detto, per molti ragazzi c’è una specie di gara a chi beve di più (del tipo: vediamo stasera chi si piglia la botta più grossa), e dalle due in poi c’è un sacco di gente ubriaca, sia ragazzi che ragazze, in prevalenza però maschi. Gli ubriachi, specialmente quelli che prendono anche sostanze eccitanti, sono quelli che poi danno vita alle risse in discoteca, molto frequenti e quasi sempre causate da motivi proprio stupidi. Con le ragazze ubriache, se vuoi, puoi farci qualsiasi cosa.

Poi che succede?

“Dopo un po’ si cerca di vomitare per buttare fuori l’alcol bevuto oppure si beve molta acqua per espellere l’alcol con l’urina in bagno. Dalle quattro in poi c’è il rientro a casa, che quasi sempre facciamo con dei pulmini; di solito siamo ancora abbastanza ubriachi, ma i genitori non se ne accorgono quasi mai perché dormono tranquilli, sapendo che torniamo a casa con un pulmino e non rischiamo incidenti stradali”.

In discoteca si consumano anche sostanze?

“Certo, c’è un uso pubblico e continuo di canne, molti se le preparano in piedi o seduti su qualche tavolino, portando l’occorrente (qualche sigaretta, il tritaerba, un accendino, un filtro di cartone, le cartine lunghe) e poi se le fumano davanti a tutti, più di una, anche davanti al personale che se ne frega altamente e non interviene. Altri comprano gli spinelli lì dentro, costano pochissimo, due o tre euro, mentre le pasticche di ecstasy e di ketamina qualcosa di più, intorno agli otto-dieci euro”.

Girano molte pasticche?

“Sì, molte pasticche di ecstasy, poi nelle discoteche più grandi vedo delle strisce di coca nei bagni e a volte sui tavoli, nelle più piccole solitamente erba, fumo e pasticche, e adesso tanta ketamina e pure LSD, insomma tutto quello che serve per non stancarsi, per percepire meglio la musica e i colori delle luci, per socializzare meglio tra di noi, per fare qualche viaggio allucinato, insomma, per sballarsi”.

Chi spaccia questa roba?

“Lo spaccio è sia interno che esterno alle discoteche, molti si portano la roba da fuori. C’è solo l’imbarazzo della scelta, anche perché i prezzi sono molto bassi. Ci sono ragazzi che spacciano in sala, chissà, forse anche dello staff, altri aspettano nel parcheggio e ogni tanto qualcuno esce e li raggiunge per comprare quello che gli serve. Qualcuno acquista le dosi anche nei discobus”.

Questo in discoteca. Di giorno, a scuola e fuori dalla scuola, cosa succede?

“Succede che spesso qualcuno si fa le canne prima di entrare a scuola, e poi ovviamente in classe dorme o comunque non segue, non capisce nulla. Alcuni insegnanti, non tutti, capiscono che ci sono le canne di mezzo, però fanno finta di nulla; altri semplicemente non si rendono conto e pensano che i ragazzi siano assonnati perché la notte stanno al computer. A volte le canne vengono preparate e fumate durante la ricreazione, oppure appena usciti (tra i maschi quasi tutti si fanno le canne, tra le femmine la percentuale è più bassa). Se penso alla mia classe, per alcuni farsi le canne, anche più volte al giorno, è diventata un’abitudine giornaliera, e così in qualche modo diventi dipendente; per altri il consumo è molto più occasionale, in ogni caso almeno un ragazzo su due, e mi tengo abbastanza basso, si fa le canne. Comunque nei bagni a scuola fumano tutti, o quasi, magari solo le sigarette normali. Le sigarette normali le fumano anche diversi bidelli”.

A scuola si fa attività di prevenzione?

“Nella mia scuola la prevenzione è scarsa o nulla, qualche insegnante addirittura minimizza, tutti sanno che nei bagni si fuma di tutto e nessuno interviene”.

Il pomeriggio, usciti da scuola, che succede?

“Nel pomeriggio è uguale, si fuma a casa di un amico quando non ci sono i genitori, oppure all’aperto in qualche parco o in qualche località un po’ defilata, quasi sempre in gruppo. Alcuni pensano solo alle canne, è un’abitudine quotidiana della quale non riescono a fare a meno, per cui, per esempio, se in qualche fine settimana non si va in discoteca, allora ci si ritrova a casa di amici, portando l’alcol e le canne, e alla fine ci si sballa come sempre. Tanti ragazzi dicono che non sono dipendenti dalle canne, ma non riescono a farne a meno”.

Anche durante la settimana i genitori non si accorgono di niente?

“Per non farsi sgamare dai genitori, usiamo mentine e gomme per l’alito, ci laviamo le mani per far sparire la puzza di tabacco o di erba, cerchiamo di stare un po’ all’aria aperta per spuzzare i vestiti impregnati, mentre le sigarette e l’accendino si nascondono nei motorini”.

Ma non siete a conoscenza del fatto che nella cannabis oggi in commercio il principio attivo raggiunge e spesso supera il 30% e può causare, magari a distanza di anni, gravi problemi psichiatrici?

“Molti ragazzi lo sanno che le canne di oggi sono fortissime e possono causare gravi danni e creare anche dipendenza, però pensano che sia meglio una canna che dieci sigarette normali, che provocano stanchezza, il fiatone anche per una rampa di scale, debolezza…. Ai ragazzi comunque i danni della droga importano poco perchè a loro dagli amici viene detto: “non sai quello che ti perdi”. Spesso poi all’interno del gruppo c’è competizione a chi si sballa di più, a chi si fa di più, tanto si sa che con le canne non si va in overdose. Lì, in quei gruppi, o ti fai di canne o stai fuori”.

Perché i ragazzi si svogliono sballare con la droga o con l’alcol?

“C’è sempre una causa, anzi, ce ne sono parecchie di cause: per farti accettare dal gruppo, per metterti in mostra, a volte per problemi familiari, per sottovalutazione delle conseguenze, perché sei una persona passiva che non ha interessi sportivi, musicali o di qualsiasi altro genere. Le famiglie quasi sempre non se ne accorgono, sono poco informate, e poi hanno paura ad affrontare il problema. Volendo, qualcosa potrebbero capire, per esempio dovrebbe essere risaputo che le canne causano occhi rossi e ristretti, un certo rallentamento nelle risposte, un’euforia incontrollata, risate senza senso, e poi, smaltito l’effetto, forti mal di testa”

 Chi spaccia nella tua città?

“Da noi gli spacciatori finali sono quasi tutti italiani, intorno ai 18-20 anni, che a loro volta si riforniscono quasi sempre da marocchini o nigeriani. Poi nei gruppi c’è di solito un ragazzo che raccoglie i soldi e fa da tramite con lo spacciatore”.

I ragazzi in genere rimangono poi alle canne e alle pasticche, oppure passano ad altre sostanze tipo eroina e cocaina?

“Non c’è una regola generale. Alcuni ragazzi rimangono alle canne, altri passano ad altre sostanze; le canne se le fanno almeno uno su due. Tra i miei amici e tra quelli che conosco il 60-70% di chi comincia con le canne poi prosegue verso altre sostanze”.

Ma il Comune, i Carabinieri, la Chiesa non si muovono, non intervengono in qualche modo per bloccare nella vostra città questo continuo commercio di canne e di altre sostanze?

“In Chiesa, sino a quando ci sono andato, questo argomento della droga era tabù, semplicemente non se ne parlava. In Comune quello che fanno non lo so, penso niente. Quanto ai Carabinieri, certe volte mi chiedo perché non entrano, anche in borghese, nei locali e nelle discoteche dove tutti sanno che si spaccia. Boh, avranno i motivi loro”.

* Avv. Giuseppe Bommarito

Presidente onlus “Con Nicola, oltre il deserto di indifferenza”



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