Sgarbi sfida Grillo sul web:
“Sono vittima della sua gogna mediatica ”

Il noto critico d'arte, difeso dall'avvocato sanseverinate Giampaolo Cicconi, si sente diffamato dal sito internet del fondatore del movimento 5 stelle
- caricamento letture
vittorio20sgarbi-300x300

Vittorio Sgarbi

 

di Alessandra Pierini

Sfida sul web per Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte ed ex sindaco di San Severino, e Beppe Grillo, comico e fondatore del Movimento 5 Stelle. Ieri, infatti, davanti all’Organismo di Mediazione degli Avvocati di Camerino era fissata l’udienza richiesta dall’avvocato Giampaolo Cicconi, difensore di Vittorio Sgarbi, il quale si era sentito diffamato dal sito www.beppegrillo.it«Il sito di Grillo è fuorilegge – spiega Vittorio Sgarbi – non aggiorna i dati e non rispetta quanto stabilito dalla Cassazione visto che le notizie presenti negli archivi storici online sono  parziali perchè non riportano gli ulteriori sviluppi dei fatti, e pertanto vanno aggiornate. Quindi, Grillo aveva l’obbligo di aggiornare gli archivi online delle notizie pubblicate riguardanti la mia persona e, ad oggi, è rimasto inadempiente e non è comparso 2012 davanti al Mediatore».
La vicenda risale all’agosto del 2009 quando il sito di Grillo pubblicò un  post dal titolo “Ridere di Sgarbi è reato”  in cui veniva raccontato un comizio elettorale del critico a Rosolini in provincia di Siracusa. «Durante il comizio – spiega l’avvocato Cicconi – il mio cliente è stato provocato dal Alessandro Vicard. Per evitare che quest’ultimo reiterasse il comportamento di irrisione (e non di mera contestazione) costituente il reato di ingiuria nei confronti del mio cliente, le autorità presenti identificarono  l’uomo e lo  allontanarono dal luogo del comizio. A questo punto Grillo diffuse il video del comizio con l’incipit “Ridere di Sgarbi è reato” e il mio cliente ha dovuto subire minacce tramite telefonate da parte di diversi grillini con insulti gratuiti». A questo punto Sgarbi e il suo avvocato hanno diffidato Giuseppe Piero Grillo e la Casaleggio Associati che gestisce il sito al risarcimento danni e alla rimozione della notizia falsa, dei relativi commenti e dei forum. «A tutt’oggi – va avanti Cicconi – malgrado la  diffida e l’intervento della magistratura competente (Giudice di Pace di Noto) – che ha assolto  Sgarbi dal reato di ingiuria nei confronti del querelante Vicard, ritenendo infatti provocatorio ed ingiurioso il comportamento di irrisione di Vicard stesso,  né Grillo e nè la società che gestiva (e gestisce ancora) il sito e il blog hanno provveduto alla cancellazione della falsa notizia e dei relativi commenti e né hanno provveduto al blocco dei dati personali che riguardavano Sgarbi contenuti nella notizia in questione, ancora oggi consultabile in versione informatica nel sito di Grillo e in quelli di YouTube e Google».

grillo-9-300x207

Beppe Grillo dopo un comizio elettorale a Tolentino durante la scorsa campagna elettorale

A questo punto Sgarbi, tramite il suo avvocato, ha deciso di ricorrere all’organismo di mediazione chiedendo anche la rimozione dei dati giudiziari contenuti nella notizia pubblicata quasi 3 anni fa. «La cosa più grave è che la ricerca  attraverso i motori Google ed altri, non direttamente legata all’articolo di Grillo, permette di trovare solo esiti processualmente favorevoli alla vertenza originata dalla querela del Vicard e favorevole a quanto scritto da Grillo nel suo blog (e cioè che la risata dello stesso Vicard non doveva essere considerata reato e, quindi, male avevano fatto le autorità ad allontanarlo) quando invece più di un giudice  ha ritenuto che l’atteggiamento di irrisione di Vicard avesse i requisiti di una vera e propria ingiuria contro Vittorio Sgarbi. Infine, il postdi Grillo non recava, in sé, la notizia -distinta e successiva- dell’assoluzione del mio cliente che, ancora oggi, è soggetto alla stigma derivante dai fatti occorsi durante il comizio del 31 maggio 2009 e alla continua riproposizione della falsa notizia che, al momento della sua pubblicazione poteva essere attuale, ma che oggi, a distanza di diversi anni, getta un intollerabile alone di discredito sul mio cliente, vittima di una vera e propria gogna mediatica, e ciò anche alla luce delle gravissime diffamazioni e falsità contenute nei commenti riportati nel  blog all’indomani della messa in rete del video». A questo punto Vittorio Sgarbi  nelle sedi giurisdizionali opportune per chiedere l’integrale risarcimento dei danni.

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X