Principi (Pd) critica “Favia & Co”
“Attenzione ai sondaggi, sono inattendibili”

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Principi-Fabrizio

Fabrizio Principi

Le dichiarazioni dell’Idv e in particolare di David Favia che ha posto il suo veto sulla candidatura di Giulio Silenzi non sono state per niente gradite da Fabrizio Principi, delegato dell’Assemblea Provinciale e membro dell’Assemblea Regionale  del Pd che interviene:
« Ho assistito all’ ennesimo intervento dell’ IdV nelle dinamiche politiche civitanovesi e , francamente credo , come militante e dirigente del PD , che ora sia il caso di far notare come la misura stia velocemente colmandosi.
Non solo Favìa & Co, per altro totalmente avulsi dal contesto civitranovese, continuano ad interferire indebitamente in quelle che sono questioni interne al circolo del Partito Democratico locale ( e provinciale ) , ma lo fa addirittura salendo in cattedra per dare lezioni di trasparenza, cosa che nessuno , IdV in primis e l’ On. Favìa in secundis, hanno titolo per fare. La situazione politica della città presenta una serie di risvolti che andrebbero attentamente valutati nel merito. Su questo ci si confronti.
La ormai evidente frammentazione delle forze che hanno fin qui governato e le numerose problematiche irrisolte in anni di amministrazione di centrodestra, evidenziano la necessità di un dialogo tra tutte quelle forze politiche che intendano dare vita ad una alternativa forte e credibile nel governo della città, affinchè si giunga alla definizione di un programma amministrativo di alto profilo quale Civitanova Marche merita.
Alle luce di questo, non possono non apparire sterili e fuorvianti le polemiche dell’ IdV su una presunta ( e non in essere ) candidatura del segretario cittadino del PD, Giulio Silenzi.
Tali interventi denotano scarso rispetto nei confronti di una forza politica fortemente radicata in città, nonché una totale mancanza di riguardo nei confronti dei cittadini / elettori che sono interessati ad un programma organico che presenti soluzioni sollecite e proposte di ampio respiro piu’ che ad una sterile discussione sugli eventuali candidati.
Il PD nella sua interezza, non può accettare che uno strumento che gli appartiene in maniera indissolubile e che costituisce una sorta di “marchio di fabbrica” per il partito tutto, ovvero le primarie, sancite e regolamentate negli statuti nazionali e regionali del partito stesso, venga liquidato come “ mezzo per l’ affermazione del coordinatore del PD civitanovese”
L’ On Favìa si contraddice in termini affermando prima che una candidatura Silenzi spaccherebbe anche il PD e poi dicendo che eventuali primarie sarebbero una sorta di messa in scena in quanto al PD civitanovese basterebbe mobilitare i propri fedelissimi….
Come sono conciliabili le due affermazioni??
La verità sta nel fatto che uno strumento democratico come le primarie sono evidentemente non prive di incognite per chi è abituato alla politica dei “caminetti” dove i candidati prescindono da qualsivoglia tentativo di elaborare una parvenza di programma e sono solo espressione di equlibri politici, di accordi di potere e, (mi si consenta) anche di …..potrone.
Tutto questo non può che essere respinto con forza dal PD , nel suo livello territoriale e non solo dal circolo civitanovese.
Cosa che auspico vivamente da parte della segreteria provinciale del PD.
L’On Favìa si dice pronto ad incontrare anche subito Silenzi per parlare di programmi: ebbene lo faccia!
Questa è la strada maestra.
Però, sappia, l’ Onorevole Favìa, che la ricerca di un candidato in grado di rappresentare al meglio l’ eventuale programma, non può essere delegato né ai sondaggi, dimostratisi fin troppe volte inattendibili ( e lo stesso Silenzi ne sa qualcosa) , né agli aut-aut di una forza politica che intenda partecipare in modo costruttivo ad un progetto di rilancio di una tra le maggiori realtà della provincia.
Ancor di piu’, nessuno, nel panorama politico attuale, può ergersi a paladino di una trasparenza di maniera a mò del famoso curato di campagna che “..predicava la castità e …….disonorava la gloria “Nulla è piu’ trasparente che affidarsi alla volontà degli elettori!»



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