Maceratiamo alla Lega Nord:
“No alla politica della paura,
gli stranieri vanno aiutati”

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Dalla lista civica Maceratiamo riceviamo:
“Ci risiamo. La Lega Nord in campagna elettorale ritira fuori un manifesto vergognosamente razzista che mostra un anziano signore (evidentemente italiano) rimanere ultimo in una fila dove gli altri sono tutti stranieri. Lo slogan “Indovina chi è l’ultimo?” è fin troppo facile, e fa leva sulla paura di noi “indigeni” di perdere un millantato ruolo di supremazia sul territorio. Cose non nuove, purtroppo, che dovrebbero però spingerci a fare una serie di riflessioni.

Già parlare di Lega Nord a Macerata è una contraddizione in termini; ma questo dimostra che la politica della paura e dell’aggressione funziona. Vengono sollecitati (evidentemente hanno uno staff marketing di tutto rispetto) gli istinti più bassi e indirizzati verso un nemico bene identificabile; con tanti saluti a secoli di sviluppo della civiltà e della cultura.
Del resto, quella di additare un nemico da schiacciare, portando come giustificazione una scusa solitamente campata per aria, è una tecnica utilizzata da sempre: basta pensare agli ebrei di Hitler o ai comunisti di McCarthy (più recentemente utilizzati anche dalle nostre parti) per capire come l’invenzione di un nemico da combattere sia sempre una operazione assurda e mirata solo ad ottenere consenso, spostando l’attenzione pubblica dai problemi reali.

Quando poi queste campagne di odio vengono condotte da persone che si spacciano come difensori di valori etici e morali, fino a millantare una difesa di principi religiosi (come ad esempio le polemiche sull’esposizione dei crocifissi) è evidente che tutto ciò è strumentale e non ha alcuna valenza reale.

Quanto al problema vero le cose stanno un po’ diversamente da come si vuole presentarle. La legislazione italiana rende oggettivamente difficile la vita dello straniero, a cominciare dalla sua regolarizzazione; questo spinge molte persone oneste, che cercano solo un lavoro e la possibilità di uscire dalle situazioni drammatiche che vivono nei loro paesi, a preferire altre destinazioni. Nessun problema invece per i disonesti, che non si fanno scrupolo di violare la legge. Il primo problema non riguarda quindi la quantità di stranieri che arriva in Italia, ma la qualità. E su questo, a livello locale, si può fare ben poco.

L’aspetto però più deleterio di tutta la questione è la sinergia che si crea tra gli stranieri e la parte peggiore della popolazione italica. Gli stranieri che arrivano sono oggettivamente in situazione di difficoltà, e di questa difficoltà tanti italiani approfittano spudoratamente: se i cinesi lavorano in nero alle manovie, c’è qualcuno che gli dà quel lavoro e che su quel lavoro specula; se i senegalesi vendono mercanzia di dubbia provenienza davanti ai supermercati è perché qualcuno a monte gestisce il commercio di quella mercanzia; se i rumeni vivono in dodici in un appartamento di 60 metri, qualcuno gli ha affittato quell’appartamento, e solitamente incassa l’affitto in nero. E con esempi di questo tipo potremmo andare avanti per giorni.
Rispetto a tutta questa realtà i controlli sono assolutamente carenti, vuoi per la scarsità di risorse che vengono assegnate alle forze di polizia (altro argomento critico), vuoi perché spesso è più comodo girarsi dall’altra parte e far finta di niente.

La verità è che buona parte della responsabilità per la situazione di degrado che gli stranieri vivono e trasmettono a tutta la comunità è nostra. E’ colpa nostra quando concediamo un affitto in nero, quando ci affidiamo ad una badante irregolare, quando sfruttiamo i lavoratori; è colpa nostra quando vediamo queste situazioni e non le denunciamo; ed è colpa nostra quando ce la prendiamo con lo straniero giustificando però l’italiano che su quello straniero specula e si arricchisce.
Ritornando infine alla questione prettamente politica è veramente squallido vedere come la lega venga utilizzata per condurre queste campagne, mentre gli altri partiti suoi alleati pretendono di mantenere un distacco con cui giustificare una inesistente diversità. Giusto la settimana scorsa il loro candidato sindaco ha dichiarato pubblicamente che “gli stranieri vanno accolti in tutti i quartieri della città“; concetto più che condivisibile da parte nostra, ma da parte dei suoi diretti alleati leghisti? Una volta si diceva “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. La vera accoglienza passa per il rispetto delle regole, ma è difficile pretendere la correttezza dagli altri se non siamo noi i primi a praticarla”.


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