La partita si gioca
sulle alleanze per il ballottaggio

Il punto - di Mauro Montali -
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di Mauro Montali

Anna Menghi vicesindaco con Carancini primo cittadino? La notizia circola effettivamente da qualche giorno ed è stata rilanciata dalle cronache politiche del “Carlino”. Ma è vera? Diciamo che potrebbe essere verosimile. Lei non conferma: “Io vicesindaco? Veramente sono in corsa per fare il sindaco”. Ma non smentisce recisamente.  Lui, Romano, ammette: “Astrattamente dico: perchè no?”.
Se ne parlerà dopo il 28 e 29 marzo, ammesso che Anna Menghi non vada al ballottaggio e che Romano Carancini non vinca al primo turno.
Un interesse oggettivo tra i due esiste. Eccome. Anna e Romano si stimano e da parte di quest’ultimo, negli ultimi anni, ci sono state varie aperture di credito nei confronti del comitato presieduto dalla sindachessa di fine anni novanta. Ebbene, se la Menghi, in sede di ballottaggio, dovesse “apparentarsi” con Carancini (questa è la conditio sine qua non) le porte principali di piazza della Libertà potrebbero spalancarsi trionfalmente per l’inedito duo.
Ma ci sono troppe varianti, al momento, per dare concretezza al progetto. E se Fabio Pistarelli vincesse subito? E se Anna Menghi non se la sentisse di appoggiare Carancini al secondo turno?
Carancini e Pistarelli sono convinti, entrambi, di vincere. E al primo turno . L’esponente del Pd l’ha ripetuto anche l’altra sera, in Filarmonica. C’era il governatore uscente, Gian Mario Spacca, notevolmente appesantito ma molto lucido. I dati stanno dalla sua parte. Il bilancio, a partire dalla sanità, è stato risanato e le agenzie internazionali di rating hanno valutato la Regione Marche molto positivamente. Non ci sono stati scandali, l’alleanza con l’Udc marcia a gonfie vele, i sondaggi sono favorevoli. Per cui Spacca  si presenta, per scomodare un vecchio slogan della Dc degli anni sessanta, con “la forza della tranquillità”.
Dicevamo di Carancini e della possibilità di vincere al primo turno. Al Pd fanno il seguente calcolo: se il partito dovesse attestarsi attorno al  28% (in regione è accreditato del 32), il gioco sarebbe fatto. Sempre ammesso che le altre sette liste collegate a Carancini facciano il loro dovere. E’ uno scenario possibile. Del resto il “vento” nazionale sta cambiando, sia pure in modo flebile.

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Sullo sfondo, inoltre, ci sono Giorgio Ballesi e Paolo Ranzuglia, gli altri due candidati sindaci. Che faranno al ballottaggio? A sinistra sperano di incassare anche quei voti.
Dall’altra parte, quella del centrodestra, ci sono sondaggi di segno opposto. L’altro giorno  Sandro Cacchiarelli, il playmaker organizzativo di Fabio Pistarelli, andava sventolando per Corso della Repubblica i risultati di un’inchiesta telefonica secondo cui la coalizione del Pdl e dei suoi alleati sarebbe al 44% contro il 41% dei “competitors” di centrosinistra. Staremo a vedere.
Nel frattempo è arrivato a Macerata anche Erminio Marinelli, candidato del Pdl alla presidenza della Regione, in sostegno di Daniela Bernardini, imprenditrice, che ha deciso di scendere in campo a favore di Marinelli nella lista “Insieme con il Presidente”. L’ex sindaco di Civitanova, dove, per ammissione di tutti, ha fatto molto bene, lasciando il segno, punta tutto sulla crisi e sul fatto che “Spacca ci lascia una Regione a pezzi”. Non siamo sicuri che questo messaggio passi tra le teste dei marchigiani e dei maceratesi, i quali, se non abbiamo capito male, hanno un’altra percezione della situazione complessiva. A Macerata però è molto diverso: il peso dell’Udc, con la sua scelta di fare da sponda al centro destra si farà sentire: sarà una battaglia all’ultimo voto. A dar manforte a Fabio Pistarelli ecco arrivare anche Marcello Veneziani (domenica sera in Filarmonica) presentato dal professor Evio Hermas Ercoli, il playmaker culturale del candidato sindaco del Pdl.
Daniela Bernardini, dunque. Donna libera e coraggiosa, che  si è rimessa in gioco, e va apprezzata. Ha classe, eleganza, bellezza (che non guasta), conoscenza dell’industria e dell’economia. Perchè non appoggiarla?
Qualcuno l’ha definita la Santanchè nostrana. Ma è un paragone ingiurioso: la nostra Daniela non è certo sguaiata come  la Daniela milanese.
Detto questo, vogliamo spendere quattro parole per il candidato, per il Comune, che, personalmente, riscuote la nostra più profonda simpatia. Dopo Carlo Contardi, lista Conti, è il candidato più anziano. Parliamo di Manlio Baraboglia. Ha 71 anni e per tutta la vita ha fatto l’idraulico. Ha scritto di suo pugno un depliant di quattro pagine. Un  depliant straordinario. Dice di sé: “Pensionato, ex artigiano, tuttologo, libero pensatore, appassionato d’arte, cultore di storia, costumi e tradizioni popolari. Amante di teatro, è socio fondatore della compagnia teatrale Filarmonico drammatica di Macerata, ascolta musica classica, organistica, canto corale e canto gregoriano”. E’ candidato nella lista “Pensare Macerata” che fa riferimento a Massimiliano Bianchini. Ebbene, se non  sapete per chi votare, date la preferenza a  Manlio Baraboglia che, tra l’altro, assiste da anni la moglie disabile. Uomini come lui ce ne sono, ormai, ben pochi in giro.



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