Zecchi riflette con Pistarelli
“Ecco come curare
il bello e il brutto di Macerata”

L'eclettico scrittore intervistato da Hermas Ercoli al teatro della Filarmonica
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di Alessandra Pierini

Il salotto estivo che Evio Hermas Ercoli ha proposto nella kermesse di  Tuttoingioco si è trasferito questa sera, in veste invernale, neve compresa, al Teatro Filarmonica a Macerata. Le tradizionali poltroncine bianche hanno ospitato il candidato Sindaco Fabio Pistarelli e Stefano Zecchi, eclettico scrittore, professore di estetica e a tratti amministratore, al quale spetta il difficile compito di parlare de “La cura del bello”, tema scelto per la serata.

E’ lo stesso Ercoli, nell’attesa di Zecchi a presentarlo con la sua solita ironia: “Zecchi è attualmente capo di una lista indipendente a Venezia, la Lista Brunetta. Oggi pomeriggio aveva in programma un incontro a Fabriano, è arrivato  in treno con  forte ritardo  e dovendo scegliere se parlare a Fabriano o venire a Macerata, ha pesato politicamente le due possibilità: dove si vince? A Macerata, allora andiamo lì. ”
Il primo a parlare è Fabio Pistarelli che ripercorre la storia della città a partire da Giulioso da Montegranaro, fondatore della nostra università, passando per Padre Matteo Ricci fino a giungere ai futuristi: “In futuro – conclude il candidato – dobbiamo sviluppare il nostro passato superando l’isolamento viario, ma anche di iniziative e di proposte.”

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Le  sollecitazioni di Ercoli stimolano Zecchi ad esprimere lo “Zecchi-pensiero”. Si inizia appunto dalla bellezza: “ Se chiedessi ad uno studente cos’è la bellezza mi risponderebbe che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. Non è vero perchè oggi piacciono le porcherie. Dobbiamo invece educare al bello, vicenda entusiasmante degli uomini di ogni epoca consapevoli che solo il bello resta. La modernità non ha amato la bellezza ma ora ci siamo accorti di avere sbagliato e la bellezza è diventata esigenza di vita. Nei bambini la distinzione tra bello e brutto è istinto che viene corrotto con la formazione.”

Hermas Ercoli va avanti accennando alla cementificazione di Macerata: “Se fossi sindaco io  – dice  – chiederei subito di cambiare le serrande della Prefettura che sono lì dal 1905. Si può curare il brutto? Lo chiedo perchè in questa città abbiamo la convinzione che ci siamo imbruttiti, ci sentiamo sporchi pensando a quanti metri cubi di cemento abbiamo previsto.”

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Zecchi risponde in base alle sue esperienze e fa riferimento a città ed episodi vissuti personalmente: “Esiste l’assessorato all’arredo urbano che dovrebbe essere in grado di capire cosa va fatto e cosa no, il fatto è che mentre nessuno potrebbe fare l’assessore al bilancio senza competenze, l’arredo urbano lo affidano a chiunque ad esempio a Recanati hanno pavimentato la piazza in modo indecente, a Venezia il turismo è selvaggio e a Milano stanno pensando di fare un boschetto in Piazza del Duomo.”
Ercoli ironizza poi sul fatto che l’amministrazione maceratese non si è mai mobilitata sulla bellezza ma in compenso ha mobilizzato molto la scuola sulla pace, portando così il discorso sull’educazione. “Il professore viene considerato oggi un pezzente al quale i genitori dicono cosa deve fare e questo non va, dall’altra parte però gli insegnanti devono stare in classe ad insegnare e non nelle piazze a protestare. Il problema delle università è che i professori devono esserepreparati e selezionati ma la selezione è arbitraria, soggetta al nepotismo.” Zecchi è molto critico anche verso l’attuale disgregazione della famiglia e verso la mancanza della figura del padre, annullato dalla società. Infine dà la sua ricetta per il buon sindaco: “Il sindaco deve avere voglia di fare il sindaco che è una grande rottura – ironizza – si deve mettere a disposizione ed occuparsi di ogni cosa. Ogni laccio burocratico si supera con la voglia di fare.”
La chiusura spetta a Fabio Pistarelli: “Questa serata è una pillola di quello che Macerata avrebbe potuto essere la scorsa estate con Tuttoingioco, quante serate così potevano svolgersi nel nostro centro storico?”

(Foto di Edo Lini)

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