Ultimatum di Gentilucci a Capponi:
“Tre giorni per trovare l’accordo”

SENTENZA L.A.M. - In Provincia si tenta di evitare le nuove elezioni
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Luigi Gentilucci e Franco Capponi

di Matteo Zallocco

“Nel corso della conferenza stampa di venerdì scioglieremo i nodi e comunicheremo la nostra decisione”. Parole di Luigi Gentilucci, leader della L.A.M, che in questo modo dà un ultimatum alla Provincia. “Le trattative dovevano essere chiuse già oggi – commenta il sindaco di Pieve Torina – ma nessuno dei vertici provinciali mi ha contattato. Auspico che ci sia un incontro a breve, sottoporremo all’attenzione dell’Amministrazione Capponi diversi punti e se saranno accolti la Lam potrà rinunciare all’applicazione della sentenza, solo coloro che hanno iterposto il ricorso possono farlo. Intant, appena arriverà, la spediremo a tutti gli organi competenti”.
Ma cosa chiede la Lam? “A nostro parere non c’è stata assolutamente attenzione da parte della Provincia nei confronti dei Comuni montani, dal parere negativo sulla realizzazione di una centralina a Biogas all’accordo tra gli Atenei che penalizza fortemente l’Università di Camerino. Bisogna anche rivedere la conduzione del Gal che dovrebbe essere affidato non ad un funzionario ma ad un politico eletto dalla gente. Capponi sostiene che da parte sua c’è attenzione veso i Comuni montani, io non l’ho proprio vista. Chi coordina l’area vasta inoltre deve avere la capacità di ascolatre tutti i Comuni e le proprie esigenze e questo non è avvenuto con Macerata per la problematica sui rifiuti e con Civitanova sul problema dei vongolari, giusto per citare i due Comuni più grandi”.

Intanto si è  svolta regolarmente questa mattina la prevista seduta settimanale della Giunta provinciale di Macerata, già convocata da diversi giorni con un nutrito ordine del giorno. L’ha presieduta il presidente Franco Capponi, rientrato la scorsa notte dal viaggio interistituzionale in Cina. La seduta è iniziata alle 10 con l’assistenza del segretario generale Silvano Marchegiani. Erano presenti tutti gli assessori.

“In mancanza di ogni comunicazione circa la sentenza del Consiglio di Stato e soprattutto in mancanza di atti giuridicamente efficaci della competente autorità governativa a cui eventualmente spetta dichiarare la cessazione degli organi democraticamente eletti, abbiamo il dovere di andare avanti nel nostro lavoro nell’interesse di tutta la comunità provinciale che rappresentiamo”. Così ha detto il presidente Capponi agli assessori nell’aprire stamane i lavori della Giunta.

Lo stesso Segretario generale Marchegiani ha chiarito che anche dal momento in cui la sentenza di accoglimento dell’appello della lista LAM risulti esecutiva, le funzioni degli organi provinciali (Presidente, Giunta e Consiglio) non cessano automaticamente, ma occorre che a seguito del provvedimento dell’autorità statale si insedi il Commissario straordinario. E’ infatti un assunto generale dell’ordinamento quello che non ammette vacanza di poteri. Tutte le funzioni di coloro che cessano per qualsiasi causa da un incarico elettivo pubblico si protraggono fino all’insediamento dell’autorità che subentra.

L’attività dell’Amministrazione provinciale si sta svolgendo regolarmente e questa mattina – ha detto al termine delle seduta il presidente Capponi – abbiamo deliberato atti importanti ed attesi dalla nostra comunità. Tra questi l’attivazione di un fondo di due milioni di euro per anticipare la Cassa integrazione guadagni straordinaria (in attesa della liquidazione da parte dell’Inps) a tutti i lavoratori coinvolti delle aziende maceratesi. La Provincia anticiperà a ciascun lavoratore in cassa integrazione straordinaria un assegno di 600 euro mensili per un periodo massimo di sei mesi. Era stato fatto in passato per i lavoratori della Merloni, ora la Provincia –  ha detto Capponi –  estende il provvedimento a tutte le imprese previa sottoscrizione di un protocollo d’intesa con l’Inps, le Organizzazioni sindacali e  l’associazione dei datori di lavoro.

Nella stessa seduta di oggi la Giunta ha approvato il protocollo d’intesa con la Prefettura e gli uffici periferici dello Stato per la loro adesione al Sinp e alla realizzazione di una rete unitaria integrata con la rete telematica provinciale nonché per l’utilizzo delle posta elettronica certificata (Pec). Altre delibere adottate hanno riguardato il Piano per le attività formativa del personale per il triennio 2010-2012, un progetto preliminare di 55 mila euro per lavori di manutenzione idraulica del fiume Chienti in località Ributino di Tolentino, un altro progetto di centomila euro per la manutenzione delle segnaletica lungo tutta la rete stradale provinciale.

Al termine delle seduta della Giunta provinciale, il presidente Franco Capponi si è trattenuto in ufficio con il segretario generale della Provincia e con i legali dell’Ente per approfondire dal punto di vista giuridico la questione inerente la invalidazione delle operazioni elettorale del giugno 2009 a seguito del ricorso della lista LAM a suo tempo esclusa dall’Ufficio elettorale centrale del Tribunale di Macerata. “Si è trattato di una valutazione effettuata solo sulla base dei primi elementi che abbiamo – ha dichiarato al termine il presidente – in attesa che il deposito della sentenza del Consiglio di Stato ci permetta di conoscere le motivazioni che hanno portato ad un cambiamento così radicale delle decisioni prese in precedenza in modo tra loro concordanti da ben  tredici magistrati che in diversa sede e in diverso grado di giudizio si sono espressi sulla medesima questione”.

Al di là  dell’aspetto giuridico, il presidente della Provincia è poi entrato nel merito delle dichiarazioni di Luigi Gentilucci ed in particolare alla asserita disponibilità a trattare da parte delle lista LAM. “Al riguardo – ha detto Capponi – riteniamo che sia possibile un’unica condizione: la rinuncia da parte della LAM al ricorso per evitare danni diretti ed indiretti alla Comunità provinciale. Non possiamo trattare mettendo sullo stesso piano l’ interesse di una parte, qual è la LAM, e l’interesse pubblico generale che la Provincia rappresenta e deve tutelare”.

L’eventuale esecuzione della sentenza scaturita dal ricorso della LAM penalizzerebbe tutti i cittadini in misura incalcolabile. “Se i danni diretti dell’eventuale Commissariamento e successiva ripetizione delle elezioni tra un anno possono essere valutati in circa 800-850 mila euro (più di un miliardo e mezzo di vecchie lire) per le casse delle Provincia, i danni indiretti per la collettività sarebbero molto ma molto maggiori – ha detto Capponi – ricordando, tra l’altro, le procedure di programmazione avviate e attesa dai Comuni, dalle imprese e dai cittadini”. Capponi ha fatto l’esempio del Piano territoriale di coordinamento che ha diretti risvolti sulle programmazioni comunali a livello di infrastrutture, nuovi insediamenti abitativi e industriali; dei diversi programmi comunitari a cui la Provincia partecipa e soprattutto i PIT (Progetti Integrati Territoriali) che, attraverso la utilizzazione di fondi strutturali in maniera integrata, sono in grado di attuare convergenti obiettivi di sviluppo del territorio, sperimentando nuove metodologie di lavoro che migliorano l’efficacia degli investimenti pubblici e aumentano l’effetto leva su quelli privati. Per questi motivi – ha aggiunto il presidente della Provincia –attivando tutti gli strumenti legali possibili contrasteremo la sentenza, cercando di evitare gravi danni ai maceratesi”.

La LAM aveva nei suoi programmi l’attenzione verso i piccoli Comuni e il riequilibrio del territorio, una forte azione delle Provincia nel coordinamento e nel governo dell’area vasta.
“Su questo possiamo trattare, infatti sono tutti aspetti programmatici – ha detto in proposito Capponi – anche della nostra coalizione, verso i quali l’attuale Amministrazione ha posto attenzione sin dal primo giorno e su cui siamo fortemente impegnati. Tra questi i progetti di partecipazione alla programmazione europea, il programma covenant of majors che cerca di raggiungere gli obiettivi comunitari di risparmio energetico e di produzione di energia da fonti rinnovabili. Questo dimostra come sul piano politico l’interesse sostanziale della lista LAM non abbia subito ripercussioni dalla avvenuta esclusione alle elezioni. Né in sede di candidature, né in sede di programmazione abbiamo ‘chiuso le porte a qualcuno’. L’esclusione delle lista LAM – ha ricordato il presidente delle Provincia – non è stata voluta da noi, ma è stata decisa in sede preelettorale dai giudici del Tribunale di Macerata che componevano l’Ufficio elettorale centrale. La coalizione che rappresento non aveva fatto nulla per escludere la lista LAM dalle elezioni, né si era opposta alla sua riammissione negata ben tre volte da giudici diversi (Ufficio centrale, Tar e Consiglio di Stato) prima delle elezioni. Al contrario, ad opporsi alla ammissione della lista LAM era stato il centrosinistra, in particolare il Pd: una diatriba tutta interna alla sinistra che ora, con la sentenza dei giudici, colpisce tutti i maceratesi, le imprese e gli enti locali”.

Il dispositivo di decisione del Consiglio di Stato:

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2010/201002728/Provvedimenti/201000393_12.XML



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