La lirica entra nelle scuole
MACERATA OPERA - L'assessore Stefania Monteverde esprime apprezzamento per il progetto
“Il progetto di far entrare la lirica nelle scuole sta ottenendo buonissimi risultati. In questi giorni sono tanti i commenti positivi che sto ricevendo da parte degli studenti che hanno già avuto modo di incontrare il nuovo direttore artistico dello Sferisterio. L’idea di avvicinare i giovani all’opera lirica e di rendere più familiare il linguaggio del belcanto è un progetto vincente”.
A parlare è l’assessore alle Politiche scolastiche Stefania Monteverde, che condivide in pieno il progetto avviato dall’Associazione Sferisterio di dare un’ampia diffusione al cartellone della stagione lirica 2012 all’interno delle scuole del nostro territorio attraverso gli incontri con Francesco Micheli, cui è stato affidato il compito di interessare e coinvolgere gli studenti nel processo di contatto e di conoscenza della lirica.
“Diffondere la cultura musicale operistica tra le giovani generazioni – prosegue la Monteverde – e stimolare il loro approccio verso questa forma teatrale è una grande opportunità di crescita culturale e di ampliamento delle proprie conoscenze”.
Gli incontri del direttore artistico Francesco Micheli, dopo quello di oggi al Liceo linguistico e scientifico Gentile di San Ginesio, proseguiranno domani all’Istituto tecnico industriale Divini di San Severino, l’11 aprile agli istituti tecnici commerciali Antinori e Gentili di Camerino e Macerata, il giorno seguente al Liceo scientifico Gentili e all’Istituto professionale Rosa di Sarnano ed infine il 13 aprile all’Istituto servizi commerciali e per il turismo Bonifazi di Recanati.

Ma quanto sono scemi e disattenti i nostri studenti che, pur frequentando le scuole di Macerata, non sapevano che a Macerata c’è lo Sferisterio, che dentro lo Sferisterio ogni estate si fanno Opere Liriche, che anche la Lirica assieme ad altre forme musicali fa parte del nostro patrimonio culturale-artistico?!?!
Siamo stati tutti studenti quindi non è che gli apprezzamenti sono venuti poichè mille volte meglio “pocciarsi” una sbadigliosa lezione di Micheli, piuttosto che rischiare un interrogazione o un compito in classe in greco, ragioneria, francese e magari cappellare alla grande rimediando un butto voto????
Vogliamo scommettere che se domani, nelle scuole, invece che fare lezione e rischiare votacci si proponessero 4 ore di pronto soccorso presumibilmente l’interessa sarebbe uguale?
E sarebbe stato presumibilmente uguale se Micheli, invece dell’Opera, avesse intrattenuto gli studenti parlando più diffusamente delle drag queen…
E siamo stati tutti studenti pertanto poi, dopo la lezione di Micheli, ecco che si potrebbero “occupare” altre ore (saltando interrogazioni minate) facendo finta di voler approfondire un argomento di cui, in realtà, l’interesse è assai scarso….
.
.
.
.
(e basta, per pietà, con i comunicati autocelebrativi in cui si celebra l’aria fritta: siate cristallini e fateci vedere dell’Ass. Sferisterio i bilanci integrali degli anni passati e i contratti per il 2012)
un tempo nelle nostre campagne si strimpellavano e cantavano al contado le più belle arie della lirica. Ciò in particolare, in virtù del grandissimo Beniamino Gigli che amava spezzare l’arte del bel canto e della bella musica ai suoi amici pescatori e giocatori di bocce.
Uno dei motivi della crisi della lirica è la mancanza di cultura musicale degli italiani: nei programmi scolastici la musica è considerata ultima, dopo l’educazione fisica e la religione. La batte solo l’educazione civica, che dai programmi è sparita del tutto.
La conseguenza è che la maggioranza degli italiani considera noiosa la musica classica, non possedendo gli strumenti culturali necessari per apprezzarne e soprattutto per goderne la bellezza (e, per quanto riguarda l’educazione civica, non sa nulla di istituuzioni, senso civico, e altri consimili valori, relegati fra le “pallosità retoriche”).
Ben venga il tentativo di avvicinare gli studenti alla musica lirica, dunque.
Se molti dei ragazzi, come paventa Cerasi, sbadigliano o colgono l’occasione per schivare un compito in classe o un’interrogazione, magari ce ne sarà qualcuno che scoprirà il piacere della grande musica.
Fosse anche uno solo, non sarà stato tempo sprecato.
Comunque vorrei segnalare – essendovi coinvolto – il lavoro che senza molto clamore stanno svolgendo la Dante Alighieri e il Convitto Nazionale per realizzare un avvicinamento dei loro studenti alla musica lirica: fra mille difficoltà, scarsezza di fondi e con immenso spirito di sacrificio degli insegnanti, che in cambio praticamente di nulla si impegnano per offrire ai loro studenti, in barba alla miseria dei programmi, quello che la scuola in realtà dovrebbe sempre proporre: crescita culturale e consapevolezza, insieme alla scoperta della bellezza e del piacere che solo la vera arte sa offrire.