Manovra: Macerata riuscirà a salvarsi?

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loggia_mercantidi Mario Battistini

<Ma c’è una cosa, una, una soltanto, che va a genio ai comunisti? Fanno parte della maggioranza ma sono sempre contro l’Amministrazione. Come ai tempi di Prodi, contro il quale marciavano in piazza fino a farlo cadere. Dal Pdl, invece, arrivano richieste inconciliabili con la crisi che viviamo: nuovi parcheggi, ascensori, strade, piscine, palasport di nuova generazione e addirittura un campo sportivo per il rugby. E perché non anche un Palazzo del ghiaccio? Sembra di vivere sulla luna. E c’è anche qualche pidiellino che va ripetendo che Macerata è una città quasi preda della malavita. Si può sopportare una tale fesseria?>.

Così domenica mattina, sotto la Loggia dei Mercanti, è sbottata una signora che stava scorrendo visibilmente contrariata le cronache dei quotidiani locali. <Non so voi – si è poi rivolta ad alcuni dei presenti – ma io sono stufa di leggere la solita solfa di questa inadeguata casta politica che accusa il Comune di tutti i mali del mondo e che vorrebbe farci credere che Macerata è una città miserevole e  insicura. I giornali, vivaddio, provino ogni tanto a sollevarci il morale con notizie meno deprimenti>.

E’ difficile stabilire fino in fondo cosa sia la verità, ma è molto facile riconoscere una falsità, ripeteva Albert Einstein. Volendo sposare questo chiarissimo concetto, sembra realistico sostenere che i maceratesi non vivono in un luogo tutte rose e fiori, ma è mistificatorio attribuire alla loro città connotati assolutamente inventati e ingannevoli.

Vero è che l’Italia arretra pericolosamente in tutti i settori e che anche Macerata perde colpi, pur mantenendo elevato il suo indiscutibile livello culturale, un consolidato e riconosciuto senso civico e una buona qualità dei servizi primari. Per quanto tempo ancora non è dato sapere, visto il clima di degrado politico, economico, etico e morale che sta attanagliando l’intero Paese e che rischia di tramortire famiglie, aziende e enti locali, mai come in questa fase storica così fragili, tartassati e indifesi.

La signora che ha lanciato i suoi lamenti in piazza è una insegnante solitamente riservata, lontana mille miglia da partigianerie politiche o schieramenti ideologici. Ma in uno scatto di orgoglio – ha precisato lei stessa – si è sentita in dovere di prendere le distanze da chi lancia accuse inverosimili al capoluogo, nel quale niente funzionerebbe e nel quale starebbe addirittura mettendo radici la malavita organizzata. Magari con bande di stupratori, alcolisti e malfattori della peggiore risma. Il solleone estivo fa brutti scherzi. La critica è legittima e pure necessaria, ma se deborda nella faziosità (politica) rischia il ridicolo.

Ma andiamo al sodo: Macerata per quanto tempo ancora riuscirà a mantenere i suoi tradizionali livelli di vita? Questo è ciò che interessa davvero, il resto è solo chiacchiericcio. Per la cronaca, Macerata – ancora oggi – è ai vertici della graduatoria nazionale del viver bene, è anche la prima città della provincia per reddito pro-capite (24.089 euro) e seconda nelle Marche, superata solo da Ancona (25.153 euro). Non sono richiesti salti di gioia, ma solo una valutazione oggettiva di dati inoppugnabili.

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Tutti i Paesi del vecchio continente stanno lentamente uscendo dalla crisi degli ultimi mesi, ma l’Italia resta al palo. Conti sotto controllo? Sarà, ma ad aprile, ultimo rilevamento della Banca d’Italia, il debito pubblico è aumentato di 47,6 miliardi attestandosi a quota 1.890 miliardi di euro. Un dato che fa tremare i polsi ed è per questo che l’agenzia di rating Moody’s (non solo essa) ha sentenziato che il nostro Paese è a rischio di declassamento. A quanto pare, la cura da cavallo che il Governo ha imposto agli italiani non ha dato i frutti sperati. Anzi, la situazione è peggiorata. Sono stati erosi i risparmi delle famiglie, gli enti boccheggiano e molte aziende sono in fallimento. Secondo l’Istat un italiano su quattro è a rischio di povertà, vale a dire ben quindici milioni di persone. E i giovani? Per loro il futuro è drammatico. <Vadano ai mercati a scaricare le cassette della frutta>, è la ricetta consigliata dal ministro Brunetta. Commovente!

Fioriscono da nord a sud i cartelli <Si vende> e <Si affitta> su negozi, capannoni industriali, ristoranti e appartamenti. La sanità perde ovunque pezzi importanti. A Roma – la capitale! – hanno cessato di esistere diverse strutture di cura e ricovero e proprio in questi giorni sono state smantellate le sale chirurgiche del prestigioso Istituto Oftalmico, a due passi da S. Pietro. Ma non sono casi isolati. Gli ospedali in affanno sono numerosi in Italia. Organici di medici e infermieri ridotti all’osso, tecnologie per indagini scientifiche obsolete, reparti dimezzati e liste di attesa sempre più allungate. Anche il diritto alla salute registra incrinature preoccupanti. E sono in arrivo ticket al Pronto soccorso, per la diagnostica e la specialistica.

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Non va meglio per le scuole. Ovunque, tagli drastici di insegnanti (pagati tra l’altro una miseria) e aule ridotte a dei pollai con trenta e più ragazzi incassettati in pochi metri quadrati, con buona pace per la didattica e l’igiene. I precari protestano? Ma la smettano, ha tuonato ancora quel simpaticone di Brunetta: <Siete la parte peggiore del Paese>. E la migliore, signor ministro, qual è? Forse quella dei faccendieri e dei lobbisti? Quella degli speculatori che trasferiscono i miliardi nei paradisi fiscali? Quella di ministri arroganti e scrocconi che vanno alla partita con la scorta e gli aerei di Stato? O quella delle cricche e dei furbi che non pagano le tasse, che sfruttano i dipendenti o che traggono vantaggi dal lavoro in nero e dall’economia sommersa? Riferisce l’Agenzia La Presse che l’elusione e l’evasione fiscale hanno raggiunto il tetto dei 130 miliardi di euro. Una cifra spaventosa: quasi 260 mila miliardi di vecchie lire sottratti all’Erario e ai cittadini onesti! Paese senza vergogna il nostro, nel quale la pratica della corruzione e dell’affarismo sfrenato è la norma e nel quale una prestazione sessuale può rappresentare il lasciapassare per un dorato posto di lavoro o di potere. E’ truccato anche il campionato di calcio. E le sostanze dopanti infettano vari sport. Questa è l’Italia ai giorni nostri. Ne pagano le conseguenze i poveri cristi, sempre loro; per altri è una cuccagna.

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La crisi intanto non si placa. <Situazione molto grave per gli enti>, commenta Giulio Conti, uomo di destra dalla nascita. <Non si sa dove sbattere la testa>, aggiunge Romano Carancini, del centro sinistra. Nessuno si salva. Si piange anche nel ricco nord-est del Paese. Il <Corriere delle Alpi> – area del ‘’sacro prato’’ della Padania – rileva che i  Comuni del Veneto sono al collasso. Nella Valle Brentana – informa l’Eco di Bergamo – molti servizi pubblici sono stati ridotti o eliminati, in altri sono aumentati i balzelli fiscali locali. Si pensa da qualche parte di tenere spenta di notte l’illuminazione pubblica. Diversi imprenditori si sono tolti la vita perché ossessionati dall’idea di dover licenziare i propri dipendenti. C’è ben poco da stare allegri. Ma se il presente fa tristezza, il futuro è un salto nel buio. Soldi non ci sono e gli enti boccheggiano. <Più tasse se vogliamo mantenere tutti i servizi>, annunciano amministratori di destra e di sinistra. Come non bastasse, sono in arrivo altre cure dimagranti. Bollette più care per luce, rifiuti, gas, benzina, acqua, autostrade e trasporti. E cancellazioni di treni (anche in provincia), pedaggi più salati e forte stretta per le pensioni medio basse. Quelle alte sono salve. Intoccabili pure i privilegi dei manager e quelli dei parlamentari che all’indennità di base (la più alta d’Europa) aggiungono benefit sconosciuti in altre parti del mondo: assegni per i portaborse, sanità gratuita, ristoranti a Montecitorio a prezzi stracciati, tessera di libero accesso sugli aerei, sulle navi, sui traghetti, sui bus, sulle corriere, al cinema, nei teatri, negli stadi. Il <rivoluzionario> Fausto Bertinotti, al pari di tutti gli ex presidenti delle più alte istituzioni, non ha più incarichi ma usufruisce ancora della scorta. La cancelliera tedesca Angela Merkel viaggia su aerei di  linea e paga il biglietto. Il premier inglese David Cameron gira per Londra in bicicletta, senza nessuno al seguito.

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Con questi chiari di luna anche Macerata e la provincia potrebbero molto presto dover fare i conti con situazioni quanto meno imbarazzanti. Le sforbiciate del Governo sono state micidiali. I bilanci pubblici sono in larga misura assorbiti dalla spesa per i dipendenti, mentre resta ben poco per gli investimenti, con la quasi certezza che non potranno veder la luce molti dei programmi annunciati. Dappertutto, non solo a Macerata. <Non è possibile vivere in un Paese senza regole e con tante disparità>, ha replicato a ‘’Otto e mezzo’’ Lilli Gruber al direttore di ‘’Libero’’ Maurizio Belpietro, il quale minimizzava lo scandalo della P4 dal quale non emergerebbero fatti di rilevanza penale. <Penali o no – ha aggiunto la Gruber – sono vicende gravissime. Tutta la melma che sta venendo a galla non è rassicurante per il nostro Paese. Tu dici, caro Belpietro, che così fan tutti. Ma non è vero. Io sono indignata, come milioni di italiani. E temo che i giovani arriveranno prima o poi armati di forconi…>.

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Clima pesantissimo, dunque, ma è falso sostenere per interessi di bottega (politica) che da noi nulla funziona e che di colpo in questa città si sono addirittura ridotti gli argini della sicurezza. E’ vero invece che i servizi pubblici sono tuttora sufficientemente attivi (speriamo anche nel prossimo futuro, ma non siamo granchè ottimisti) e che la sicurezza, da sempre, non è un problema per il capoluogo. Va comunque ricordato che è di competenza delle Forze dell’ordine e non dei Comuni la sorveglianza del territorio. I sindaci sono amministratori della cosa pubblica e non sceriffi con la stella al petto. Certo, i controlli sarebbero ovunque più capillari se migliaia dei bravissimi nostri poliziotti, finanzieri e carabinieri fossero maggiormente impegnati per le strade e non per fare la guardia alle faraoniche ville dei Soliti Noti. Sempre in tema di sicurezza, piano comunque con le parole in libertà. Potrebbe spingere qualche testa calda a compiere scorribande delittuose il messaggio falsificato di una Macerata indifesa e fertile terreno della malavita. Signori politici, più serietà.



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