Pistacoppi vs Pesciaroli
L’eterno derby tra Sparta e Atene

Domenica alle 15 all'Helvia Recina torna dopo sette anni la sfida più attesa in provincia: Maceratese- Civitanovese. Cronaca live su Cronache Maceratesi (GUARDA IL VIDEO CON LE VOCI DEI TIFOSI)
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di Filippo Ciccarelli

(video-servizio di Andrea Busiello e Laura Barbato)

Chiedete a un qualsiasi  tifoso della Maceratese o della Civitanovese: non lo ammetterà mai apertamente, ma preferirebbe vincere i due derby contro i “cugini” che il campionato. Anche se calcisticamente parlando in palio ci sono sempre 3 punti, il valore per le opposte tifoserie è diverso. Certamente c’entra il campanilismo, perché in campo scendono le due città più grandi della provincia, storicamente rivali non solo nello sport. Macerata e Civitanova sposano due filosofie opposte; come spartani ed ateniesi, anche vizi e virtù sono differenti. Nel primo libro della Guerra del Peloponneso, opera composta dallo storico ateniese Tucidide, i Corinzi descrivono con meravigliosi tratti psicologici le due opposte fazioni. Gli ateniesi sono “vibranti al fascino delle terre lontane, avanzano più che possono, sono ottimisti di natura, sempre presi da nuove imprese e nuovi progetti, traggono vantaggio dal loro viaggiare”.

Al contrario Sparta è “pessimista, con i suoi sforzi raccoglie meno di quel che potrebbe, è indecisa, radicata nella propria terra d’origine”. Qualità che potrebbero combaciare quasi perfettamente per i maceratesi e i civitanovesi di oggi. I “pesciaroli” sono stati capaci di aprirsi al mondo con una delle marinerie più importanti d’Italia, conosciuta anche all’estero, e con una classe imprenditoriale manifatturiera che – soprattutto in tempi di crisi – ha saputo cogliere il valore e l’importanza del commercio internazionale, investendo e rischiando risorse per espandersi all’estero. Al contrario i “pistacoppi” sono rimasti fedeli ad una mentalità più legata alla terra, al risparmio del capitale, a poco agio nell’affrontare imprese oltre confine (con le rare eccezioni di personaggi come Padre Matteo Ricci, Giuseppe Tucci e Dante Ferretti).

Anche nei giorni in cui l’ultimo vanto cittadino, cioè la Provincia, è a rischio, Macerata sembra rimettersi a un destino superiore, accettando quasi passivamente che il fato faccia il suo corso. Non sono più gli anni in cui da Civitanova reclamavano il vessillo provinciale dalla cima del Cristo Re, né quelli in cui le lotte politiche sulla costa si facevano – e si vincevano – per cambiare il nome  sul cambio dell’uscita autostradale, eliminando l’odiata Macerata dal segnale dello svincolo.

La crisi ha ridimensionato aspettative e sicurezze economiche, tanto sulla costa quanto in collina: ma le due squadre sono state attrezzate per competere, e non con ruoli da comprimarie. La Civitanovese, confermando la filosofia di Atene, investe e pesca soprattutto fuori regione; l’ultimo di una lunga serie di acquisti è il giovane Ridolfi, in arrivo dal Pordenone (leggi l’articolo). La Maceratese ha allestito un gruppo centellinando, forse, maggiormente le risorse rispetto ai rossoblù, dando molta fiducia ai ragazzi del vivaio o comunque già inseriti nella squadra sin dalla scorsa stagione. Il derby di domenica prossima tra pistacoppi e pesciaroli segnerà un’altra tappa nella vita sportiva (e non solo) delle due città: Atene è solita partire coi favori del pronostico, ma alla fine dei 27 anni di guerra a spuntarla furono gli spartani…

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La partita di domenica (fischio d’inizio alle 15) sarà seguita in diretta da Cronache Maceratesi attraverso la cronaca live con aggiornamenti minuto per minuto a cura di Filippo Ciccarelli.











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