Cos’è accaduto nel Pd?
Niente: s’è dimesso il capo
Se a Roma si discute troppo, a Macerata furoreggia il silenzio. Canta Violetta: “E’ strano! Follie! Delirio vano è questo!” Il problema dei “gay” e quello dei “gai”
La stagione lirica è entrata nel vivo e domenica scorsa mi auguravo che i suoi acuti non fossero solo vocali ma giungessero al cielo anche come segnali di riscoperta vitalità di Macerata in tutte le cose, l’economia, il lavoro, l’opinione pubblica, il futuro. Vero è che le eroine di quest’anno, Violetta e Mimì, muoiono per consunzione da tisi, ma prima di un così triste finale la loro esistenza conosce momenti bellissimi, esaltanti, pieni di fiducia. Ebbene, per quanto riguarda la politica questi segnali di vitalità continuano a mancare, tanto che l’epilogo potrebbe essere identico: morte per consunzione. Ma dove sono, prima dell’ultimo esito, i momenti bellissimi, esaltanti, pieni di fiducia? Niente. Non ce n’è uno, neanche piccolo, neanche passeggero, neanche illusorio. Vengono in mente le parole di Violetta: “E’ strano! E’ strano! Follie! Delirio vano è questo!” O quelle che accompagnano l’agonia di Mimì e ben si attagliano alla politica nostra: “Vecchia zimarra”. O quelle, pure di Mimì, che sembrano dirette a certe persone cui è affidato il governo della città: “Sono andati? Fingevo di dormire”.
Intendiamoci, non è che altrove le cose vadano splendidamente. Si prenda la recente e perentoria intimazione di dimettersi da consigliere regionale che il redivivo Berlusconi ha rivolto a Nicole Minetti, la cui unica colpa, poverina, è di essere stata creata proprio da lui, messa lì proprio da lui e proprio da lui prescelta come organizzatrice e animatrice delle conturbanti notti di Arcore (“E’ strano! E’ strano! Follie! Delirio vano è questo!”). E si prenda l’assemblea nazionale del Pd, nella quale si è verificata una specie di rissa sul tema delle unioni fra gay, un argomento questo che funge da punta di un iceberg costituito da altre – e ben più laceranti, se consideriamo la situazione sociale ed economica nazionale – divergenze intestine su primarie, alleanze, governo Monti, mercato del lavoro eccetera eccetera.
Nel partito del segretario Bersani, insomma, si discute troppo, ci si divide troppo, le cosiddette anime sono troppo numerose e troppo numerosi sono i cosiddetti galli che le cantano. La qual cosa non appare edificante per una forza politica che fra pochi mesi potrebbe avere la responsabilità di guidare l’Italia. Però, dicono gli ottimisti, questa è pur sempre la prova che nel Pd si discute, si dibatte, ci si confronta, ci si conta, tutto avviene alla luce del sole. E sia. Ma immaginiamo cosa sarebbe accaduto se Bersani si fosse improvvisamente dimesso da segretario, quali e quanti dibattiti, quali e quante posizioni personali o di gruppo, quali e quanti schieramenti diversi, perfino quali e quante defezioni!
Veniamo allora a Macerata, dove il 16 giugno scorso si è dimesso Bruno Mandrelli, segretario del Pd cittadino. Le motivazioni? Più di mese è passato e solo martedì scorso lui ha detto che le “illustrerà compiutamente nei prossimi giorni”. Nel frattempo, come se l’uscita di scena del numero uno – non per un impedimento di carattere personale, ma per effetto di una perdurante inconciliabilità di natura politica fra il partito e l’amministrazione comunale – non fossero un grosso trauma per il partito ma un evento di scarso rilievo, nessuna forte reazione in pubblico, nessuna accesa discussione interna, nessun aperto coinvolgimento dei militanti, nessuna clamorosa eco negli organi d’informazione. Niente, a parte uno stizzito intervento giornalistico del trio Mandrelli-Sciapichetti-Ricotta su una pungente mail di Renato Pasqualetti e uno scambio di opinioni, sempre via mail, fra il deputato Mario Cavallaro e lo stesso Pasqualetti. Via mail, ripeto. Quasi roba fra intimi. Intanto il compito di guidare il partito è automaticamente e burocraticamente passato al vicesegretario Giovanni Scoccianti in attesa di un congresso che si terrà, se Dio vuole, a ottobre.
Così, all’opposto di quanto succede nel Pd nazionale, dove si discute troppo, ci si confronta troppo, ci si conta troppo e tutto avviene sin troppo alla luce del sole, in quello locale non si discute affatto, non ci si confronta affatto, non ci si conta affatto e nulla avviene alla luce del sole. Nemmeno quando se ne va, suppongo deluso e amareggiato, il segretario. E torna la voce di Violetta: “E’ strano! E’ strano! Follie! Delirio vano è questo!”.
Si potrà osservare che almeno nel Pd di Macerata non c’è il problema dei “gay” (termine anglosassone, questo, che indica gli omosessuali). Ma c’è, assai più preoccupante, il problema dei “gai”, dall’aggettivo italiano “gaio”, che significa giocondo, giulivo, spensierato e, me lo si lasci dire, sconsiderato.


Riflessione giustissima quella di Liuti . In effetti sembra che l’assenza di reazioni pubbliche e politiche alla iniziatova di mandrelli dimostri che il Pd locale sia piu un comitato d’affari che un partito politico. Non a caso nel frattempo l’azione piu’ evidente e’ stata quella della partecipazione di alcuni suoi importanti personaggi al comitato per il Si allo svincolo di San Claudio ! Mica male come segnale di presenza .
Caro Liuti,
tutti i politici stanno vivendo in un limbo notturno, in attesa che la nottata passi.
Mario Iesari afferma che ormai non esistono più partiti, ma comitati di affari. I comitati di affari sono sempre esistiti, ma esistevano pure i partiti con le loro differenze ideologiche e la loro base di iscritti, che, seppure poco, contavano.
Io guardo al futuro con terrore. Con gente senza lavoro, senza speranza di averlo, non possiamo pensare che i politici possano cavarsela con poco. La speranza di non rimetterci il “lavoro”, o l’incolumità personale, rimane loro fino a che si troveranno gruppuscoli “attivi” che si divertono a confrontarsi con le forze dell’ordine al grido di NO-TAV. Oppure, vanno a gambizzare uno sconosciuto manager di grossa azienda.
La gente giudica costoro come “provocatori” al soldo di chi vuole la confusione, perchè si metta attenzione su questi fatti piuttosto che sulla crisi della politica e dell’economia. Quando andranno a chiedere conto ai politici responsabili della TAV, allora, sì, che si avrà la dimostrazione che la mira è stata aggiustata.
Un sintomo della mancanza di fiducia nell’intera politica lo abbiamo a Corridonia. Alle ultime amministrative del 2012, su 12.689 aventi diritto al voto solo 8.168 hanno espresso un parere.
Non so andati a votare, o hanno votato scheda bianca o nulla, ben 4.521 elettori: il doppio delle ultime amministrative del 2007.
Quanti cittadini diserteranno l’urna alle prossime politiche del 2013?
Il governo Monti sta facendo tagli chirurgici. Ma dietro questi c’è tanta sofferenza, delusione, e TANTO DESIDERIO DI SPAZZARE VIA L’INTERA CASTA POLITICA da parte dei tartassati cittadini. I quali, negli anni d’oro del bengodi, avevano come punti di riferimento facce ormai anziane, o defunte. Oggi, nel periodo della crisi profonda, non hanno davanti nulla di fascinoso politicamente.
Il tuo articolo di mente storica e penna prestigiosa del nostro giornalismo mette puntualmente il dito sulla piaga, lasciandoci però nello scoramento…
Certo, colpisce la strategia cittadina del PD, completamente chiuso al dibattito e alla discussione, sia nei confronti dei cittadini che dei propri iscritti.
Basti pensare, quanto al primo aspetto e tanto per fare un esempio, alla scelta (suicida, a mio avviso) di non interloquire con Cronache Maceratesi, colpevole di lesa maestà per talune critiche sulle politiche urbanistiche sin qui imposte alla città, sulle pesante responsabilità del PD per le tante incompiute cittadine e per le scelte sbagliate sin qui effettuate, sulla litigiosità dell’attuale maggioranza, sull’immobilismo paralizzante dell’attuale Giunta e sui danni fatti dalle precedenti Giunte Meschini. Capisco che, per chi è abituato ad inviare solo veline e comunicati ufficiali ai quotidiani cartacei senza pagare pegno alcuno, rimanga difficile confrontarsi con autonome e non scontate prese di posizione, con articoli che non guardano in faccia a nessuno e con i commenti dei lettori (la mitica “gente reale”, della quale per decenni a sinistra si sono riempiti la bocca, evidentemente a sproposito), spesso acuti e intelligenti, talvolta feroci e cattivi, a volte anche sguaiati, in ogni caso indicativi di un certo modo di pensare e di vedere le cose in città. Ma, secondo me, è del tutto autolesionistico (oltre che indicativo della non volontà di confrontarsi sui problemi reali) rimanere sull’aventino, prendersi tutte le critiche che arrivano da destra e da sinistra e non provare nemmeno a spiegare, almeno sulle questioni più significative, il proprio punto di vista. Comunque, su tale aspetto, contento il PD, contenti tutti!
Quanto al dibattito interno, la lamentazione degli iscritti sulla sua totale assenza (anche su questioni di fondo, quali quelle evidenziate da Giancarlo Liuti nel suo pregevole articolo) è generale e arriva persino all’orecchio di chi iscritto non è. Quali i motivi di così tanto ostinato silenzio? Forse perchè nelle alte sfere pidielline si pensa che ogni occasione di dibattito, mancando una sintesi alle varie istanze che popolano il partito, sia occasione non di chiarificazione, ma solo di ulteriori laceranti divaricazioni. Oppure perchè il dibattito è ritenuto del tutto inutile, visto che poi a decidere (anche a decidere di non decidere alcunchè) sono sempre e soltanto i soliti noti, tra di loro aggregati in gruppi di potere e in veri e propri comitati d’affari (e quindi con altre informali e riservate sedi decisionali). Oppure ancora perchè, qualora si sollevasse un vero e autentico dibattito interno, probabilmente la base del partito potrebbe presentare il conto, e sarebbe un conto abbastanza pesante, ai maggioranti pidiellini presenti e dominanti nello stesso partito, nel gruppo consiliare e in sede di Giunta.
Tuttavia, mentre il gruppo dirigente del PD è avvolto in questo silenzio così sbalorditivo, si avvicina a gran velocità la verifica di metà mandato della Giunta Carancini, e qui qualcuno dovrà pur dire qualcosa. E allora forse ne vedremo e ne sentiremo delle belle.
ll PD è un non Partito dalla sua nascita. Quello di Macerata poi è talmente indefinito e indefinibile che neanche i loro dirigenti saprebbero dire da che parte stanno andando.
E’ per questo che stanno in silenzio. O meglio, ogni tanto qualcuno parla, ma quasi sempre a titolo personale. I panni li lavano in famiglia, ma ormai a forza di lavare i panni sono da buttare.
L’analisi dellAvv. Bommarito è come al solito indiscutibilmente e spietatamente corretta.
Occorrerà aspettare Ottobre perché il Partito cominci a farsi sentire con voce sola commentare i fatti che coinvolgono quotidianamente il nostro territorio?
Paradossalmente con la nascita del Pd, almeno a Macerata, si è ricostituito l’asse politico-affaristico-urbanistico che ha regolato/rovinato la politica urbanistica cittadina degli ultimi 30 anni.
Il dott Liuti si domanda ??
L avv . Bommarito analizza ???Tutti e due Secondo me – ( ma si sa opinione di solito fuori ) stanno cercando di stabilire se per secondo e’ meglio l a spigola oppure l ‘ orata – quando tutti sappiamo che non c’e piu quasi nulla da portare in tavola – altro che spigole o orate —
Siamo ridotti malissimo —
Pero’ hai visto mai ?? In tempi remoti – quando di meglio non c ‘era e il caffè di cicoria veniva spacciato per caffè vero – hai visto mai che se per un attimo si riuscisse a fare annusare l aroma del vero caffè – poi quello a base di cicoria nessuno lo vorrebbe piu’ ???