“Sul Cornello non abbiamo trovato gatte che ci covano”
IL DIBATTITO - Gabriele Cipolletta replica con ironia alle considerazioni del circolo "Fiuminata Valle Aperta"
Ci scrive Gabriele Cipolletta, organizzatore della cerimonia per il conferimento di “Monumento nazionale allo spreco e all’inefficienza” al traforo del Cornello, per rispondere alle considerazioni del circolo Fiuminata Valle Aperta (leggi l’articolo).
“Con la presente intendo fare delle considerazioni in merito all’articolo sulla cerimonia del Cornello scritto dal circolo “Fiuminata Valle Aperta”, nome quanto mai beffardo in presenza di una strada sbarrata! Non intendo entrare nel merito delle loro osservazioni in quanto reputo giusto che ognuno esprima il proprio punto di vista. Vorrei però a modo mio, ironico, provocatorio e dissacrante rassicurare i membri del circolo su alcune loro paure e fare delle valutazioni su situazioni molto diffuse nel nostro Italico Stivale. Mi si permetta di sorridere e scherzare ancora per qualche giorno, almeno fino al 22 febbraio, giorno di chiusura della campagna elettorale, in sintonia con le “smargiassate” dei nostri illuminati leader politici, in gara per chi la racconta più grossa, salvo poi rendersi conto dal 25 febbraio che la musica è finita e “non ci resta che piangere” vista la drammatica situazione economica del nostro paese.
1) Monumento allo Spreco ed alla Inefficienza. Monumento: In Italia è individuato con questo nome ogni oggetto o bene, di cui si può riconoscere il valore storico, artistico o culturale. In questo caso il valore artistico è basso, ma quello culturale, la cultura del rubare e dello sprecare è molto sviluppata nel nostro paese. Spreco: Non riesco a definire in altro modo lo spendere dei soldi per una cosa che non espleta la sua funzione e non serve a nulla. Inefficienza: Costruire un traforo dove si può entrare e non uscire, non credo rappresenti il massimo della efficienza.
2) Chi c’è dietro la manifestazione del 26 gennaio ? Dietro la manifestazione c’è solo il sottoscritto, privato cittadino, nato e residente a San Severino Marche “indignato”, che ha ideato, organizzato e portato a termine da solo e a proprie poche spese questa cerimonia dal grande valore simbolico, in rappresentanza delle innumerevoli “incompiute” e “mangiasoldi” che caratterizzano il nostro paese. Io reputo che buona parte della crisi di questo periodo sia anche il risultato dei tanti “Cornello” che adornano l’ Italia. Non ho invitato nessuno alla manifestazione, neanche la stampa e tutti quelli che sono venuti o si sono interessati al caso, lo hanno fatto di loro
spontanea iniziativa. A dire il vero avevo interessato la CIA, il KGB, la STASI e la GESTAPO, ma tutti si sono defilati in quanto reputano le vicende italiane troppo complicate per loro.
3) La Gatta che Cova Questo il titolo che il circolo avrebbe voluto dare al loro articolo, come si evince da un commento di un loro membro. Con alcuni amici abbiamo cercato in lungo ed in largo nel traforo e nelle vicinanze questa famosa Gatta intenta a covare, ma, come documentato dal filmato di Cronache Maceratesi (guarda il video) abbiamo rinvenuto solamente la carcassa di una povera volpe. Dopo una serie di verifiche e sentito anche il WWF, reputiamo plausibile la circostanza che l’animale in questione si sia estinto da questo luogo non trovando più il suo habitat naturale. Sicuramente questa specie che cova sta invece proliferando in moltissimi posti del nostro paese. Ad esempio ci sono
innumerevoli segnalazioni che nel centro storico di Roma a Palazzo Madama, Palazzo Montecitorio e Palazzo del Quirinale sia molto diffuso. In questi giorni abbiamo appreso che anche nel centro storico di Siena un palazzo con una strana sigla, sembra “ MPS” sia stato invaso da questa strana razza felina. In un alto e moderno palazzo davanti la stazione di Milano la situazione sembra essere drammatica, infestato com’è da questi pericolosi esseri viventi. Addirittura pare che la AITe R (Associazione Internazionale Topi e Ratti) abbia pensato di commissionare ai vari Speedy Gonzales, Topo Gigio ed il Topo del parmigiano uno spot per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno che sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa della specie dei roditori. L’habitat naturale di questa Gatta che cova sembra proprio essere dove proliferano molti soldi, soprattutto quelli degli altri.
4) Nemici del cemento. Ai componenti del circolo di Fiuminata, così nemici ed allergici al cemento consiglio di uscire dalla loro valle dorata e spostarsi solo di poco ad est ed ovest per visitare cosa sta succedendo
nelle superstrade in costruzione nel raggio di qualche kilometro. Capisco che, come succede per San Severino, anche per spostarsi da Fiuminata è un bel problema, con il sistema viario rimasto al tempo dei romani. Non per niente la strada si chiama ancora “settempedana”, nome derivato dalla città di Settempeda, distrutta dal barbaro Totila nel lontano anno 545 d.C.
5) Quadrilatero: A proposito di superstrade, se ho ben capito, sembra che per realizzare un tratto della quadrilatero da Fabriano a Matelica di circa 7/8 kilometri si spendono all’incirca 80 milioni di Euro. Il dubbio di aver capito bene è lecito in quanto in Italia quando si tratta di parlare di soldi e di interessi, si è sempre molto complicati ed astrusi e solo alla fine si riescono a capire le storie. Spesso quando è troppo tardi e con spiacevoli sorprese per i cittadini. Vuoi vedere che le Gatte che covano trovano anche lì il loro habitat naturale e cominciano ad infestare la zona ? Speriamo che non si debba muovere anche l’Associazione Marchigiana dei Topi e dei Ratti perchè sarebbe un grave problema per tutti.
6) Considerazione finale. La considerazione finale è che, da semplice cittadino profano, per me il passaggio più agevole dalle Marche all’Umbria per superare gli Appennini era e resta il tratto Fiuminata-Nocera Umbra. Un privato che deve una fare un qualcosa con i propri soldi sceglie quello più economico e migliore. I nostri politicanti, in questi ultimi decenni hanno spesso fatto il contrario, in quanto spendono i soldi degli altri e soprattutto perché più la cioccolata è abbondante e più ne può essere fagocitata dalle loro voraci fauci. Meditate gente….meditate!”.



Non le sembra dr Cipolletta di aver esagerato? Ma perchè non prova a fare il comico visto questo tono marcatamente ironico che si ritrova? Sarà ora che invece di queste pagliacciate si metta a lavorare sul serio invece di scherzare. Il momento è difficile e queste sue sterili polemiche non aiutano lei né l’italia.
Invece sperperare i soldi pubblici aiutano l’Italia vero?
chi difende uno spreco simile non può che essere complice del “sistema”…
a lavorare vadano (seriamente) tutti i parassiti che si sono succeduti nelle varie cariche pubbliche dal dopoguerra ad oggi e ben vengano i “comici” che a loro spese e senza secondi scopi riportano a galla i malfatti Italiani.
Caro Cipolletta,
la vendetta è un piatto da consumare freddo, ossia votando il Movimento 5 Stelle. Non riaprirà il buco del Passo del Cornello, ma alla Casta dei magnaccia forse riuscirà a fare un buco “così“.
Capisco il disappunto per un settempedano di vedere la propria città tagliata fuori da ogni ipotesi di sviluppo del genere di quello che abbiamo visto fino ad ora, ma ciò è frutto di una scelta consapevole fatta a livello regionale, individuando nella vallata del Potenza una “riserva di naturalità”, come mi sembra di ricordare dalla lettura del PIT.
Il recente ampliamento della terza corsia della A14 senza prevedere una nuova uscita in fondo alla Regina è legata, secondo me, a questa previsione.
Le direttrici di collegamento interregionale in prosecuzione della SS76 e della SS77 sono state definite più di 30 anni fa, con l’inizio delle superstrade. L’idea di farle deviare per Fiuminata, penso che i civitanovesi, i tolentinati o gli anconitani e iesini, non l’hanno mai avuta.
Se Pieralisi ha messo la sua faccia per fare il presidente della Quadrilatero, penso che avrà valutato che l’opera aveva una sua ragion d’essere e fosse da fare com’è. D’altra parte, tutti i marchigiani invidiano lo zio Remo degli abruzzesi, per i collegamenti autostradali fatti.
Proprio oggi, sul lungomare di Fermo, ho sentito parlare dei fantini che avevano i cavalli in un carrello, di trekking a cavallo da Loreto a San Severino e da San Severino a Sefro chiedendosi quale era il percorso più bello. Premesso che neanche immaginavo che fosse possibile fare un simile percorso, forse tra 50 anni (certo non ora) qualcuno potrebbe apprezzare, anche economicamente, la scelta di conservazione della valle del Potenza.
A questo punto non penso che i 5 km di traforo del Cornello, a fronte dei 100 previsti dalla Quadrilatero, possa cambiare qualcosa per i settempedani.
Gabriele, lasciato sui banchi di scuola …qualche anno fa, non conosco bene la questione e, quindi, non azzardo opinioni, non sono schierata politicamente e, quindi, non prendo le parti di nessuno ma apprezzo e condivido la denuncia di un fatto che, come purtroppo molti altri, evidenzia una vergognosa manifestazione di opere iniziate con grande dispendio e mai finite. Anche a Macerata non mancano esempi, con o senza “gatte”.