Oscar Vizzarri, dall’Argentina a Macerata
con biglietto di andata e ritorno:
“L’esperienza alla Lube è stata magnifica”

Amarcord biancorosso
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Vizzari

di Andrea Busiello

Dopo Yuri Cherednik la seconda puntata del nostro percorso a ritroso con i grandi campioni della Lube di questi ultimi 14 anni vede protagonista Oscar David Vizzarri (nella foto), schiacciatore argentino che giocò per ben quattro stagioni con la casacca biancorossa, a cavallo tra il 1992 e il 1998 con destinazione diversa nella stagione 95′-96′,  lasciando il segno in maniera indelebile nel cuore dei supporters. Atleta dal sangue caliente il numero 9 della Lube era un autentico trascinatore e tornato a Macerata proprio in questi giorni per salutare qualche vecchio amico lo abbiamo intervistato per farci raccontare tutto quanto è possibile sulla Lube che lui visse in prima persona e sull’attuale impiego nella vita di tutti i giorni, che lo vede ancora sul taraflex di gioco a sudare come atleta.

Vizzarri, innanzitutto cerchiamo di tornare indietro con il tempo: cosa ricorda maggiormente dell’esperienza maceratese?

“L’esperienza a Macerata è stata indubbiamente bellissima. La cosa bella, sportivamente parlando, è che riuscimmo a raggiungere tutti gli obiettivi che si era prefissata la società e questo è stato importante. Sono rimasto molto legato alla città di Macerata ed infatti sono ritornato proprio a trovare vecchi amici con i quali non mi ritrovavo da anni e sono stato davvero felice”.

Con i giocatori di quel tempo con chi ha stretto maggiori legami?

“Diciamo che con Simone Rosalba siamo rimasti in contatto praticamente sempre anche grazie ad internet e lui è di certo uno dei miei più grandi amici ma anche Alberto Bachi e Marco Meoni sono giocatori con i quali ho legato molto anche fuori dal campo e con i quali mi sento spesso. Anzi a dire la verità è proprio giunta l’ora di andarmi a mangiare una bella coppa gelato da Marco (Meoni) nella sua gelateria così lo saluto”.

La partita più bella di Oscar Vizzarri con la maglia della Lube qual è stata, se la ricorda?

“Sono state tante. Ma più che partita io mi ricordo alcuni momenti che non verranno mai cancellati dalla mia memoria. Mi riferisco a quando vincemmo il campionato di B1 e approdammo in serie A2 oppure quando riuscimmo ad approdare alla semifinale scudetto, impresa questa che riusciva per la prima volta alla Lube e fu davvero epica la cosa. Altra cosa che non dimenticherò mai è la fiducia che lo staff Lube ha sempre riposto nei miei confronti e questo con il tempo ti rende entusiasta di essere stato a Macerata”.

Una curiosità che le viene in mente tornando a quei tempi?

“Ce ne sono due che non dimenticherò mai. La prima è che per farmi venire a Macerata fecero carte false ma io non venivo e me ne stavo in Argentina perchè ero stato a Brescia in A1 due anni e non avevo visto un soldo ed allora io avevo configurato gli italiani tutti uguali ma poi mi pagarono in anticipo un mese e da lì sono stato sei anni dunque è che dire! La seconda invece è che nell’inverno del ’92 ci fu una nevicata incredibile che non ci permise di allenarci per ben quattro giorni. Ricordo che arrivavamo al palazzetto e poi una piccola stradella ci portava all’interno del palasport perchè tutta la città era bianca. Una cosa incredibile”.

Qual è stato il giocatore più grande con il quale lei abbia giocato negli anni trascorsi con la Lube?

“Un solo nome, indiscutibilmente. Andrea Zorzi. Era un vero campione e da lui ho appreso davvero moltissimo perchè aveva delle qualità straordinarie come atleta ma anche come uomo ed io l’ho sempre ammirato. Negli anni in cui sono stato a Macerata lui è stato il mio numero 1”.

I tifosi biancorossi sono curiosi di sapere: ora cosa fa nella vita Oscar Vizzarri?

“Non ci crederete ma io continuo a giocare. Nonostante i miei 39 anni ho appena vinto un campionato di serie A2 in Argentina con il Villa Maria Volley ed appena finita la stagione il coach mi ha subito detto che vuole contare su di me anche per la prossima annata. Faremo questo sforzo: arriverò a 4o anni suonati a giocare ancora a pallavolo in serie A1. Certo il livello del campionato argentino non è come quello italiano ma tant’è, io di smettere non ne ho proprio voglia”.



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