Fotovoltaico a Boschetto Ricci
Legambiente dice “no”
E spunta un testamento

Per la prima volte nelle Marche l'associazione ambientalista si schiera contro l'installazione dei pannelli solari. Intanto gli oppositori portano alla luce un atto del marchese Teodoro Ciccolini che, al momento della donazione del terreno all'Ordine di Malta, aveva imposto il divieto di alienazione o affitto
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di Alessandra Pierini

Legambiente dice “No” ad un impianto fotovoltaico a Boschetto Ricci, tra Sforzacosta, Pollenza e Consalvi.  E’ la prima volta che Legambiente interviene nelle Marche per esprimere la sua contrarietà al fotovoltaico e  decide di farlo proprio per il maxi impianto che potrebbe sorgere all’interno delle proprietà del Sovrano Ordine di Malta e per il quale la  Nereo Marche Energia srl di Roma ha presentato istanza di assoggettamento a VIA. E’ Gianfranco Borgani della Segreteria regionale di Legambiente  a spiegare le ragioni del no: «Finora non abbiamo mai detto no al fotovoltaico, pur masticando ogni tanto amaro perché siamo consapevoli che se vogliamo superare il petrolio ed evitare il nucleare, dovremo sacrificare qualcosa purchè il sacrificio sia accettabile e il progetto sostenibile. Questo progetto però è indecente e il Comune di Macerata dovrebbe dichiararlo irricevibile per la mancanza di una previsione del rapporto tra costi e benefici, non solo in termini monetari ma anche socio-economici. Inoltre ritengo che chi presenta una richiesta deve avere titolo per farlo. E’il nostro primo no nelle Marche e ci costa molto ma lo diciamo a chi vuole fare l’ecofurbo».

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Gianfranco Borgani

Lunedì prossimo scadranno i termini per presentare alla Provincia di Macerata le osservazioni in merito al progetto. Oltre a Legambiente, presenteranno degli atti anche Marta Massetani del Coordinamento Regionale per la Tutela del Paesaggio e i residenti di Boschetto Ricci e di Sforzacosta che nel frattempo hanno costituito il Comitato Pro Boschetto e raccolto quasi 500 firme. «La domanda presentata – spiega Marta Massetani – presenta una drammatica carenza di rappresentazione progettuale. Parliamo di 2 ettari e mezzo di superficie dedicata a centrali, di 4000 metri cubi di costruzioni, tralicci alti più di 6 metri. Inoltre non è stato fatto nessun calcolo su quanta anidride carbonica si va a risparmiare occupando ben 50 ettari di terreno. Nel 2011 la Regione Marche avrà raggiunto una produzione di energia pulita doppia rispetto agli obiettivi posti da Europa 2020 e nella provincia di Macerata avremo 100 Megawatt di potenza installata quindi un terzo della produzione regionale. Non vedo in questo progetto nessun beneficio» .
Dello stesso avviso anche Giorgio Messi del Comitato Pro Boschetto: «Nella relazione presentata alla provincia il richiedente fa riferimento al deficit energetico della regione che è invece completamente superato. Inoltre si dice addirittura che il progetto è leggermente migliorativo del territorio quando il paesaggio e molti altri aspetti ne verrebbero invece irrimediabilmente compromessi. Per finire è prevista una centrale elettrica a 50 metri dalle abitazioni, nonostante i gravi danni che essa può avere sulla salute dei residenti».

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Anche Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, ex consigliere provinciale de La Destra e residente a Sforzacosta, si è schierato contro la costruzione dell’impianto: «Pur ammettendo che il progetto fosse a norma, non l’avrei accettato perché oggettivamente contrario al concetto di bello che caratterizzail nostro paesaggio ed è una risorsa per il territorio. Immaginate Dustin Hoffman a promuovere le Marche mentre cammina tra i pannelli solari. Ci vuole una presa di posizione politica».
Tante voci  si sono levate in questi mesi per dire no al fotovoltaico a Boschetto Ricci, ma la più autorevole e rappresentativa è una voce del passato. L’associazione Maceratiamo, scavando nel passato della Villa Ciccolini Ricci che si trova a Boschetto Ricci , ha ritrovato il testamento di Teodoro Ciccolini che donò i suoi averi al Sovrano ordine di Malta. Nell’atto si legge: «L’erede Ordine di Malta non potrà né alienare, né affittare la tenuta detta del Boschetto Ricci, la cui amministrazione farà capo al Gran Magistero – che dovrà delegare alla sua conduzione un cavaliere dell’Ordine – che abbia capacità amministrative e tecniche. Faccio obbligo che al detto mio Erede di destinare – la villa e le rendite della tenuta – dopo aver provveduto alla sua amministrazione e miglioramenti – allo scopo di beneficenza consistente nell’ accogliere e mantenere, temporaneamente o continuamente, quei Cavalieri dell’Ordine professi – o di onore e devozione che per ragioni di età, di deperimento fisico o per avversità finanziarie indipendenti dalla loro volontà, venissero a trovarsi in condizione non consone al loro nome, alle loro tradizioni.

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La scelta e destinazione dei Cavalieri che dovranno beneficiare della mia istituzione – che prenderà il nome di Casa di Risposo dei Cav.del S.M.O. di Malta – Boschetto Ricci sarà di esclusiva pertinenza di S.A.R. il Sovrano in carica.

La villa, che dovrà conservare l’impronta di signorilità – in cui spero sarà trovata – non potrà assolutamente essere adibita ad uso di Istituto – Scuola – Ospedale _ Tubercolosario e simili, ma solo ed esclusivamente all’uso sopra indicato  (…) L’Erede non potrà alienare appezzamenti di terreno che facciano parte della tenuta.

E’ fatto obbligo all’Ordine di Malta di curare nel miglior modo possibile il benessere dei Coloni Mezzadri e di seguire i progressi della scienza per il progressivo miglioramento della tenuta – continuando l’opera da me iniziata.»

Certo Teodoro Ciccolini non poteva prevedere in alcun modo un impianto fotovoltaico ma le sue parole fanno ben intendere che mai e poi mai sarebbe stato d’accordo.

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Ecco come potrebbe apparire BoschettoRicci dopo l’installazione dei pannelli



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