“Professioniste del furto”
fermate a Macerata
Erano ricercate in tutta Italia

Potrebbero far parte della banda che da qualche settimana sta razziando la provincia. Scoperte e arrestate in viale Indipendenza. In totale devono scontare 32 anni di carcere
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di Matteo Zallocco

Potrebbero essere parte integrante della banda che da qualche settimana sta razziando la provincia le due nomadi arrestate dalla polizia a Macerata. Silvana Jankovic, 31 anni, e Vera Graber, 21 anni, entrambe in evidente stato di gravidanza, sono state intercettate intorno alle 11 di ieri dalla Volante in viale Indipendenza. Era stata infatti segnalata la presenza di due donne in una palazzina. Alla vista degli agenti le due donne hanno cercato di allontanarsi repentinamente, gettando a terra un grosso giravite. Subito bloccate, sono state identificate risultando entrambe in Italia senza fissa dimora. Una verifica effettuata nella palazzina, ha consentito di appurare l’avvenuto furto in un appartamento al quarto piano dal quale, dopo la forzatura della porta di ingresso, erano stati sottratti svariati monili in oro, come da denuncia sporta successivamente negli uffici della polizia dal proprietario. La refurtiva non è stata trovata addosso alle due fermate.

Secondo gli inquirenti si tratta del modus operandi solitamente adottato in questi casi: il ladro si libera subito della refurtiva passandola a un complice che si dà alla fuga. Tuttavia, sussistendo elementi sufficienti e grazie anche alla testimonianza di alcuni cittadini, le due donne sono state portate in Questura. Successivamente, essendo entrambe sprovviste di documenti di identità, sono state fotosegnalate. È stato appurato che, gravate entrambe da numerosissimi precedenti penali in materia di reati contro il patrimonio specie per furto in abitazione, nel corso degli anni erano state fotosegnalate in decine di località, spesso perché coinvolte in furti e altri reati contro il patrimonio, dichiarando generalità differenti. Inoltre, il paziente controllo nella banca dati del Sistema Informativo Interforze sui precedenti dattiloscopici, ha consentito anche di rintracciare provvedimenti restrittivi emessi da diverse autorità giudiziarie sul territorio nazionale e non ancora eseguiti, tra cui due provvedimenti di esecuzione di pene concorrenti (cumulo di pene) emessi dalla Procura della Repubblica di Bologna per la Jankovic e dalle Procure della Repubblica di Venezia, Treviso, oltre che dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minori di Ancona, per la Graber, dovendo scontare un cumulo di pene pari rispettivamente a 21 anni e 7 mesi  e 11 anni e un mese di reclusione. Per questo le due donne sono state associate al carcere di Camerino. 



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