La celebre Traviata degli specchi
torna a casa
MACERATA OPERA FESTIVAL - È iniziato allo Sferisterio il montaggio dell’allestimento che ha riscosso successo in tutto il mondo
La Traviata di Josef Svoboda ritorna sul palcoscenico per il quale fu concepita. Dopo vari giri del mondo, la produzione che ha riscosso innumerevoli successi di pubblico e critica torna a casa.
Da questa mattina è iniziato il montaggio del memorabile allestimento suggerito dal particolare ed unico spazio scenico dello Sferisterio e creato dallo scenografo ceco. La sua rappresentazione, realizzata con la regia di Henning Brockhaus nel 1992 e rimasta celebre come “La Traviata degli specchi” è il titolo d’apertura (dal 20 luglio) del Macerata Opera Festival 2012 che è dedicato proprio a Svoboda, con il titolo “Allievi e Maestri”.
L’allestimento maceratese ha vinto il Premio Abbiati, massimo riconoscimento assegnato dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, ed è un pezzo di storia del teatro.
Ripreso da numerose sale trova però le sue dimensioni autentiche solo nello spazio unico dello Sferisterio per il quale era stato creato. Riprenderlo nel ventennale dalla prima edizione e nel decennale della morte di Svoboda è un omaggio al grande scenografo e alla tradizione di un festival che ha saputo offrire letture innovative dei titoli più amati del repertorio.
Violetta è Myrtò Papatanasiu, soprano greco che proprio con questo ruolo ha raggiunto la notorietà in un allestimento romano con la regia di Franco Zeffirelli. Accanto a lei nel ruolo di Alfredo il giovane tenore Ivan Magrì e come Germont padre il baritono parmigiano Luca Salsi, ascoltato in teatri come la Scala e il Metropolitan. L’Orchestra Regionale delle Marche è diretta da Daniele Belardinelli che ha già brillantemente collaborato con Henning Brockhaus nella produzione vincitrice nel 2004 del Premio Abbiati: El Cimarrón di H. W. Henze. Il dietro le quinte è formato da Valentina Escobar, assistente alla regia, la coreografa Emma Scialfa e il costumista Gianfranco Colis. Le luci sono di Henning Brockhaus e Fabrizio Gobbi. Il quadro di completa con il Coro lirico marchigiano “Bellini” e la Banda “Salvadei”.
La Traviata è stata rappresentata undici volte allo Sferisterio di Macerata: la prima nel 1970 con Renata Scotto e Renato Bruson, l’ultima nel 2009, con Mariella Devia.

Grazie ancora ORAZI per aver portato il genio di Svoboda a Macerata!!!
Ey ma non sapete che oltre Pizzi e company anche il grande Francesco Micheli ha vinto lo stesso premio della Traviata il prestigioso Abbiati…
E’ vero ma scusate se mi viene da ridere…
Questo è il sito del festival, trovatemi il nome di Micheli…
http://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Franco_Abbiati_della_Critica_Musicale_Italiana
Micheli è di Milano, il premio si assegna a Bergamo e nel sito il premio è assegnato a colui che ha scrutto l’opera… tal Claudio Ambrosini.
A Micheliiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!! Dopo Boheme del del 68 basta ritirati dai!!!!!
Grazie ancora ORAZI per aver lasciato lo Sferisterio con un pesantissimo buco rosso.
Travaglio, quello vero, le cose le dice tutte non solo quello che gli pare. Ora da ridere viene a me
Oddio chi contesta Orazi non ha nemmeno bisogno di una risposta…
Xo Orazi ha lasciato un debito e ha speso, ha portato fior fiore di registi a Macerata, invece la sua sinistra sta nascondendo il debito e non ha portato nessuno a MC….
Perchè non portate un regista importante invece che Muscato, Micheli e company?
Orazi lo faceva, voi no. Quest’associazione Sferisterio ha decisamente qualcosa che non va…
A proposito di buchi: qual’è il buco lasciato dalla sua sinistra della disastrosa stagione Ricciarelli????
Caro Rodolfo F
chi vi manda a commentare??? Micheli o l’associazione sferisterio in prossimità di una stagione disastrosa???
Dai è un anno mai intervenuti, ed ora ribattere ad ogni intervento, tanto i maceratesi non ce vanno all’opera me pare chiaro!!!
Innanzitutto non mi dia del voi e non mi accosti alla politica (di questo centrosinistra in particolare) o a qualcos’altro ancora: sono un privato cittadino che intende commentare e visto che lei non si firma ma usa un nom de plume non vedo perché dovrei firmarmi io; in secondo luogo quando Orazi andò via da Macerata non ricordo sicuramente pianti disperati o ringraziamenti. In terzo luogo le sue insinuazioni sono grottesche, così come è grottesca questa discussione in cui mi si dice che non avrei nemmeno bisogno di una risposta (arrogante e presuntuoso) e poi se ne sprecano due ignorando tutti i fondamenti di una discussione civile, per cui se questo è il tono la lascio urlare da solo perché parlare in questo modo con chi ha la verità in tasca e la palla di vetro per prevedere il futuro (stagione disastrosa, ma lei li ha sentiti almeno mai nominare i cantanti?) non mi interessa. Lei chi è piuttosto, e chi la manda? E perché non ringrazia mai Perucci (lui che portò Russell allo Sferisterio) anziché Orazi?
@ Rodolfo_F e Travaglio (alias Maurizio Failla)
Cari amici vicini e lontani,
in attesa che vi palesiate intervengo io, come sempre col mio nome cognome e foto.
Rodolfo ha ragione, caro Failla: il nume tutelare dello Sferisterio si chiamava Perucci. E inoltre ha ragione anche precisando che il Travaglio vero le spiattella tutte senza schermi (un po’ come faccio io, perché anche Travaglio-quello-vero ci mette nome cognome e foto).
Detto questo, caro Rodolfo-F (non il protagonista di Boheme, è dato ritenere…), dopo una tirata formalmente eccellente, mi scivola su una buccia di banana citando i non citati cantanti: l’ha detto lei, cioè. “Ma lei li ha sentiti mai almeno nominare, i cantanti?”. Ha ragione: ne parlano il meno possibile, puntando sulle notti bianche e il folklore di contorno, perché se li nominano si scopre che non sono né Renata Tebaldi, né Luciano Pavarotti (che non era nemmeno il migliore, come sappiamo, nonostante la rinomanza…), né Alfredo Kraus, né Cesare Siepi, né Nazzareno Antinori, né Carlo Bergonzi, né Mirella Freni, né Raina Kabaiwanska, né né né. Del resto, voler mettere in scena un’opera verdiana con un golfo mistico adatto semmai a un concerto di musica da camera, è già un controsenso in sé. Quindi meglio parlare di ’68, di Svoboda (eccellente scenografia, quella della Traviata), di “com’era bella la neve a Cortina” (Gaber), di notti bianche, rosse e blu.
Purtroppo, cari amici vicini e lontani, senza un Consiglio d’Amministrazione di gente competente nel settore, si andrà sempre poco lontano: nonostante i buoni uffici degli uffici stampa, le grafiche sbarazzine (sinceramente un po’ troppo dejà-vu), gli under 40, le notti bianche, i mimi, i ballerini, i giocolieri e le tv.
Ad maiora.
Se dobbiamo vivere nel passato l’opera muore. I cantanti scelti per quest’anno sono giovani e talentuosi, alcuni debuttanti e altri delle belle conferme (anche Aronica ce lo portò Orazi a Macerata… ho buona memoria): magari canteranno bene, magari andranno male… ma sono comunque nomi noti in buona parte dei teatri d’Italia e d’Europa. Per quanto riguarda il golfo mistico da opera da camera non capisco se si riferisce allo Sferisterio, il quale non è certamente un golfo mistico piccolo (né Verdi un autore che necessita di chissà quanti strumentisti) ma difficile da gestire. Come in ogni caso vogliamo provare a sentirli prima o invochiamo solo i bei tempi che furono quando io e lei eravamo più giovani e vedevamo anche la Bumbry, la Caballé, la Mietta Sighele e Veriano Luchetti, la Horne? Cordialità
@Filippo Rodolfo
Non ho mai criticato Petrucci, Dio me ne scampi e liberi, trovatemi il pezzo e dirò ok, ma non lo troverete.
Di sicuro lo incenso assieme a Orazi, che in più risucito a replicare molte opere in cartellone delle sue,
Di sicuro non incenso Micheli e company che hanno messo in cartellone Orazi senza citarlo neppure in un’intervista.
Non hanno rifatto la Boheme di Russel, hanno rifatto la traviata, la citazione secondo me a Orazi ci sta tutta…
Poi frichettoni, notti bianche e il resto non mi interessano, se volete andateci, io ne faccio volentieri a meno…