Raffaele Cantone: “La droga è il tesoro dei mafiosi”

Tanta gente per l'incontro con il magistrato-scrittore che da anni combatte la camorra: "La prevenzione è più importante della repressione, e questo tavolo tecnico che avete costituito a Macerata è una formula magica"
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Raffaele Cantone

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di Carmen Russo

(fotoservizio di Guido Picchio)

“Nessuno deve più avere scuse. Tutti devono sapere, capire e prevenire” è questo il motto dell’evento che si è svolto nella serata di ieri e che ha visto come ospite Raffaele Cantone per circa sedici anni componente di primo piano della Direzione Distrettuale Antimafia in Campania, sostituto Procuratore della Repubblica in prima fila nel contrasto alla camorra e protagonista di storici processi contro i clan dei casalesi. L’incontro-dibattito è stato organizzato all’ITC Gentili dal Dipartimento Dipendenze Patologiche di Macerata e Camerino diretto da Gianni Giuli, e dalle associazioni di volontariato “Con Nicola, oltre il deserto dell’indifferenza” dell’avvocato Giuseppe Bommarito e “La Rondinella” di Gaetano Angeletti. L’evento dal titolo “La camorra nelle sue recenti evoluzioni. La droga è una responsabilità di tutti” è una manifestazione che vede per la prima volta associazioni e istituzioni uscire  dall’ombra e pubblicamente muoversi  unite e decise per la lotta alle sostanze stupefacenti attraverso la prevenzione.

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Giuseppe Bommarito - Ass. "Con Nicola oltre il deserto..."

La preoccupazione e il grande impegno sono evidenziati  da presenze importanti in sala quali la Prefettura rappresentata dal viceprefetto Tiziana Tombesi, e la Procura della Repubblica con il Procuratore generale Mario Paciaroni. È la fotografia del tavolo tecnico che da mesi la Prefettura porta avanti per un’azione coordinata e di ampio raggio. I primi risultati positivi di questo sforzo sono dimostrati dalla grande partecipazione della gente a questo evento. Evento-tassello di un puzzle di iniziative le quali vogliono uscire dal perbenismo, che spesso stende un velo di silenzio, per urlare a gran voce il problema e raggiungere anche le orecchie più distratte.giuli-cantoneA scatenare la preoccupazione, a cui è seguita la presa di coscienza e quindi la istintiva ed istantanea costruzione di un vero e proprio “piano di guerra contro la droga” sono stati i dati statistici sulle persone indagate, i casi di overdose, le sostanze stupefacenti sequestrata, che nel giro di un anno, dal 2010 al 2011, sono raddoppiati nelle Marche e nella provincia di Macerata, in particolar modo nei comuni di Recanati, Porto Recanati, Matelica e Macerata. È stato indetto perciò un vero e proprio bombardamento di informazioni: <<Solo conoscendo gli effetti negativi della droga si può sensibilizzare a questi gravissimi fenomeni. C’è bisogno di parlare con i giovani, non bloccare la loro esuberanza, ma indirizzarla alla realizzazione dei loro progetti. Non bisogna dare motivi ai ragazzi per cercare di fuggire dalla realtà, ma farne apprezzare la bellezza.>> queste le parole, sincere e speranzose, del Procuratore di Macerata, Mario Paciaroni.

dibattito-antidroga-4-300x205A suggellare l’efficacia della prevenzione è stato lo stesso Raffaele Cantone, il quale “interrogato” su questioni postegli da Giuseppe Bommarito, ha avuto la possibilità di raccontare parte della sua storia per apportare significativi esempli della lotta antidroga e dunque, antimafia, perché non vi è l’uno senza l’altro. S è discusso dunque di cosa comportassero gli eclatanti arresti, il più recente quello del boss del clan camorristico dei Casalesi, e tutte le azioni di repressione nei confronti della mafia, principale detentrice dei mercati della droga e come egli stesso sostiene: <<La repressione è senza dubbio uno strumento efficace, si rischia però di innescare uno strano meccanismo. La mafia ha un’elevata capacità di riorganizzarsi in tempi rapidi e di raffinare le sue tecniche. Gli arresti sono vittorie di battaglie. Battaglie di una guerra che pare non avere una fine. L’unico modo per distruggere completamente la malavita è con il contributo che ognuno di noi può dare e il mezzo per farlo è l’informazione e la prevenzione. Prevenendo si evita di far acquistare la droga, che è il pane dei mafiosi. Trovo le iniziative che portate avanti una speciale formula magica, sta a tutti recitarla e diffonderla!>>.

dibattito-antidroga-3-300x205Altri temi sono stati affrontati, quali ad esempio il riciclaggio di denaro “sporco”: dove, come, da chi e perché viene reinvestito. Ed è emerso che il riciclaggio, e dunque l’acquisto di terreni, il potere sulle banche e su organizzazioni che operano a livello nazionale, è un modo che la mafia ha per stabilire un controllo sulla vita dei singoli cittadini, su tutti i fronti. Grazie ai cosiddetti “uomini cerniera”, gli insospettabili personaggi che legano illegalità ed legalità, la mafia ha la possibilità spadroneggiare e porsi, a volte,  addirittura come ente positivo che miete consensi con operazioni abili. <<Il reinvestire, ad esempio, in centri commerciali, che spuntano come funghi, è una strategia che fa quasi spavento per le conseguenze che portano all’interno di una società. “Grazie” alla mafia è possibile intraprendere attività commerciali, “grazie” alla mafia i lavori procedono senza intoppi, “grazie” alla mafia ci sono posti di lavoro. “Grazie” alla mafia i commercianti si sentono sicuri e protetti da ogni pericolo.  E tutto questo rende distorta l’idea del mafioso, che ha cambiato volto, non più psico-somaticamente “cattivo”, non più killer, ma imprenditore. – Sostiene ancora Cantone – Il mafioso in realtà è astuto e si preoccupa di come è visto dall’esterno. Non mi sono stupito del fatto che Zagaria avesse nel suo bunker i miei libri, “Solo per giustizia” e “I Gattopardi”: ha indubbiamente gusto! – ironizza – ed è interessato di cosa si sa di lui.>> La giusta conclusione è dunque combattere il fenomeno droga, e conseguentemete la  mafia, con piccoli –ma grandi- passi che possiamo fare tutti noi, nel quotidiano>>.dibattito-antidroga-10-300x216

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Gianni Giuli- Direttore DDP Macerata e Camerino

 



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