Si torna a votare o rientra Capponi
Decisione definitiva il 15 ottobre

Le speranze del centrodestra legate al Consiglio di Stato
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Un momento della conferenza di questa mattina

di Alessandra Pierini

Ci vorrebbe Azzeccagarbugli per capire esattamente cosa succederà alla Provincia di Macerata dopo il ricorso presentato da Franco Capponi e dai suoi in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le elezioni. La situazione era già bizzarra in origine ma ora si complica ulteriormente con ricorsi e ipotesi sulle eventuali risposte dei giudici agli stessi. Per chiarire il  ricorso alla sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le elezioni provinciali 2009 e per illustrare la situazione della società partecipata Acom di Montecosaro che, attiva nel campo della ricerca farmacologica e diagnostica nella medicina antitumorale, produce anche farmaci da positrone il Pdl maceratese ha organizzato una conferenza stampa che ha visto la presenza dei vertici provinciali del partito e degli alleati di Lega Nord e de La Destra.
«Da mesi non abbiamo un potere sovra comunale – ha esordito Mario Lattanzi, coordinatore provinciale del Pdl – ora cercheremo almeno di evitare un’elezione dannosa per il territorio.»
L’ex Presidente della Provincia Franco Capponi ripercorre le tappe della vicenda: «Tutto è provocato da un corto circuito all’interno del centro sinistra  che ha prodotto delle divisioni interne per poi andare a colpire anche gli organi giudicanti che hanno annullato una sentenza netta del Tar.»

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Franco Capponi

Come già detto per ora Franco Capponi e i suoi hanno presentato un unico ricorso : «Secondo noi c’è un vizio di mancata comunicazione ad alcuni consiglieri ai quali non è stato notificato l’atto di appello. Si tratta quindi dell’opposizione di terzi prevista dal codice amministrativo entrato in vigore il 16 settembre e gli opponenti sono due consiglieri che, per la mancata notifica dell’atto di appello, non hanno potuto partecipare al giudizio.»
A questo punto se il Consiglio di Stato riconoscerà che la sentenza è nulla perché emessa in assenza del contraddittorio di almeno due interessati potrebbero essere due le opzioni: la prima è che l’appello della Lam sia dichiarato inammissibile per mancata tempestiva notifica, verrebbe allora confermata la sentenza del Tar che aveva escluso la Lam; la seconda è invece che il giudice ritenga possibile l’integrazione successiva del contraddittorio e allora si tornerà a discutere la questione nel merito. A questo punto entrerebbe in gioco la sentenza della Corte costituzionale, emessa nel frattempo, che prevede che avrebbe permesso alla Lam  di impugnare gli atti del procedimento elettorale,  anteriormente alla proclamazione degli eletti.

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Fabio Pistarelli, Franco Capponi, Mario Lattanzi e Francesco Massi

«Abbiamo già chiesto la sospensiva dell’esecutività della sentenza che verrà discussa al Consiglio di Stato a Roma  il 15 ottobre – spiega ancora Capponi –  se fosse accolta saremmo reinsediati, se invece il Consiglio di stato decidesse di riunire la discussione della sospensiva al merito la sentenza potrebbe essere emessa entro l’anno. Se sarà accolta la sospensiva, si può correre il rischio che siano indette nuove elezioni e poi i risultati siano annullati perchè la sentenza sarà favorevole agli opponenti ma pensiamo che il Consiglio di stato terrà conto di questo aspetto.”
Se invece il ricorso non fosse accolto sono già pronti la revocazione ed il ricorso alle sezioni unite della Corte di cassazione che potrebbero essere depositati in un secondo momento.
«Quello che è successo insiste Capponi – rischia di distruggere l’etica della politica . Noi non vogliamo ribaltare nulla ma mantenere le cose com’erano. Intanto il Pd potrebbe reimbarcare la Lam oltre a 12 o 13 forze politiche: dovranno dividere gli assessorati in due per poter accontentare tutti.»
Anche Francesco Massi, consigliere regionale, dice la sua: «in regione si sta discutendo di temi importanti quali la programmazione delle fiere e della scuola. Nella latitanza del Comune di Macerata, la vacanza della Provincia è molto dannosa.»

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Enzo Marangoni, Francesco Acquaroli e Fabio Pistarelli

Capponi ha poi continuato parlando delle sorti dell’Acom: «La legge ci impone di cedere entro dicembre le quote dell’Acom. Noi siamo entrati a fine 2009 e abbiamo trovato una situazione aberrante poiché gli enti soci si sono divisi gli utili dell’azienda che lavora su ricerca e innovazione, indebitandola. Otto mesi fa abbiamo chiesto alla Regione la disponibilità ad acquistare le quote Acom che aveva anche urgenza di essere ricapitalizzata. Non abbiamo avuto risposte. Ora si dicono disponibili ma la disponibilità non basta, ci sono dei tempi da rispettare. La Regione ha assunto una posizione ambigua ed inerte ed è schizofrenico quanto è stato detto in questi giorni»
Sul tema è intervenuto anche Fabio Pistarelli: «L’intuizione di sauro Pigliapoco ci ha portato avanti ma ora la Regione deve entrare in Acom entro i termini di legge. Entro dicembre va fatta la trasformazione, è un obbligo di legge. Se così non fosse rischiamo di diventare soci inerti di una spa, posizione niente affatto semplice da gestire. »

Presenti anche i consiglieri regionali  Francesco Acquaroli del Pdl ed Enzo Marangoni della Lega Nord e il coordinatore provinciale de La Destra Pierpaolo Simonelli Paccacerqua.

(Foto di Guido Picchio)



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