Traforo del Cornello
“Inutile piangere sui soldi versati”

Il circolo "Fiuminata Valle Aperta" s'interroga sull'utilità dell'intitolazione a "Monumento nazionale allo spreco e all'inefficienza"

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Il traforo incompiuto del Cornello

Il traforo incompiuto del Cornello

Dal Circolo Arci “Fiuminata Valle Aperta” riceviamo una nota sul traforo del Cornello:

Negli scorsi giorni abbiamo appreso che in località Poggio Sorifa di Fiuminata, ai piedi del passo del Cornello, è stato inaugurato il monumento allo spreco e all’inefficienza rappresentato dal mancato completamento del traforo del Cornello (leggi l’articolo e guarda il video). Per ricapitolare brevemente la vicenda, che ci riporta ai primi anni ’90 (che significa un altro mondo e un’altra realtà economica, sociale e culturale), il traforo del Cornello viene progettato e avviato con l’idea di sopperire ad una comunicazione viaria tra le Marche e l’Umbria esistente, ma lenta. Si tratta di un’arteria di 6 km, di cui 4 in galleria, per l’appunto il traforo del Cornello, la cui costruzione viene affidata alla regione Umbria per ben 3.100 Km, mentre i restanti 900 metri sono responsabilità delle Marche. In effetti, dalla parte di Fiuminata i lavori hanno avvio e il traforo raggiunge la lunghezza di 700 m, prima di fermarsi per esaurimento dei fondi a disposizione. Dalla parte umbra, invece, i lavori non avranno mai inizio. Questa la vicenda, che già, storicamente, pone qualche interrogativo. Perché l’Umbria,

La lapide che commemora lo spreco delle risorse per la realizzazione del traforo

La lapide che commemora lo spreco delle risorse per la realizzazione del traforo

che pure aveva aderito al progetto iniziale, non darà mai corso ai lavori? Avevano già verificato che i fondi assegnati al progetto erano insufficienti per completare l’opera, e quindi non hanno dato avvio all’ennesima incompiuta? Perché dalla parte marchigiana non è stata eventualmente fatta questa considerazione? L’architetto Cristini, che alla cerimonia di inaugurazione del Monumento all’Incompiuta era in prima fila, che è stato progettista dell’opera nonché, come definito dal Tg3, coordinatore del progetto, non aveva forse gli strumenti tecnici adeguati per valutare il costo reale del lavoro e quindi indirizzare i politici di turno verso scelte più oculate dal punto di vista economico-­‐ finanziario? Ma come ci ricordiamo bene, la regola, in quegli anni, era appaltare appaltare appaltare…. che poi i soldi venivano fuori! Ora, quando si piange sui “soldi versati”, come fanno gli ideatori del monumento, che si chiedono dove siano spariti i 6 miliardi di vecchie lire comunque spesi, non è utile per il nostro paese e la nostra comunità alzare polveroni senza indicare esattamente come sono andate le cose… perché ai cittadini comuni viene in mente che ci siano dei vecchi-­nuovi interessi dietro. I 6 miliardi di vecchie lire (3 milioni di euro) non sono spariti nel nulla, si presume che siano stati spesi per

I sindaci di Fiuminata e San Severino intervistati dal Cittadino Maceratese

I sindaci di Fiuminata e San Severino intervistati dal Cittadino Maceratese

pagare chi fino a quel momento aveva lavorato al progetto, sia in senso materiale che di delibere amministrative: architetti, progettisti, direttori lavori, imprese, cementifici, funzionari, politici… Chiediamo ancora all’architetto Cristini: forse non è stato ancora pagato? Se così fosse, ha tutto il diritto di rivolgersi alla Magistratura! Per tornare all’attualità, che cosa rappresenta questa cerimonia? Sul piano politico, vista la presenza del sindaco di San Severino e di quello di Fiuminata, un modo per scaricarsi di responsabilità di precedenti amministrazioni? Su questo piano occorre però stare attenti… il vorticoso cambio di casacche avvenuto nel nostro paese negli ultimi anni ha determinato nei cittadini una oggettiva difficoltà a riconoscere “l’una e l’altra parte” e individuare quindi chiaramente i responsabili. Come si dice: fare di tutta un’erba un fascio è la cosa più semplice! Se invece c’è l’idea di riportare l’attenzione sul Cornello per ricostruire/rilanciare (visto che siamo in campagna elettorale) la lobby del cemento, questo ci inquieta molto! Intanto, sul piano viario, il traforo non ha più nessun senso, vista la Quadrilatero. Ma soprattutto, il territorio tra Fiuminata, Pioraco e Castelraimondo sarebbe devastato dal traffico veloce, in gran parte tir, attirato da un eventuale traforo (a proposito, cosa ne pensano in Umbria?), non solo non portando niente dal punto di vista economico alle comunità locali (se non forse qualche panino tirato al volo ai camionisti di passaggio), ma compromettendo seriamente l’idea di trovare nel turismo sostenibile la leva per lo sviluppo locale del futuro. Pensiamo soltanto alla devastazione che ne ricaverebbe Pioraco, incastonata nella sua bellissima e strettissima gola, che dovrebbe fare spazio – dove? – al traffico veloce di tir e auto dirette in Umbria e Roma che sceglierebbero il Cornello solo per abbreviare di qualche chilometro! Speriamo che questi nostri timori siano infondati e dettati da brutti pensieri frutto di esperienze passate. Purtroppo il cemento paga e prolifera dove c’è pigrizia mentale! La natura, invece, chiede attenzione, tempo, applicazione, creatività e non paga nell’immediato, sicuramente non fa contente le lobby del cemento, ma è il nostro futuro. Fiuminata valle aperta vigilerà affinché questa triste vicenda del Cornello non si riapra!”.

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La ricostruzione storica  (leggi l’articolo)


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