Fabio paga il fattore C
E per Romano
ora viene il difficile

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di Mauro Montali

Fabio ha fatto una rimonta che ha del prodigioso, ma Romano vince, sia pure per un’incollatura: 126 voti appena. Macerata è abituata, del resto, ad un voto comunale al fotofinish: Anna Menghi divenne sindaco, nel 1997, per trentasette consensi in più rispetto al suo contendente, di cui nessuno ricorda più il nome.
Nel centrodestra non si aprono le bottiglie di spumante ma neppure ci si dispera. Anzi.
Per qualche tempo, oggi pomeriggio, Pistarelli è stato in testa. Sandro Cacchiarelli, il playmaker della campagna elettorale del candidato di centrodestra, al contrario di altri, non si è lasciato convincere dai primi dati. Che arrivavano da quella vandea che si chiama Villa Potenza. Bisognerà indagare a fondo, tra l’altro, quel che è successo e succede in quella frazione: perchè tanto astio nei confronti dell’amministrazione comunale? E’ stata abbandonata? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Perchè sul versante del Chienti, leggi Sforzacosta, la gente, che pure ha il Consmari sul groppone, continua a votare a sinistra? Due fiumi, due storie diverse. Torniamo a noi. Quando il voto si è delineato nella sua interezza è stato lo stesso Cacchiarelli- evidentemente a destra avevano un’organizzazione più affidabile, incredibile a dirsi, di quella avversa, e questo gli fa molto onore – a recarsi nella sede del “comitato Carancini, in via Matteotti a portare la notizia. Cacchiarelli, come gli succede in queste occasioni,è diventato tutto rosso in volto ma alla fine ha sputato il rospo. Del resto, era lì per quello.

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Carancini è il nuovo sindaco. Auguri e complimenti. Il difficile arriva adesso. E’ stato eletto con il 29,1% dei voti dei maceratesi, compresi ovviamente quelli che non sono andati alle urne, e questo fatto gli dà ancora maggiori responsabilità. Definirsi sindaco di tutti sarà un pò complicato da un punto di vista morale e politico. Pistarelli ha totalizzato il 28,8% di tutti i maceratesi. Dati che fanno riflettere: la disaffezione è alta. Bisogna riconquistare, con i fatti, i cittadini alla politica. Altrimenti saranno sempre meno coloro che decideranno per tutti gli altri.  Romano ha perso un sacco di voti rispetto al primo turno. Il vantaggio di 1200 voti si è quasi volatilizzato e quando ieri pomeriggio se ne sono accorti, militanti e dirigenti del Pd, hanno avuto un’ora di apnea. Il nemico era alle porte. Poi ci ha pensato Cacchiarelli…
Ma come è stata possibile questa incredibile rimonta di Pistarelli? Tutta colpa dell’astensionismo che ha duramente penalizzato anche Macerata? E’ possibile. Ma ci sono anche altre spiegazioni. Negli ultimi quindici giorni, il centrodestra ha spiegato tutte le bocche di fuoco che aveva a disposizione. Giornali amici, organizzazioni professionali e commerciali, una parte di clero, una parte di logge massoniche. Il centrosinistra ha sentito molto questa pressione percependo che il gap con Fabio Pistarelli, bravissimo politico peraltro, si andava riducendo di molto. Alla fine ha retto. Ma le “chiappe” erano ben strette oggi pomeriggio nella sede elettorale di Romano.
Detto questo, adesso passiamo alla verità vera. Sapete perchè (a nostro modestissimo avviso) Pistarelli ha perso? Per due motivi. La prima è la questione delle tapparelle della Prefettura. Ma come gli è venuto in mente di indicare questa piccolissima vicenda come una priorità? Macerata è vaccinata dalle bufale. Il senatore Mario Baldassarri perse le elezioni nel 2001, nel collegio maggioritario, quando nel primo comizio indicò, come tutti ricorderete, in Dugini e in Turchetto, i traditori di quel famoso spareggio, del 1967, con il Perugia, per la serie B.
I maceratesi, malmostosi quanto volete epperciò stesso puntigliosi, non credettero a quella roba lì e bocciarono il professore di Economia, allievo di Modigliani.  La stessa cosa è avvenuta con le tapparelle. Che hanno avuto il sapore della sparata intellettualistica e nient’altro. Le malombre erano in agguato.
Seconda e più importante questione:il fattore K. Anzi il fattore C. In senso contrario a quello che fu magheggiato per Arrigo Sacchi. In questo caso non la fortuna ma il suo contrario. Il fattore C si chiama Capponi. Franco Capponi, presidente della Provincia. Capponi detesta Macerata. Definita, qualche giorni fa, come “una zavorra”. E i maceratesi non lo hanno perdonato. Figuriamoci, uno di Treia. Gaffeur era  e gaffeur è rimasto. Il processo all’interno del Pdl è cominciato. Fabio Pistarelli era lì ad un passo da un gigantesco risultato, ma per un insieme di fattori, compreso quello C ,  è rimasto sulla sponda.
Dunque, ha vinto Romano Carancini. Ci ha messo del suo. Passionale e professionale. Farà bene, ne siamo sicuri. Dia subito inizio al progetto Rampa Zara: il messaggio per il centro storico sarà apprezzato. Disegni una giunta al di fuori dei partiti: ormai non è più ostaggio nè dei partiti nè di qualcun altro. Abbia coraggio.
Ha vinto, pure, Giorgio Meschini. Il tentativo di demolirlo non è andato in porto. I maceratesi, tutto sommato, sono rimasti contenti della sua opera. Lo avevamo già scritto in tempi non sospetti.
Ha vinto, soprattutto, l’intramontabile regista: Adriano Ciaffi.



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