La Gelmini a Palazzo Buonaccorsi
Fuori la protesta degli studenti

Il Ministro, proveniente da Cingoli al fianco di Franco Capponi, ha incontrato i Rettori delle Università di Macerata e Camerino: "Non vogliamo privatizzare ma rafforzare gli Atenei"
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Il Ministro Gelmini con Franco Capponi

di Alessandra Pierini
e Lucia Paciaroni

Macerata, sede di una storica Università e quel trionfo artistico che è Palazzo Buonaccorsi hanno ospitato questa mattina l’arrivo del Ministro Maria Stella Gelmini. Se anche la provincia è stata in questi giorni teatro dell’arrivo di numerosi big della politica, e i ministri non sono certamente mancati, l’arrivo della Gelmini è stato quello che più ha creato attesa e trepidazione in città. Fino all’ultimo c’è stato massimo riserbo su ora e luogo dell’arrivo del Ministro da Cingoli, dove ha incontrato i parlamentari marchigiani e il sindaco Filippo Saltamartini, tanto che persino i Rettori degli atenei di Camerino e Macerata, fino all’ultimo non hanno avuto conferma dell’appuntamento. Intanto le voci si sono rincorse in città e un gruppo di studenti, 80 secondo la Questura, si sono dati appuntamento per protestare contro la riforma proposta dal Ministro ormai diventata legge, e cercare di bloccare l’entrata di Palazzo Buonaccorsi .

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La Gelmini è stata accolta all’ingresso posteriore di Palazzo Buonaccorsi da tanti esponenti dal Pdl e ha visitato il Museo della Carrozza per poi incontrare rappresentanti del mondo della scuola e dell’università in una delle splendide sale del piano nobile. Intanto fuori dall’altro ingresso le Forze dell’Ordine hanno tenuto a bada la protesta di Officina Universitaria e Movimento Studenti. Gli slogan urlati dai protestanti (in bella mostra lo striscione “Macerata rifiuta la Gelmini”) vertono sui temi a lungo affrontati anche prima della riforma, chiedono diritti, democrazia e niente tagli. «La Gelmini è costretta a muoversi in clandestinità – hanno detto – nessuna università la vuole più». Il ministro si trovava intanto in una delle sale dall’altra parte del palazzo e probabilmente non ha neanche sentito le voci della protesta. Davanti a lei, seduti in prima fila Luigi Lacchè e Fulvio Esposito che si sono poi intrattenuti a parlare col Ministro in separata sede al termine dell’incontro ufficiale. Franco Capponi, seduto al fianco della Gelmini,, ha approfittato degli interventi dei dirigenti del suo partito per rapportarsi direttamente col Ministro e presentarle, sottovoce, la situazione.

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Dopo gli interventi di saluto dei coordinatori del Pdl  Mario Lattanzi e Remigio Ceroni e dei senatori Salvatore Piscitelli  e Filippo Saltamartini è stata la volta dell’assessore Marco Blunno, in rappresentanza dell’amministrazione comunale di Macerata che ha invitato Maria Stella Gelmini a tornare per visitare lo Sferisterio durante la stagione di opera.
A questo punto Franco Capponi, candidato presidente alla Provincia di Macerata, ha spiegato l’intento dell’accordo di programma tra le università di Macerata e Camerino, da lui firmato quando era Presidente della Provincia di Macerata e ha fatto un appello al Ministro: «Noi siamo una piccola realtà e non abbiamo imprese tanto grandi che possano permettersi di fare ricerca, abbiamo bisogno di due atenei capaci, uno umanistico, l’altro tecnologico e scientifico che lavorino in sinergia. Non volevamo tagliare nulla ma rafforzare. Ti chiedo quindi di rassicurare che non c’è volontà di chiudere nulla ma di valorizzare e rafforzare».

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Il Ministro Gelmini ha risposto solo al termine del suo intervento: «Io faccio solo promesse che posso mantenere e il nostro indirizzo è quello di rispettare l’obiettivo della competitività delle nostre università, evitando la moltiplicazione dei corsi. Ritengo che l’accordo fatto sia stato anticipatore dei contenuti della riforma e va verso quella sintonia che noi auspichiamo».
La Gelmini ha poi descritto nei dettagli i contenuti della riforma che deve ancora essere attuata: «Non vogliamo privatizzare ma vogliamo fare in modo che l’università si rafforzi e possa competere di piùe meglio. Per questo ci sono il credito d’imposta per il 90% alle aziende che si affidano all’università per fare ricerca e il fondo per il merito che permette agli studenti meritevoli ma privi di mezzi per studiare. Grazie al piano di razionalizzazione, abbiamo garantito 60.000 nuovi posti di lavoro tra insegnanti e personale tecnico amministrativo di cui 2 mila posti spetteranno alle Marche. Le polemiche poco nobili nei confronti della riforma lasciano il tempo che trovano mentre grande deve essere la gratitudine verso chi opera in condizioni difficili e a favore degli studenti ».

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Intanto gli studenti hanno atteso l’uscita della Gelmini e l’hanno accompagnata con cori tutt’altro che benevoli poi hanno raggiunto il Rettorato dove hanno appeso i loro striscioni. La protesta si è fermata davanti al Palazzo Comunale dove si sono recati a chiedere spiegazioni: «Perché la Gelmini è stata ospitata in un immobile di proprietà del Comune e perché non in una sede universitaria?».

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