La laurea dopo la tempesta
Cantalamessa: “Dio è comunicazione”

Conferita l'honoris causa in comunicazione multimediale a Padre Raniero

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di Alessandra Pierini

Padre Raniero Cantalamessa è un piccolo frate che ci ricorda, come ha affermato lui stesso, quel Fra Cristoforo di manzoniana memoria che coniuga l’umiltà e la semplicità con la ricchezza del pensiero e con l’umanità. Nell’auditorium San Paolo dove si è svolta questo pomeriggio  la cerimonia per il conferimento al frate della laurea honoris causa in comunicazione multimediale, il suo saio si distingue nettamente dagli abiti scuri delle tante personalità  intervenute e spicca ancora di più delle fasce blu del presidente della Provincia Capponi, del tricolore di Romano Carancini, della cinta rossa del vescovo Giuliodori e delle toghe e dei manti dei docenti dell’ateneo maceratese. La sua semplicità ha una luce diversa e lo rende protagonista, come protagonista lo ha reso, suo malgrado, la predica del Venerdì Santo: nelle sue parole è stato letto un voler accomunare gli attacchi alla Chiesa cattolica all’antisemitismo.
La polemica sollevata da alcuni docenti dell’Università di Macerata che hanno chiesto di ritirare la laurea honoris causa non poteva essere sorvolata e nè il Rettore Sani, nè Padre Raniero hanno trascurato l’argomento.

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E’ stato il Rettore Sani a dare il benvenuto, introducendo la cerimonia con un intervento che ha suscitato un applauso caloroso e prolungato. Dopo essersi soffermato sul curriculum di Cantalamessa, Sani è passato a motivare perchè non ha accolto la richiesta di quanti con lettera aperta al Preside Ciaschini hanno chiesto di sospendere la cerimonia: “noi siamo qui oggi perchè una facoltà del nostro ateneo ha proposto di assegnare una laurea ad uno studioso il cui curriculum vitae et studiorum presenta caratteri di assoluta eccellenza proprio nelle tematiche oggetto di tale titolo accademico(…) personalmente ritengo che le decisioni maturate abbiano l’assolutà legittimità di un percorso decisionale che ha investito tutti i livelli della rappresentanza democratica del nostro Ateneo e che non sussistano le motivazioni per alterare tale iter. Tanto più che le ragioni addotte da chi dissente non sembrano rimettere in discussione le motivazioni alla base del procedimento.” Il Rettore va avanti sottolineando come l’università non deve essere luogo di veti, di chiusure, di ostracismi e di censure e leggendo una delle tante lettere, fax e mail che hanno manifestato il loro disaccordo con la sospensione della cerimonia.

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E’ stata poi la volta del Preside di Scienze della Comunicazione Maurizio Ciaschini il quale ha ripercorso la storia socio-culturale della comunicazione per concludere: “Siamo oggi di fronte ad una Babele di tipo nuovo non più basata sugli errori nella composizione del messaggio ma sulla difficoltà di recepirli a causa del troppo rumore.”
Padre Raniero Cantalamessa si è detto onorato di avere questo prestigioso riconoscimento nella sua terra (ndr. è originario di Colli del Tronto) e della sua lectio magistralis “In principio era la comunicazione” in cui ha voluto mettere in evidenza qual è il paradigma originario della comunicazione e la luce che può gettare sui problemi cruciali della comunicazione umana, laica e religiosa: “L’uomo è creato a immagine di un Dio che è comunicazione. La rivelazione biblica è anch’essa  una comunicazione e un dialogo. Alla comunicazione orale si è sostituita sempre più massicciamente quella visiva e impersonale della stampa e della televisione. La comunicazione dei media è per sua natura a un senso solo, è parola che non attende e non consente risposta. Nell’era della comunicazione di massa noi esseri umani ci serviamo della parola scritta o pronunciata per comunicare vita e verità o al contrario per diffondere la morte e falsificare la verità?”

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La sua dissertazione va avanti fino ad arrivare a parlare della polemica che l’ha visto protagonista: “Nella situazione attuale quello che i mezzi di informazione cercano spasmodicamente è lo scoop. Ai media non interessa tanto la verità quanto la novità. Io ho fatto esperienza personale di questo stato di cose, in seguito al mio discorso in San Pietro.”
Per spiegare cosa ha scatenato la tempesta mediatica nei suoi confronti Padre Raniero ha citato il quotidiano di Israele “The Jerusalem Post” e un articolo intitolato “Siamo dei cattivi ascoltatori” in cui il frate viene difeso in base a considerazioni religiose e sociali e nel quale si sottolinea la difficoltà per le persone religiose di dare un messaggio pensato e con una certa profondità.
Al termine del  pomeriggio Padre Raniero Cantalamessa, dottore in Comunicazione Multimediale, è salutato dai tanti presenti con un lungo applauso e una standing ovation.

(Foto di Guido Picchio)

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