Lacchè, unico candidato Rettore
“L’Università deve guardare al futuro”
L'Ateneo maceratese verso le elezioni
di Alessandra Pierini
Luigi Lacchè è al momento l’unico ad aver presentato ufficialmente la candidatura alle prossime elezioni universitarie che si terranno il prossimo 9 giugno e nel corso delle quali sarà scelto il nuovo Rettore che resterà in carica per il quadriennio accademico 2010 – 2014.
Lacchè, professore universitario dal 1992, giurista, storico del diritto, allievo di Mario Sbriccoli, è professore ordinario e titolare dell’insegnamento di Storia del diritto nella Facoltà di Giurisprudenza.
Dal novembre 2003 è Pro-rettore vicario, con delega all’alta formazione. Negli ultimi anni ha contribuito a fondare e sviluppare le edizioni università di Macerata – eum, di cui è Presidente e la Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi” che dirige dal 2008.
Lacchè, è per ora l’unico candidato ufficiale alla carica di Rettore…
“Che io sappia sì, anche se immagino che ce ne saranno degli altri…”
Come mai ha deciso di candidarsi?
“La mia candidatura è scaturita da diversi elementi: innanzitutto ho maturato negli anni un’esperienza che mi sarà molto utile in caso di elezione, inoltre credo di poter proporre una visione e un progetto per il futuro dell’Università di Macerata. Nei prossimi giorni presenterò il mio programma dal quale sarà possibile comprendere quali saranno le mie linee.”
Si propone agli elettori in un’ottica di continuità o di discontinuità rispetto al passato?
“Il discorso è complesso. Credo che ogni Rettore deve prendere ciò che è stato fatto in passato con uno spirito costruttivo, poi però, ogni stagione pone questioni nuove che richiedono uno sguardo innovativo. E’ questo che farò se sarò il nuovo Rettore. Comunque chiunque sarà Rettore dovrà utilizzare al meglio le risorse disponibili per crescere anche sul piano nazionale.”
Per la prima volta, in queste elezioni votano anche i ricercatori. Si sente favorito?
“Al di là del fatto che mi sento favorito, la cosa mi fa molto piacere perchè i ricercatori rappresentano il futuro dell’ateneo. L’Università di Macerata si è molto ringiovanita negli ultimi anni e i ricercatori saranno una risorsa preziosa.”
Cosa pensa dell’Accordo di programma tra Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Provincia di Macerata, Università di Camerino e Università di Macerata?
“Credo che da un lato interpreta un bisogno importante che è quello di riuscire a collegare le varie istituzioni che si occupano di alta formazione nel rispetto dell’autonomia di ognuna. Ritengo che ci siano i margini per una collaborazione rafforzata e per la crescita di entrambe gli atenei. D’altra parte sarà necessario un forte spirito di collaborazione e lealtà per ottenere il massimo risultato.”
Qual è la sua opinione riguardo gli esposti alla Procura della Repubblica che saranno presentati da Rsu e Sindacati?
“Preferisco non parlarne ma di una cosa sono certo, l’Ateneo deve ripensare e lavorare di più e meglio nel reclutamento del personale e nella valorizzazione delle risorse esistenti”.


Domanda: …in queste elezioni votano anche i ricercatori. Si sente favorito?
Risposta: “Al di là del fatto che mi sento favorito, la cosa mi fa molto piacere perchè i ricercatori rappresentano il futuro dell’ateneo….
Commento: evidentemente invece il PTA (personale tecnico-amministrativo, oltre 300 persone) sono il passato, o un’inutile zavorra, visto che il loro voto è “pesato” al 10% (e quindi in complesso esprimerà l’equivalente di circa 30 voti dei docenti-ricercatori). Caro prof. Lacchè, perché gli organi accademici, di cui Lei fa parte, hanno accettato la proposta di far votare tutti i ricercatori ma non quella del PTA di vedersi riconosciuto un peso maggiore dell’ormai ridicolo 10%?
Gli studenti non hanno lacuna voce in capitolo…. Eppure l’Università dovrebbe essere finalizzata a loro