Assalto alla gioielleria
Picchiato e rapinato il titolare
CIVITANOVA - Enzo Verolo, 61 anni, è stato malmenato mentre si trovava nel suo negozio di Corso Vittorio Emanuele. Indagano i carabinieri
E’ stato picchiato e rapinato nella centralissima gioielleria “Il Monile” a Civitanova in corso Vittorio Emanuele: protagonista della terribile storia di violenza Enzo Verolo, 61 anni. L’allarme è partito alle 17.45 da una delle due figlie che, non riuscendo a contattarlo al telefono, ha chiesto informazioni a Giovanni Gasparroni, tabaccaio che lavora vicino alla gioielleria. Il tabaccaio infatti ha riferito di aver sentito dei colpi provenienti dal negozio di Verolo, presumibilmente alcuni pugni che l’uomo cercava di battere sulla parete che divide i due esercizi commerciali per attirare l’attenzione e chiamare i soccorsi. Gasparroni non potendosi allontanare ha chiesto allora ad un passante di andare a controllare la situazione; è stato proprio quest’ultimo, di professione muratore, a trovare il gioielliere, vittima della rapina, legato ed imbavagliato. Immediatamente il soccorritore è uscito in strada, mentre il tabaccaio avvertiva il 118, e ha intercettato una pattuglia dei Carabinieri che si trovava nei dintorni e che è intervenuta autonomamente. Secondo una prima ricostruzione e dal racconto di alcuni testimoni due persone sarebbero entrate all’interno della gioielleria e avrebbero legato il Verolo per mani e piedi malmenandolo violentemente e ripetutamente al viso. L’uomo, all’arrivo del 118 è stato portato in stato di choc al Pronto soccorso e presenta varie tumefazioni al volto, tra cui una all’occhio: qui è stato raggiunto dalla moglie Elisabetta e dalle figlie Veronica ed Alessia. I carabinieri, sul posto con il nucleo operativo hanno fatto i primi rilievi e sentito le prime testimonianze acquisendo anche dei video provenienti da telecamere pubbliche. All’interno il sistema di sorveglianza non era attivo, ma l’allarme, collegato con le forze dell’ordine è scattato regolarmente. La presenza della pattuglia dei carabinieri ha permesso però un intervento immediato.
Il bottino è ancora da quantificare, anche se sembrerebbe ingente. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri ed il personale del 118, accorso con un’ambulanza ed un’automedica, oltre alla polizia municipale. Enzo Verolo era stato vittima di un episodio analogo nel 2003, anche in quell’occasione era stato sequestrato e picchiato. L’assalto al commerciante di Corso Vittorio Emanuele segue a poche ore di distanza la rapina alla filiale della banca Monte dei Paschi di Tolentino (leggi l’articolo).

Prima Tolentino, adesso Civitanova… ma che succede oggi :((
piu’ crisi ci sara piu’ questi avvenimenti aumenteranno
la criminalita’ in questi ultimi anni e’ quadruplicata e mi chiedo dove andremo a finire.Chi ne paga le nefaste conseguenze sono i commercianti di oreficerie,bar,negozi ecc ecc insomma luoghi dove e’ possibile trovare denaro e subito.Questo sta’ ad indicare un notevole aumento di malviventi e soprattutto un incremento di svariate etnie.Se e’ vero che c’e’ di mezzo la crisi,e’ anche vero che nn tutti vanno a rubare seppur anch’essi vittime di quest’ultima.Le forze dell’ordine percepiscono dei miseri stipendi e sono costrette a rischiare la propria vita ogni giorno e credo che il gioco nn vale la candela.Si arrivera’ al punto che tutti si armeranno fino ai denti difendendosi uccidendo.Nn e’ una bella prospettiva.
la crisi? quella che colpisce lo stato sociale privando le forze dell’ordine dei più elementari strumenti per indagare e perseguire simili episodi di reato. questi non possono essere italiani. con tutto il rispetto le famiglie per bene di questa etnia, questi possono essere solo albanesi. ed acchiapparli è solo pura utopia.
secondo me erano napoletani o ascolani o rumeni
Gravissimo l’episodio accaduto alla gioielleria il monile, a Civitanova Marche, i problemi sulla sicurezza sono più grossi di quanto possano sembrare.
L’Italia dei Valori esprime attraverso il suo delegato alla sicurezza tutto il proprio rammarico per l’episodio successo alla gioielleria il Monile. Siamo vicini al proprietario e alla famiglia e ci sembra che si stia esagerando sul tema sicurezza è inutile mettere sistemi di allarme e poi manca la Volante della Polizia, i Carabinieri sono impegnati in altri interventi e la Polizia Municipale non si vede più come prima ci sembra che si siano superati tutti i limiti a discapito della sicurezza dei cittadini Civitanovesi che oramai intervengono da soli, attirando l’attenzione di qualche pattuglia che passa per caso.
Il settore sicurezza dell’IDV è vicina alla famiglia VEROLO e gli augura una pronta guarigione dalle percosse subite.
Sulla Sicurezza a Civitanova servono più fatti e un tavolo tecnico imperniato sulla sicurezza partecipata che è ben diverso da quello fatto di recente in Comune. Angelo Lambiase
ma quale tavolo tecnico! ci vogliono più uomini e mezzi alle forze dell’ordine.
e meno impegni per le manifestazioni, soprattutto quelle sportive.
alla sicurezza degli impianti, degli sportivi, delle strade devono pensare per lo più gli organizzatori. al massimo le forze dell’ordine devono fornire un minimo di collaborazione.
se tutte le ore di servizio ecc ecc se le cuccano quelle attività, cosa resta per il controllo del territorio?
quando i vigili partecipano a sfilate, inaugurazioni, feste ecc, sono in servizio.
cecco, io non sono nè ascolano, nè rumeno, nè napoletano, ma prima o poi, giuro che lei si becca una bella denuncia.
a presto.
P E G G I O V E R R A ‘
@pantos. una denuncia per cosa? o forse voleva dire un cazzotto? e “a presto” vuol dire “prima o poi ti becco”?
all’anima! capisco che se la sia presa male, ma non bastava dire come mai lei è così sicuro che fossero albanesi?
ora, se non è un cazzotto quello che mi vuole dare, mi spiega perché mi dovrei beccare una denuncia? e mi cita altri interventi degni di tale sorte?
mi dia un buon motivo e giuro che non commento più alcuna notizia.
@lambiase: cordialmente mi spiegherebbe cosa intende per “tavolo tecnico imperniato sulla sicurezza partecipata”? Di quale sicurezza sta parlando, situazionale? comunitaria? sociale? E chi dovrebbe partecipare nello specifico?
@cecco: se non ho capito male Lei intende mettere una pattuglia o un agente per ogni singolo negozio di Civitanova e provincia?
@pantos: cordialmente sarebbe in grado di citarmi uno studio scientifico in cui si dimostra che esistono etnie più propense alla criminalità di altre? Quali sono gli elementi investigativi che La inducono a pensare che tale reato sia commesso proprio da albanesi e non da rumeni, polacchi, cinesi, sudafricani, francesi o spagnoli, tanto così a cas(o? Poi magari effettivamente il reato è stato commesso da albanesi e dovrò darLe pienamente ragione, ma, al tempo stesso, sono incuriosito dalla Sua capacità analitica)
Grazie mille per le risposte
@delbianco. “ci vogliono più uomini e mezzi alle forze dell’ordine”. questo ho scritto
ha capito male.
una sera ho avuto un incidente a civitanova, ho chiamato una pattuglia, è arrivata (da camerino) dopo 45 minuti.
rilegga il mio commento e vedrà che non è così assurdo come ha pensato lei.
Cecco aveva ragione! Oggi ho letto che la pattuglia era …. in malattia? Forse è vero. Sono pochi, hanno pochi mezzi e sono utilizzati per compiti assurdi; come proteggiere da loro stessi gli scalmanati sulle tribune degli stadi.
x delbianco.
precisando che ho premesso tutto il rispetto per qualunque diversa etnia (contrariamente a qualcuno che in questo portale inserisce continuamente biechi commenti che istigano ripetutamente all’odio razziale stranamente non moderati nè censurati), e riferendomi solo ai malviventi di quel popolo, statisticamente le rapine così efferate e violente son commesse o da tossici italiani o da delinquenti albanesi. ma a quanto pare mi son sbagliato e chiedo scusa ai delinquenti albanesi: erano delinquenti italiani!
chiedo pubblicamente scusa a pantos per l’ironia eccessiva con la quale ho risposto ad un suo commento. abbiamo idee molto simili.
ma lo invito a studiare meglio le statistiche, perché i delinquenti di certe etnie e certe associazioni di delinquenti nostrani operano più in alcune aree che in altre. da noi forse potrebbe essere così, ma in Italia la situazione è molto diversa.