Casa squillo: due dominicane denunciate
per favoreggiamento della prostituzione

Dopo alcune segnalazioni e le conseguenti indagini, nel tardo pomeriggio di oggi i Carabinieri hanno fatto irruzione in un'abitazione di Castelraimondo: le due donne che avevano preso in affitto l'appartamento, ricevevano da due connazionali la metà del provento per ogni prestazione sessuale
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Un’altra casa squillo è stata scoperta in serata dopo l’irruzione all’alba di questa mattina in un appartamento di San Severino (leggi l’articolo). In questo caso sono stati i Carabinieri della Compagnia di Camerino a fare irruzione in un appartamento di Castelraimondo sorprendendo all’interno quattro giovani donne di Santo Domingo, regolari in territorio nazionale, dedite al meretricio.

Già da tempo nel condominio giravano voci di quel via vai di uomini a tutte le ore, di rumori inequivocabili e di equivoci a dir poco imbarazzanti che si verificavano quando l’avventore di turno suonava il campanello sbagliato. A seguito delle numerose segnalazioni i Carabinieri della Stazione di Castelraimondo insieme ai colleghi di Camerino, nell’ambito di uno specifico servizio diretto a contrastare il fenomeno della prostituzione, hanno predisposto immediati servizi di osservazione e controllo  nei pressi del luogo segnalato. Effettivamente, diverse sono state le persone notate, esclusivamente uomini, che accedevano all’interno dell’abitazione individuata quale alcova e che sistematicamente venivano bloccate e controllate all’uscita. Tutti hanno confessato di aver fatto effettivamente ricorso a prestazioni sessuali con due donne sudamericane  che contattavano attraverso delle utenze cellulari rilevate da alcuni annunci on line e da inserzioni su giornali. Il corrispettivo per queste prestazioni variava, a seconda della richiesta,  dalle 50 alle 150 euro che veniva pagato in anticipo direttamente nelle mani delle donne. Dinanzi alle ormai chiare prove raccolte, i Carabinieri hanno deciso di accedere nella casa squillo dove hanno identificato le prostitute procedendo al sequestro di ben 6 cellulari con le utenze corrispondenti agli annunci ed altre sim card, nonché la somma contante di 1.500 euro provento dell’attività. Le indagini hanno permesso di individuare altre due donne loro connazionali, P.D.J.J. e R.J.B.L., , entrambe 30enni e residenti in provincia, che venivano denunciate per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Infatti, è stato accertato che quest’ultime, dopo aver preso in affitto l’appartamento in questione attraverso un’agenzia al fine di farlo utilizzare alle loro connazionali per l’esercizio della prostituzione , ricevevano dalle stesse  la metà del provento per ogni prestazione sessuale che facevano confluire su una  carta Postepay risultata a loro intestata. La casa squillo è stata ovviamente chiusa e al termine degli accertamenti tornerà presto nella disponibilità del proprietario che è risultato del tutto estraneo alla vicenda.

(redazione CM)



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