Oscar Giannino a Macerata:
“100 miliardi di tasse in meno
in 5 anni per tornare a crescere”

In 500 al Cinema Italia per ascoltare il leader di Fermare il Declino. Non sono mancati complimenti e velati appelli ai renziani. Stop a Casini. Carlo Stagnaro plaude Aldo Canovari: "Macerata deve ringraziare Liberilibri che l'ha resa capitale del pensiero liberare diffondendolo in tutta Italia"
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Oscar Giannino parla alla platea del Cinema Italia

Cinquecento persone, molti in piedi (tra cui l’assessore regionale Pietro Marcolini, presente con molto fair-play), hanno ascoltato Oscar Giannino, giunto ieri sera a Macerata per presentare ufficialmente nelle Marche il movimento ‘Fare – Fermare il declino’. “Il declino dell’Italia – ha incalzato subito il noto giornalista ed economista – è fatto di consensi bipartisan e piccole lobby contrarie a mercato e concorrenza. Oligopoli all’insegna del ‘tengo famiglia’ che generano aggravi di costi e corruzione. Ma ora basta: non siamo più bancomat per pagare gli sprechi di stato”. Giannino, uno dei fondatori del Movimento nato lo scorso agosto per “Cambiare la politica, fermare il declino, tornare a crescere”, ha arringato per un’ora e mezza il pubblico del cinema Italia all’insegna della “coscienza contributiva” e della “disobbedienza, quando serve”. Ha portato l’esempio della Francia del Sei e Settecento dove il Fisco era condannato a risarcire il triplo della somma chiesta al privato, qualora essa fosse stata ritenuta iniqua da un giudice terzo. “Oggi – secondo Giannino -, siamo al di sotto della libertà fiscale di uno Stato assoluto com’era la Francia. Ma il peggio è che ci siamo abituati a subire. Invece bisogna rifiutarsi di pagare le tasse quando sono state causate dagli sperperi”.

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Il programma di ‘Fermare il Declino’ è perciò basato sul taglio “in 5 anni di 100 miliardi di tasse” con l’obiettivo di generare “6 punti di Pil in più”. Basta Irap, a cui sono condannate anche le aziende in perdita, meritocrazia nel settore pubblico e taglio di sprechi e tasse sul lavoro “che in Italia incidono per il 68% dei profitti, mentre in Germania sono 22 punti sotto, in Inghilterra ben 30 e in Irlanda 40”. Sulla politica nazionale Giannino ha raccontato come, nonostante ‘Fermare il declino’ sia oggi stimato intorno al 5%, “tutti ci hanno cercato, da Bersani a Monti. Bersani ci ha mandato un ambasciatore: ha paura di non avere la maggioranza del Senato al Nord”. Su Monti, Giannino “attende una parziale conversione”, senza però mai chiudere definitivamente la possibilità di alleanza. “Se dirà di aver sbagliato l’agenda tutta tasse dell’ultimo anno e di condividere i nostri dieci punti, allora potremo allearci. Altrimenti – ha ironizzato -, credo che l’Italia sarà condannata dalla ‘questione orografica’: Monti, Tremonti, Montezemolo hanno gli stessi interessi. Noi invece vogliamo il mare!”. Non sono mancati complimenti e velati appelli ai renziani, “se avesse vinto Matteo ne avremmo potuto parlare”. Stop a Casini. “Casini dice: c’è bisogno di voi. Ma noi, caro Pierferdinando, siamo convinti che non c’è bisogno di te”.

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Tanta gente ieri sera a Macerata per Oscar Giannino

 “Questo non è un partitino personale – ha tenuto a precisare Giannino – . Non c’è solo il mio nome e non ci tengo”. Conclusione prima di lasciare la sala alla volta di Ancona: “Abbiamo assistito in questi giorni ad una legge di stabilità degna dei governi balneari della DC. Vivremo una campagna elettorale all’insegna della tassa patrimoniale del PD e delle demagogie promesse dal buffone Berlusconi. Possiamo allearci con questi soggetti responsabili del declino? No! Meglio avere in Parlamento uno sparuto gruppo di rompiscatole.” La serata è stata introdotta da Carlo Stagnaro, direttore del centro ricerche dell’Istituto Bruno Leoni.

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Secondo Stagnaro “alle prossime elezioni ci saranno tre candidati premier, ciascuno dei quali è esponente di Governi che hanno aumentato tasse. Nessuno di loro è credibile quando promette di tornare a crescere essendo le tasse la nostra principale zavorra. Soprattutto su lavoro e impresa.” Chi volesse approfondire il Manifesto dei 10 punti programmatici, al quale hanno già aderito 43 mila italiani, può visitare il sito www.fermareildeclino.it. Le Marche, dove sono attivi numerosi coordinamenti locali, è la quarta regione italiana per diffusione del movimento in rapporto alla popolazione.

Tra i presenti Aldo Canovari della Liberilibri che ha ricevuto i complimenti di Carlo Stagnaro: “Macerata deve ringraziare la casa editrice Liberilibri che l’ha resa capitale del pensiero liberare diffondendolo in tutta Italia”.

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