Scienze della formazione riscalda
il faccia a faccia tra i candidati rettore
L'esubero dei docenti al centro dell'incontro di Lacchè e Paolini con i ricercatori
di Alessandra Pierini
Il 9 giugno, giorno in cui si svolgeranno le elezioni del nuovo Rettore dell’Università di Macerata, si avvicina rapidamente. I due candidati Antonella Paolini e Luigi Lacchè si sono confrontati questa mattina con i ricercatori dell’ateneo, a proposito di temi caldi che riguardano l’università italiana, sulle riforme introdotte dal ddl 1905 e sul ruolo dei ricercatori nell’Ateneo. Già ieri i ricercatori avevano espresso le loro perplessità: “Il nuovo Rettore sarà costretto a scegliere tra didattica e ricerca. Sappiamo che la didattica non può essere trascurata ma vogliamo anche che il nuovo Rettore che gode di una certa autonomia chiarisca fin d’ora le sue posizioni.” Il confronto, che si è svolto nell’Aula Magna, cuore storico e simbolico dell’ateneo maceratese ha visto una partecipazione ridotta e pochi dei 150 ricercatori erano presenti ad ascoltare le risposte dei candidati alle loro sollecitazioni. Nel corso dell’incontro si sono delineati in maniera piuttosto netta i profili dei due potenziali rettori.
Per formazione ed attitudine, Paolini e Lacchè affrontano le problematiche in maniera completamente differente. La prospettiva economica e sempre attenta a valutare risorse e criticità di Antonella Paolini, attualmente Preside della facoltà di Economia, è diametralmente opposta alla visione benevola sulle scelte fatte in passato di Luigi Lacchè, Pro rettore dell’Università. Lacchè è imperturbabile e dei giuristi del passato conserva la sicurezza e l’impostazione. Più rivoluzionaria Antonella Paolini e l’orientamento alla rottura col passato la porta più volte ad alzare il tono di voce, con un carisma tutto femminile, quasi per ottenere maggiore rispetto dagli interlocutori e soprattutto dal suo concorrente.
Se la Paolini non perde occasione per ribadire la mancanza di trasparenza della passata gestione, Lacchè afferma con forza che molto è stato fatto ed è stato fatto bene.
“Sono in disaccordo con il disegno di legge 1905 la cui entrata in vigore farà venir meno la governance dei ricercatori. La ricerca dovrà essere al primo posto” ha ribadito Antonella Paolini.
Dello stesso avviso Lacchè: “Vorrei che l’ateneo investisse sulla figura del ricercatore. Se verrò eletto per prima cosa porterò al Senato la proposta di modificare lo statuto dando la possibilità anche ai ricercatori di scegliere i delegati del rettore e non più solo ai professori di ruolo come accade oggi. Non è vero che non abbiamo risorse, spendiamo molto ad esempio sul dottorato che assorbe un 10% delle risorse le quali potrebbero essere destinate alla ricerca.”
Anche sul bilancio i candidati sono d’accordo: l’ateneo dovrà fare i conti con fondi limitati. E’ la questione di Scienze della Formazione a far scattare la scintilla tra i due. “Scienze della Formazione ha un problema di esubero di studenti. Sono stati assunti più docenti che sono poi stati utilizzati per esigenze dell’intera facoltà.” ha detto Lacchè. La Paolini ha ribattuto prontamente e con una certa stizza: “Nessuna facoltà in 7 anni cresce così tanto da aver bisogno di ben 31 docenti e un’attribuzione maggiore di posti non è legata all’esubero degli iscritti. Sono dovuta ricorrere al Garante di Ateneo per comprendere quale fosse il saldo delle varie facoltà. Sarebbe questa la vostra trasparenza?”
Il confronto è andato avanti con le tante richieste, anche molto specifiche e tecniche, dei ricercatori.
Di sicuro non è questo un buon momento per l’università italiana, è un momento di transizione e di cambiamento che richiederà a chiunque sia il nuovo Rettore di fare scelte importanti che determineranno l’evoluzione di un’ateneo che vanta secoli di storia. L’Università è una comunità che raccoglie piccoli gruppi, ognuno dei quali ha richieste ed esigenze. Al nuovo Rettore si porrà innanzitutto il problema di comprendere, in un quadro che appare oggi frastagliato e dai malumori di molti, qual è la vocazione e l’orientamento dell’ateneo, facendo i conti con la concorrenza di tante altre università italiane e con una legge nazionale tutta da sperimentare.
Foto di Guido Picchio


