35 VOLTE NO AL SUAP GIORGINI

IL VOTO PIU' ATTESO - In Consiglio polemiche ma anche una collaborazione costruttiva per chiudere un capitolo importante per la città
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L’intervento di Bruno Mandrelli (Pd)

di Alessandra Pierini

Con 35 voti favorevoli alla delibera di non approvazione della variante parziale al Piano Regolatore richiesta dalle ditte Giorgini Claudio & C. snc e Industrie Giorgini srl si è conclusa una vicenda che, pur essendo approdata in Consiglio Comunale dopo 3 anni dall’inizio dell’iter, ha tenuto banco e scaldato gli animi per mesi. Si è astenuto Uliano Salvatori (Pdl), assenti Narciso Ricotta (Pd), Deborah Pantana (Pdl), Anna Menghi (Comitato Menghi) e Stefano Blanchi (Pdci).
Dopo la lunga discussione che ha visto i consiglieri protagonisti in interventi  appassionati e orientati ad affermare una svolta nella progettazione dello sviluppo cittadino, il Suap Giorgini che era stato fino ad oggi il motore di conflitti, diatribe, scontri dialettici e politici, ha messo invece tutti d’accordo tanto che, per la prima volta dall’inizio di questa amministrazione, il Consiglio si è concluso in un clima di collaborazione sottolineato dallo stesso presidente del consiglio Romano Mari (Pd) che si è congratulato, magnanimo e sorridente «Quando abbiamo la volontà di fare qualcosa per la città ci riusciamo

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Fabio Pistarelli, capogruppo del Pdl

Determinante l’apporto di Giorgio Ballesi (Lista Ballesi) che si è messo al servizio del Consiglio con osservazioni e suggerimenti, frutto dell’esperienza. E’ stato piacevole vedere per la prima volta i “legali” presenti in Consiglio confrontarsi serenamente, in cerchio, per trovare la soluzione migliore per il bene pubblico. Mandrelli (Pd), Carbonari (Pdl) e lo stesso Carancini hanno abbandonato per qualche importante momento il loro ruolo e hanno messo sinceramente a disposizione le loro competenze per raggiungere degli obiettivi comuni, il primo è quello di evitare l’insediamento di un’azienda insalubre e volumetricamente rilevante in un’area vicina all’Abbazia di San Claudio e già segnata da interventi edilizi significativi, il secondo è quello di rendere inattaccabile la delibera in caso di un’eventuale e molto probabile ricorso dei richiedenti al Tar.

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Il sindaco Romano Carancini

Il Consiglio si è aperto con la mozione d’ordine del consigliere Conti che avrebbe voluto chiedere spiegazioni sulle motivazioni che hanno spinto Gabriella Ciarlantini (Verdi) ad uscire ieri dall’aula durante il minuto di silenzio per gli alpini morti in Afghanistan ma è stato interrotto dal presidente del Consiglio Romano Mari che ha ritenuto non rientrasse nei canoni delle mozioni d’ordine. La discussione è stata quindi ripresa da dove era stata interrotta.

Il Suap  Giorgini è finalmente il tema protagonista e a questo punto, sciolto il ghiaccio, in molti hanno qualcosa da dire ma il clima è apparentemente più sereno. Ha iniziato Romeo Renis (Pd) che ha augurato l’inizio di un nuovo percorso di urbanistica partecipata: «La posizione del Pd è stata chiara dallla conferenza stampa di luglio, il resto è solo gossip.»

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Uliano Salvatori (Pdl)

Carlini (Pensare Macerata) ha invece attaccato la minoranza: «A forza di sentire gli interventi dell’opposizione mi sto convincendo che sia una santa opposizione, invece ha le sue responsabilità.»

Tacconi (Udc) ha condannato la contrarietà in assoluto agli insediamenti industriali, legati a nuove opportunità di lavoro: «Cari comunisti – ha detto rivolgendosi alla maggioranza – voi non parlate più per la classe operaia, io ho tanta voglia di dire sì alla Giorgini ma non voglio passare da fesso.» Ha parlato di schizofrenia e contraddizioni Fabio Pistarelli (Pdl), richiamando anche le posizioni assunte da molti consiglieri e dallo stesso sindaco durante la scorsa amministrazione: «Questa vicenda si concluderà con un disastro amministrativo che lascerà tutti vinti. Le motivazioni proposte fanno acqua da tutte le parti, non si tutelerà l’ambiente, non si è difesa la trasparenza amministrativa e tutto si è svolto al contrario di ciò che prevede il Suap.»

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Mauro Compagnucci e Luigi Carelli (Pd)

I fantasmi del passato tornano a galla nell’ intervento di Borgiani: «Siamo di fronte ad una speculazione edilizia, come è accaduto ai tempi della costruzione del Seminario o dei Salesiani» subito ripreso dai componenti della minoranza che l’hanno pungolato insistendo «Tu dov’eri?»

Di passato parla anche Massimiliano Bianchini (Pensare Macerata): «Questo giochetto del rimpallo tra vecchio e nuovo non potrà continuare a lungo, chi fa politica deve prendersi delle responsabilità. Io dico le stesse cose dal 2008 ed ero contrario alla Giorgini già da allora. Dobbiamo superare discussioni sterili per parlare di cosa vogliamo fare per lo sviluppo di Macerata. Auspico un dibattito alto, anche con consigli comunali aperti perché abbiamo bisogno di discutere e riflettere sulla nostra città.»

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L’intervento di Michele Lattanzi (Comunisti Italiani)

Michele Lattanzi (Pdci) e Andrea Netti (Pd) hanno sottolineato come il no alla Giorgini fosse scontato e come invece fosse importante fare un percorso per arrivarci. «Nel Pd – ha spiegato Netti – si è aperto un dibattito aspro e acceso al termine del quale abbiamo deciso di appoggiare il Sindaco. Dall’altra parte, in particolare dal Pdl, non abbiamo saputo niente e questa è per noi una vittoria politica.» Sono intervenuti anche Pierfrancesco Castiglioni (Pdl) e Uliano Salvatori (Pdl) che, oltre ad evidenziare l’assenza del capogruppo del Pd Ricotta, hanno ribadito che la questione doveva essere descritta prima in Consiglio.

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Massimo Pizzichini

A questo punto il sindaco Romano Carancini con un intervento duro e nel quasi assoluto silenzio, ha risposto a tutti: «Chi dice che, da capogruppo, ero d’accordo col Suap Giorgini fa disinformazione, non ho mai fatto una sola dichiarazione favorevole. Per 10 anni ho difeso il mio sindaco, con lealtà, fedeltà e condivisione, pur consapevole degli errori.» Ha poi continuato accusando l’opposizione: «Siete degli ignavi politici, neanche stasera avete chiarito la vostra posizione. Noi abbiamo avuto dei contrasti e non ci vergognamo per questo. Quella di ragionare di tattica è una scelta politica ma su determinate questioni dovevate avere il coraggio di opporvi. Dovete essere orgogliosi di questa scelta che abbiamo fatto e che darà una direzione alla città.»

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Fabrizio Nascimbeni (Macerata è nel cuore) parla con gli esponenti del Pdl

La risposta arriva immediatamente e con veemenza da Fabio Pistarelli (Pdl): «Sono 4 mesi che ci impedite di dire quello che pensiamo, questa è una delibera di compromesso che fa acqua da tutte le parti» Questa volta è Mandrelli (Pd) a rivolgersi alla minoranza: «Perché non avete approfittato del rinvio per proporre e irrobustire questa delibera anziché attendere per criticare?»
Sono gli emendamenti, presentati da Fabrizio Nascimbeni (Macerata nel cuore) per estendere l’area di non edificabilità anche in considerazione della presenza di reperti archeologici di indubbio valore e di una evidenza storica come l’Abbazia di San Claudio e da  Andrea Netti (Pd) per sottolineare l’incapacità economica e finanziaria del proponente a realizzare quanto richiesto , a creare un vero e proprio gruppo di lavoro, volto a stabilire la migliore formulazione  degli stessi tanto che il consiglieri Netti ha ritirato il suo emendamento, ritenuto dai più esperti attaccabile.

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Gabriella Ciarlantini (Verdi)

Interessanti anche le dichiarazioni di voto di Gabriella Ciarlantini (Verdi) che ha sottolineato l’importanza di questa battaglia per la tutela del territorio Ciarlantini: ( “La scelta di questa Amministrazione di prendere una posizione  chiara sin dall’inizio sulla Giorgini è una scelta forte e lungimirante dimostrando che sta davvero iniziando una nuova storia”) e  ha espresso solidarietà anche alla battaglia per l’acqua pubblica, di Guido Garufi (Idv) che ha identificato la Giorgini come un simbolo, di Pierpaolo Tartabini (Sinistra per Macerata) che ha ringraziato i Comitati che hanno contribuito a dar vita alla riflessione, di Riccardo Sacchi (Pdl) «il nostro parere non è stato espresso né sui giornali né sui siti internet ma voteremo a favore della delibera, pur essendo contrari a questo ambientalismo ad orologeria e ai testa coda della maggioranza».

Quindi Pizzichini (Udc): “Non c’è continuità amministrativa e di questi argomenti bisogna parlarne nelle sedi preposte, le Commissioni e il Consiglio. Siamo favorevoli alle industrie ma non a quelle come questa che non portano occupazione”.

Carlini (Pensare Macerata): “E’ vero che si decide solo in Consiglio e Commissione ma dobbiamo essere meno autoreferenziali, accettare le critiche degli osservatori e rivolgerci alla città attraverso note e quant’altro. Questa delibera deve rappresentare  l’inizio di una nuova politica urbanistica, di una nuova storia”.

E Nascimbeni (Macerata è nel cuore): “Voto favorevole perchè abbiamo una visione di quell’area che non collide con l’insediamento di nessuna azienda. Crediamo sia un punto di svolta per un nuovo modo di intendere l’urbanistica”.

Si chiude un capitolo della storia cittadina ma la sensazione è che sia solo un’introduzione di tante pagine da scrivere.

(Foto di Guido Picchio)

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Giorgio Ballesi

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Pierfrancesco Castiglioni (Pdl)



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