Prof di Unimc nella lista antisemita
La solidarietà dell’Anpi
Nei giorni scorsi il sito Holywar di ispirazione nazista e antisemita ha pubblicato degli elenchi di personalità accusate di essere “complici di Israele”. Sono 163 i docenti italiani finiti nell’elenco. Sono accusati di essere “sayanim” – cioè devoti – e di collaborare con i servizi segreti israeliani. Tra questi anche i quattro docenti dell’Università di Macerata Paola Magnarelli, Danielle Levy, David Nelken e Cesare Pinelli i quali presero posizione contro un episodio di antisemitismo avvenuto nel 2005, quando alcuni docenti ebrei furono rifiutati dagli atenei inglesi (leggi l’articolo). Ieri hanno espresso solidarietà nei loro confronti Barbara Pojaghi, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione e Luigi Lacchè, rettore dell’Università di Macerata.
Riceviamo anche una lettera aperta al Rettore, al corpo docente, agli studenti e agli operatori dell’Università di Macerata da Lorenzo Marconi, presidente del Comitato Anpi Macerata:
«Antifascismo ed antirazzismo non sono arnesi del passato ma l’indispensabile atteggiamento sociale, politico e culturale per allontanare i fantasmi del passato che da sempre vengono utilizzati come valvola di sfogo nei periodi di grave crisi sociale, politica ed economica come l’attuale. C’è sempre qualcuno che trova risorse e impensabili appoggi logistici oltre a quelli mediatici ed economici perché c’è chi pensa che in questo modo si possa indirizzare il risentimento sociale che non trova canali politici ed istituzionali adeguati per fronteggiare il timore e la paura di vedere deteriorarsi la propria condizione economica e sociale, di chi vede crollare o diventare sempre più residuali i propri valori e riferimenti.
E’ necessario che tutto ciò venga affrontato alla luce del sole e che lo si faccia richiamandosi con fermezza ai valori e soprattutto alle pratiche politiche ed istituzionali che dell’antifascismo e dell’antirazzismo facciano il perno essenziale. Siamo con l’Università di Macerata nel respingere la gravissima intimidazione perpetrata nei suoi confronti, non solo nei confronti di alcuni suoi docenti ma di tutta l’Università studenti e personale compresi. Noi dell’Anpi lo sappiamo bene, la violenza fisica e verbale non è mai fine a se stessa, si esprime e prospera perché trova sostegno e risorse in chi crede di avere l’interesse a scaricare la tensione sociale sui più deboli. Gli ebrei e lo straniero sono sempre state le vittime privilegiate, non solo nel nostro paese, come gli episodi della Danimarca e in ultimo della Francia dimostrano insieme alla miriade di fatti e misfatti quotidiani che non giungono agli onori della cronaca nazionale o internazionale ma che per milioni di persone costituiscono l’amaro calice quotidiano, spesso tra l’indifferenza dei più, della discriminazione e della colpevolizzazione a causa della loro fragilità economica, sociale e culturale. Al Rettore la nostra solidarietà e la disponibilità dell’Anpi ad essere al suo fianco nel rispondere con gli strumenti propri di questa istituzione, con lo studio, l’ approfondimento, la critica e la denuncia delle motivazioni e delle complicità che armano la mano dei soliti idioti»
